Riuscirà l’Europa Unita a sopravvivere fino 2024?

Riuscirà l’Europa Unita a sopravvivere fino 2024?

Nel 1970 in Russia uscì un libro che fu poi tradotto in tutto il mondo. L’autore era Andrej Alekseevich Amalrik (1938-1980), un dissidente sovietico, e il titolo di quel piccolo testo era “Sopravviverà l’Unione Sovietica fino al 1984?” Amalrik aveva previsto il crollo dell’Unione Sovietica già dal 1980, ma poi la tentazione di quel orwelliano di “1984” si rivelò troppo forte per resistere.

Secondo Amalrik, e cito le sue stesse parole: “Qualsiasi Stato costretto a dedicare così tante energie al controllo fisico e psicologico di milioni di suoi sudditi non potrebbe sopravvivere all’infinito”. Egli paragonava tale Stato a un soldato che punta un fucile contro un nemico per molto tempo: alla fine le sue braccia, sotto al peso del fucile, si stancheranno e il nemico potrà fuggire. Poi aveva aggiunto che: “L’isolamento non solo ha separato il regime dalla società, e tutti i settori della società gli uni dagli altri, ma ha anche messo il Paese in estremo isolamento dal resto del mondo. Questo isolamento ha creato per tutti – dall’élite burocratica ai livelli sociali più bassi – un’immagine quasi surreale del mondo e del proprio posto in esso. Tuttavia, quanto più a lungo questo stato di cose contribuisce a perpetuare lo status quo, tanto più rapido e decisivo sarà il suo crollo, quando un confronto con la realtà diventerà inevitabile”.

Le previsioni di Amalrik sulle cause della definitiva disgregazione dell’Impero sovietico furono però imprecise e insufficienti. Secondo il suo libro ci sarebbe stata una guerra disastrosa contro la Cina – che in effetti fu sfiorata ma fortunatamente evitata – e poi gli antagonismi etnici all’interno della Unione delle Repubbliche Socialiste avrebbero fatto il resto. Non tenne in sufficientemente conto l’economia e le spese insostenibili durante la corsa agli armamenti contro agli Stati Uniti d’America, un fattore che alla fine si rivelò il vero killer del gigante sovietico.

All’inizio, l’opera di Amalrik fu scambiata per un racconto distopico, molto simile a 1984 di Orwell, e non fu interpretata come un serio lavoro di previsione politica da parte di un intellettuale lungimirante e che conosceva bene il sistema. Divenne popolare tra i lettori comuni come una sorta di bizzarria, ma fu respinto dagli accademici e persino dagli esperti americani che lavoravano per la CIA. Oggi sappiamo che alcune delle sue previsioni si sono rivelate corrette, mentre altre furono errate, a cominciare dalla data del crollo, che avvenne sette anni dopo le sue previsioni, nel 1991.

Nel 1970 Amalrik fu arrestato per “diffamazione dello Stato sovietico” e condannato a tre anni di lavori forzati a Kolyma. Alla fine della pena, gli furono inflitti altri tre anni, ma a causa delle sue cattive condizioni di salute e delle proteste che arrivavano dall’Occidente, la pena fu commutata dopo un anno, ed espulso dall’Unione Sovietica. Morì in un banale incidente stradale in Spagna nel 1980.

Venendo alla Comunità Europea, vogliamo scartare la terribile ipotesi di una guerra, anche se si sentono i rombi di cannone sul confine ucraino, ma possiamo notare che le divisioni etniche ed economiche ricalcano quelle dell’Unione Sovietica e verranno acuite dai problemi energetici che ci attendono in autunno e che provocheranno la caduta del nostro benessere economico. Vedremo milioni di persone protestare nelle strade e di pari passo si verificherà un aumento della repressione per contenerle. La distanza fra le élite dirigenziali e il popolo verrà esacerbato dalla crisi, con il fattore Gini che diventerà sempre più preoccupante. Chi siederà al governo non sarà in grado di porvi rimedio, perché con l’instabilità continuerà, inarrestabile, la svalutazione dell’Euro, una valuta che non si sarebbe mai dovuta creare, e che impoverirà tutto il nostro vecchio continente.

La prima nazione che vorrà rompere l’alleanza sarà certamente la Germania. Si veda l’articolo dell’economista francese Michael Santi,  da noi pubblicato (Michael Santi: Finis Germaniae! – Giornale Cangrande). Conoscendo la mentalità teutonica questi staranno già disegnando dei possibili scenari, che si troveranno presto a dover affrontare. La seconda nazione a voler uscire dalla comunità sarà certamente la Francia, seguita da tutte le altre.

Per quanto riguarda l’Italia, con le elezioni del 25 settembre vedremo, secondo i sondaggi, una maggioranza guidata dalla destra italiana, che dovrà esprimere un primo ministro che sia gradito al Presidente Mattarella e alla BCE.

Ecco, ci sentiamo di raccomandare alla nuova forza di governo di non strappare con l’Europa o lanciare crociate per uscire dall’Euro, perché il tempismo sarà sbagliato e comunque l’Italia da sola non potrà fare nulla. Il nuovo governo dovrà seguire questo il solco tracciato dal governo guidato da Mario Draghi, ma allo stesso tempo dovrà tenere gli occhi ben aperti e “sperare nel meglio, preparandosi al peggio” come dicono gli americani. Dovranno, cioè, costruire ponti con gli altri capi di governo, tralasciando le raccomandazioni degli alti burocrati europei, ma marcando stretta la Germania e la Francia, che effettivamente controllano la BCE.

Presto l’Europa diverrà come un magnifico galeone in un mare in tempesta, con il timone spezzato.

 

 

Libreria il MINOTAURO a Verona. Una miniera di tesori.

Libreria il MINOTAURO a Verona. Una miniera di tesori.

In Via Cappello 35c, a Verona, sorge la Libreria Il Minotauro. Questa è anche un bar, ristorante, centro culturale, sede di conferenze, punto d’incontro, diretto con grande energia dalla sempre sorridente e attiva Franca e dai suoi aiutanti. La trovate a due passi dal Balcone di Giulietta ed è uno dei posti che preferisco a Verona.

Vi si entra al piano terra ma con una scaletta in legno, posta in fondo al locale, si sale al piano superiore. Questo è un vero labirinto dentro al quale non incontrerete la mitologica bestia ma  dei tesori librari di grande rarità e di bassissimo prezzo.  Questo locale mi ricorda molto certe librerie di Londra, nelle quali gironzolavo per ore quasi mezzo secolo fa, e che saranno oramai sparite. Una volto entrati, basta liberare la mente e lasciare libero il nostro occhio interiore di scorrere i titoli dei dorsi, e poi di zigzagare nel tempo e nello spazio. Così faremo una sorta di autoterapia Yoga, riducendo i battiti cardiaci, spaziando attraverso i millenni della storia umana. Lì dentro ci si sente al sicuro, come nella antica libreria di un castello e da dove, da una porticina, potrebbe spuntare Harry Potter…

Vi troverete migliaia di libri fuori catalogo, rarità bibliografiche favolose, o forse proprio il libro che vi mancava per completare la vostra collezione.

La mia ultima scoperta è stata un bellissimo libro in folio sugli scavi di Cesarea Maritima, compiuti dal 1959 al 1964. Il libro è assai raro e ricercato, trattandosi di un testo creato senza risparmio e nel quale, come una gemma incastonata al suo interno, vi si descrive lo straordinario ritrovamento della Lapide di Ponzio Pilato, che risale al 1961. Questa è epigrafe nella quale si accenna al procuratore romano che giudicò Gesù Cristo. Il prezzo pagato per questo pesante volume in folio, ricco di illustrazioni e di cartine, è stato di 10 euro. In rete se ne possono trovare un paio di altre copie a 35 euro, in Italia, mentre nei siti esteri viene offerto a 350 euro.

Non mancate di passarci, c’è un tesoro che aspetta anche voi, e un libro può cambiarvi in meglio la vita.

 

 

 

L’Art. 18B in Gran Bretagna

L’Art. 18B in Gran Bretagna

Allo scoppio della Seconda Guerra mondiale, la Gran Bretagna mise in atto un draconiano sistema di detenzione, in base alle simpatie politiche o alla appartenenza etnica di alcuni individui. Uno dei più celebri incarcerati fu Oswald Mosley con la moglie Diana Mitford, pur essendosi distinto nelle trincee e nell’aria per difendere la propria Patria nella Grande Guerra, quando scoppiò la guerra con la Germania fu arrestato. Anche tutti i suoi simpatizzanti, spesso pluridecorati, ricevettero lo stesso trattamento.

La costituzione britannica non avrebbe permesso questo, ma per ovviare al problema i legislatori dell’epoca approvarono un decreto legge, noto come Art. 18B, grazie al quale, in deroga alla Costituzione, potevano imprigionare chiunque senza prove, bastava il sospetto.

Mosley a pesca con Roosevelt, prima della guerra, con la prima moglie, Cimmie Lady Curzon

Ci andarono di mezzo anche molti anglo-tedeschi, anglo-giapponesi e anglo-italiani che vivevano in Gran Bretagna. Chi conosce Soho, a Londra, o ha vissuto in uno dei grandi porti, o in quasi tutte le città scozzesi, conosceva e amava le piccole comunità italiane. A causa della loro lunga permanenza, che spesso durava da diverse generazioni, gli accenti si erano persi del tutto, o erano stati offuscati dall’accento locale, Cockney, Broad Lancashire, gallese, scozzese ecc. Molti di loro avevano servito nelle forze armate britanniche durante la Grande Guerra e portavano le proprie medaglie con orgoglio. Hanno sempre formato piccole comunità pacifiche e ben integrate. Pochi di loro sapevano qualcosa di politica o conoscevano la situazione internazionale. E quando, nel maggio del 1940, sentirono parlare di una retata di fascisti britannici, pensarono semplicemente, insieme al resto dell’opinione pubblica, che doveva essere tutto a posto, che non poteva esserci fumo senza fuoco; erano arrivati a fidarsi completamente della giustizia britannica, e a esserne orgogliosi della loro nuova nazionalità. Anche su queste persone scese la mano fredda del articolo 18B, portandoli in carcere.

Le circostanze del loro arbitrario arresto variavano. A volte avveniva in modo tranquillo; a volte accadeva il contrario. Molti furono prelevati entro alle forze armate, ove servivano, e privati delle loro uniformi, per far loro indossare gli abiti della prigione. Ad Aberdeen il governatore della prigione non aveva idea di cosa dovessero indossare, e per 24 ore rimasero nudi nelle loro celle.

Alcuni avevano la doppia nazionalità, cioè erano nati in Inghilterra da genitori italiani e non si erano dichiarati, all’età appropriata, di voler optare per la piena cittadinanza italiana; si consideravano naturalmente britannici, disposti ad accettare tutti i doveri di un suddito britannico.  Restarono delusi. Altri, grazie alla lunga permanenza, si erano naturalizzati e avevano molti parenti nelle forze armate britanniche. Per esempio, una ragazzo aveva tre fratelli in servizio e stava aspettando i documenti per il suo richiamo, fu arrestato comunque. Altri ancora erano italiani solo di nome, avendo perso da tempo i contatti all’estero. Alcuni di loro avevano mantenuto interessi culturali con l’Italia o l’avevano visitata per brevi vacanze.

Altre vittime avevano fatto parte di circoli del “Fascio”. Va spiegato che i circoli italiani di natura sociale esistono da molti anni e con l’avvento di Mussolini cambiarono semplicemente nome in “Fascio”. I loro interessi si limitavano allo sport e agli incontri sociali, con la possibilità di visitare i campi italiani per brevi vacanze.

I club iscrivevano squadre di calcio nei campionati locali, proprio come possono fare tutte le opere benefiche o le chiese parrocchiali, e sono sempre stati tollerate e spesso anche aiutate dalle autorità locali. Questi uomini furono radunati, sbattuti nelle prigioni e messi alla mercé di guardiani ostili, il cui atteggiamento diventava umano solo dopo che un lungo contatto dimostrava che nonostante le gravi accuse erano solo persone normali e rispettabili che infine alloggiati in campi di internamento. Per tutto il tempo in cui ai sudditi britannici è stato permesso di andarsene in giro in Italia, non furono arrestati o soggetti a restrizioni di viaggio. Anche i venditori di gelati italiani furono internati in base al Regolamento 18B. Tutto sommato i cittadini inglesi in Italia vennero trattati meglio, spesso solo invitati a lasciare il Paese.

 

 

 

La provocazione di Nancy Pelosi mette a rischio la pace e la stabilità della Cina, non di Taiwan

La provocazione di Nancy Pelosi mette a rischio la pace e la stabilità della Cina, non di Taiwan

Taiwan, nota come R.O.C. (Republic of China) ai taiwanesi, era chiamata Formosa dai primi viaggiatori europei che ci misero piede, essendo una “formosa” isola. Nel 1895 fu ceduta dalla Cina imperiale al Giappone, a causa di un trattato seguito a una loro sconfitta militare.

Il generalissimo Chan Kai-shek (1887-1975) persa la Cina continentale ai comunisti cinesi, nel 1949, si ritirò con le sue forze restanti del KMT a Taiwan. I leader comunisti cinesi hanno da allora carezzato l’idea di riprendersela, ma grazie alla protezione offerta dagli USA non hanno mai osato farlo, anche quando nel 1979  Washington chiuse la propria ambasciata a Taipei per portarla a Pechino. Vi sono state grosse crisi e cannoneggiamenti ma finché Taiwan non dichiarerà l’indipendenza questa invasione cinese non la vedremo mai.

I media italiani raccontano che in caso di guerra con Taiwan il mercato dei componenti elettronici cadrà a pezzi, dimenticano di notare che le menti sono a Taiwan ma i muscoli stanno in Cina. Per esempio tutti i telefonini Apple (e non solo quelli) vengono prodotti in Cina, ma la proprietà e l’alto management di queste ditte è taiwanese. Inoltre, crediamo che risiedano circa 300.000 taiwanesi in Cina, tecnici con le loro famiglie, che verrebbero subito arrestati e usati come ostaggi.

Taiwan ha una popolazione che supera di poco i 23.500.000 ma sappiamo per esperienza personale che è gente tostissima, ben più degli ucraini! Se la Cina tenterà un’invasione potrebbe spezzarsi i denti e gli artigli e poi andare verso una destabilizzazione del proprio regime, dato che molti cinesi hanno parenti a Taiwan e ammirano quella società che i taiwanesi si sono tenacemente costruiti.

L’esercito di Taiwan è relativamente piccolo ma organizzatissimo e molto agguerrito. Conta circa 170.000 soldati in servizio attivo (90.000 dell’Esercito; 40.000 della Marina, compresi circa 10.000 marines; 40.000 dell’Aeronautica). Addestra circa 120.000 riservisti all’anno, ma nel 2022 ha annunciato l’intenzione di aumentare questa quota a 260.000. L’armamento  è principalmente proveniente dagli Stati Uniti ma possiedono anche una industria della difesa nazionale in grado di costruire e aggiornare una serie di sistemi d’arma, tra cui imbarcazioni navali di superficie e sottomarini.

I maschi di età compresa tra i 18 e i 36 anni possono essere richiamati per il servizio militare, gli uomini nati prima del dicembre 1993 sono tenuti a completare il servizio obbligatorio per 1 anno (militare o civile); gli uomini sono soggetti a richiami di addestramento fino a quattro volte per periodi non superiori a 20 giorni per 8 anni dopo il congedo; le donne possono arruolarsi, ma sono limitate a ruoli di non combattimento nella maggior parte dei casi; nell’ambito della transizione a un esercito interamente volontario nel dicembre 2018, l’ultima coorte di militari di leva di un anno ha completato i propri obblighi di servizio. Le donne costituiscono circa il 15% dei militari in servizio attivo.

La legge statunitense sulle relazioni con Taiwan dell’aprile 1979 stabilisce che gli Stati Uniti forniranno a Taiwan armi di carattere difensivo e manterranno la loro capacità di resistere a qualsiasi forza o ad altre forme di coercizione che possano mettere a repentaglio la sicurezza, o il sistema sociale o economico, del popolo di Taiwan.

 

Il materiale che compone un meteorite caduto 50.000 anni potrebbe rivoluzionare l’elettronica

Il materiale che compone un meteorite caduto 50.000 anni potrebbe rivoluzionare l’elettronica


Esaminando i diamanti all’interno di un vecchio meteorite, gli scienziati hanno scoperto un’affascinante e intricata struttura mai osservata prima. Secondo i ricercatori, la struttura, che è una forma a incastro di grafite e diamante, ha qualità speciali che un giorno potrebbero essere utilizzate per creare una ricarica più veloce o nuovi tipi di elettronica.

Il meteorite “Diablo Canyon”, come viene chiamato, colpì la Terra circa 50.000 anni fa e fu poi ritrovato in Arizona nel 1891. Questo meteorite è composto per circa il 90% da kamacite, per circa l’1-4% da taenite e fino all’8,5% da noduli di troilite-grafite (FeS e C). La massa originale è stata stimata in 30 metri di diametro e in circa 60.000 tonnellate. Si pensa che le strane strutture diamantate si siano formate e bloccate nel meteorite durante questo evento catastrofico con un impatto a circa di 30 km al secondo. Vari frammenti si trovano nell’area dell’impatto e vengono offerti in ebay per pochi dollari.

Questo meteorite contiene diamanti, anche se non delle varietà comuni. La maggior parte dei diamanti si forma a circa 150 chilometri sotto la superficie terrestre, dove le temperature possono raggiungere più di 1.093 gradi C. La temperatura e la pressione a questa profondità fanno sì che gli atomi di carbonio si dispongano in forme cubiche e simmetriche.

Al contrario, i diamanti trovati all’interno del meteorite “Canyon Diablo” hanno una struttura cristallina esagonale e sono noti come lonsdaleite (dal nome della cristallografa britannica Dame Kathleen Lonsdale, la prima professoressa dell’University College di Londra). Si è scoperto che questo tipo di cristalli può formarsi solo a pressioni e temperature incredibilmente elevate. Gli scienziati hanno replicato strutture simili, ma di solito si trovano solo nei meteoriti, essi hanno prodotto con successo la lonsdaleite in laboratorio – utilizzando polvere da sparo e aria compressa per spingere i dischi di grafite a 124.100 km/h contro una parete – la lonsdaleite si forma solitamente solo quando gli asteroidi colpiscono la Terra a velocità enormemente elevate.

Per quanto riguarda i diamanti del meteorite “Diablo Canyon”, gli scienziati hanno notato un fenomeno insolito mentre analizzavano la lonsdaleite contenuta al suo interno. Ad esempio, hanno scoperto crescite di un’altra sostanza a base di carbonio, il grafene, che interagisce con il diamante invece delle formazioni esagonali pure che avevano previsto. Queste crescite, chiamate diafiti, assumono l’aspetto di un modello a strati particolarmente affascinante all’interno del meteorite. I “difetti di impilamento” tra questi strati indicano che gli strati non sono allineati con precisione, secondo la dichiarazione dei ricercatori. La scoperta di diafiti nella lonsdaleite meteoritica crea la possibilità che questa risorsa sia ampiamente accessibile perché può essere trovata in altri materiali carbonacei. La scoperta migliora anche la comprensione dei ricercatori delle temperature e delle pressioni necessarie per costruire la struttura. Il grafene è costituito da un foglio di carbonio dello spessore di un atomo, disposto in esagoni. Il materiale ha numerose applicazioni potenziali, anche se la ricerca su di esso è ancora agli inizi. Secondo i ricercatori, un giorno potrebbe essere utilizzato per trattamenti medici più precisi, elettronica con velocità di ricarica fulminea o tecnologia più veloce e più flessibile, perché è leggero come una piuma e forte come un diamante, trasparente e altamente conduttivo, e 1 milione di volte più sottile di un capello umano.
Poiché queste crescite di grafene sono state trovate all’interno di meteoriti, i ricercatori possono ora imparare di più su come si formano e, di conseguenza, su come crearle in laboratorio.

“Attraverso la crescita controllata di strutture a strati, dovrebbe essere possibile progettare materiali che siano sia ultra duri che duttili, oltre ad avere proprietà elettroniche regolabili da conduttore a isolante”, ha dichiarato Christoph Salzmann, chimico dell’University College di Londra e coautore di un articolo che descrive la ricerca.

“Gli studi sui materiali di carbonio denso formati dagli impatti dei bolidi o prodotti dalla compressione in laboratorio forniscono informazioni fondamentali sul comportamento ad alta pressione del carbonio e per identificare e progettare strutture uniche per applicazioni tecnologiche. Tuttavia, uno dei principali ostacoli allo studio e alla progettazione di questi materiali è la comprensione incompleta delle loro strutture fondamentali. Qui riportiamo la notevole diversità strutturale del diamante cubico/esagonale (c/h) impilato e la loro associazione con nanocompositi di diamante-grafite contenenti schemi di legame sp3-/sp2, cioè diafiti, provenienti da materiali di carbonio duri formati dall’impatto d’urto della grafite nel meteorite di ferro Canyon Diablo. Mostriamo l’evidenza di una serie di tipi di intercrescita e di nanostrutture contenenti spaziature insolitamente corte (0,31 nm) del grafene e dimostriamo che bande Raman precedentemente trascurate o mal interpretate possono essere associate a strutture diafite. Il nostro studio fornisce una comprensione strutturale del materiale noto come lonsdaleite, precedentemente descritto come diamante esagonale, ed estende questa comprensione ad altre fasi di carbonio ultraduro naturale e sintetico.

Veronica Atitsogbe dice la sua sulle baby gang

Veronica Atitsogbe dice la sua sulle baby gang

In una intervista pubblicata oggi su l’Arena, la plurivotata Veronica Atitsogbe, di 28 anni, mostra tutti i suoi limiti. Infatti, dichiara che i giovani teppisti arrestati (tutti immigrati di seconda generazione) in una operazione di polizia a Verona, sarebbero “Annoiati e senza obiettivi ma il mio quartiere non è il Bronx”. Nell’intervista la Atitsogbe offre una visione sociologica e di sinistra del problema, ma non spende una parola per le loro vittime, né sostiene le misure di polizia volte a contenere questo fenomeno criminale, e neppure offre misure concrete per la prevenzione. Si limita a biasimare la mancata integrazione degli immigrati in Italia e la mancanza di centri di aggregazione.

 

 

Trump preparò la Guardia Nazionale il 6 gennaio, ma il Congresso e il sindaco di Washington, non vollero farne uso

Trump preparò la Guardia Nazionale il 6 gennaio, ma il Congresso e il sindaco di Washington, non vollero farne uso

L’affermazione del vicepresidente del Comitato ristretto della Camera del 6 gennaio, secondo cui il Presidente Donald Trump non avrebbe ordinato l’uso delle truppe della Guardia Nazionale nel Distretto di Columbia il 6 gennaio 2021, è vera perché quella sarebbe stata una violazione della legge, secondo l’ex capo dello staff del Pentagono Kash Patel.

Il rappresentante Liz Cheney (R-Wyo.) ha detto a Bret Baier di Fox News che Trump “non ha mai emesso alcun ordine di schierare la Guardia Nazionale per proteggere il Campidoglio”. Patel ha detto che Trump ha autorizzato fino a 20.000 soldati della Guardia Nazionale da impiegare a Washington o altrove il 6 gennaio 2021, ma l’uso di queste truppe è stato successivamente respinto dal sindaco di Washington Muriel Bowser e dalla polizia del Campidoglio.

“Secondo la legge, il presidente non può ordinare il dispiegamento di forze armate all’interno degli Stati Uniti”, ha detto Patel. All’epoca dei disordini del 6 gennaio 2021, era capo dello staff del segretario alla Difesa ad interim Chris Miller.

“Trump ha autorizzato la Guardia Nazionale giorni prima del 6 gennaio, e Pelosi e Bowser l’hanno rifiutata, Cheney sa che è incostituzionale per qualsiasi presidente ordinare ai militari di essere schierati sul suolo nazionale. Può solo autorizzarne l’uso, poi ci deve essere una richiesta” ha detto Patel, sotto giuramento.

Nel nuovo documentario “The Real Story of Jan. 6”, Kash Patel, ex capo dello staff del Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, ha dichiarato che le truppe della Guardia Nazionale sono state rifiutate dalla Polizia del Campidoglio e dal sindaco di Washington.
“Con le sue stesse parole, ha scagionato Trump proprio da ciò di cui lo ha accusato fin dal primo giorno: di aver voluto una insurrezione”, ha detto Patel. “Quindi, sì, Trump non ha mai dato quell’ordine illegale. Ha seguito la legge”.

Come spiega Patel, Trump ha autorizzato l’impiego di 20.000 truppe della Guardia il 6 gennaio 2021, durante un incontro avvenuto alcuni giorni prima. L’offerta di truppe è stata rifiutata da Bowser e dalla Presidente della Camera Nancy Pelosi. Secondo il Posse Comitatus Act del 1878, le forze armate statunitensi non possono essere utilizzate in patria per far rispettare le leggi o mantenere l’ordine. I soldati cittadini a tempo parziale possono essere utilizzati solo a determinate condizioni.

Il sindaco di Washington Muriel Bowser rifiutò l’offerta del presidente Trump di inviare truppe della Guardia Nazionale il 6 gennaio con una lettera. Secondo il rapporto dell’Ispettore generale del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti sugli eventi del 6 gennaio 2021, l’uso delle truppe della Guardia Nazionale è stato discusso durante una riunione alla Casa Bianca il 3 gennaio 2021. Erano presenti Miller, il presidente dello Stato Maggiore congiunto Gen. Mark Milley, il capo dello staff presidenziale Mark Meadows e Patel.

“Il Presidente ha detto a Miller che il 6 gennaio 2021 ci sarebbe stato un gran numero di manifestanti e che Miller avrebbe dovuto garantire la presenza di un numero sufficiente di soldati della Guardia Nazionale per assicurare che l’evento fosse sicuro”. Poi disse:  “Se avete bisogno di 20.000 uomini e donne della Guardia Nazionale, non solo a Washington, ma in tutto il Paese, avete la mia autorizzazione””, ha ricordato Patel.

Il Dipartimento della Difesa ha quindi portato l’autorizzazione presidenziale alla Polizia Capitolina e a Bowser. “Il sindaco Bowser, per iscritto, in base alla sua stessa lettera, inviata al Dipartimento della Difesa, ha rifiutato di inviare altri uomini e donne della Guardia Nazionale”, ha detto Patel. La stessa autorizzazione è stata data alla Polizia del Campidoglio, che ha rifiutato l’invio di ulteriore personale della Guardia Nazionale, ha detto Patel.

Secondo la tempistica ufficiale della Capitol Police per il 6 gennaio 2021, il Pentagono ha contattato l’USCP il 2 gennaio 2021 per “determinare se l’USCP sta considerando una richiesta di soldati della Guardia Nazionale per l’evento del 6 gennaio 2021”.

Pare dunque vero che le accuse rivolte a Pelosi e altri esponenti del parti democratico di aver provocato questa ridicola insurrezione, non siano del tutto campate in aria.

Milena Gabanelli a pesca di granchi

Milena Gabanelli a pesca di granchi

Ippocrate vien considerato il padre della medicina, un nemico della superstizione, pioniere della razionalità e fonte di saggezza eterna. Statue e quadri lo ritraggono con la fronte aggrottata, intento a riflettere su come curare i suoi pazienti. E oggi internet è pieno di affermazioni a lui attribuite che tendono a cambiare a seconda delle passioni e delle mode. Il più famoso dei trattati legati al suo nome nel corso del tempo è il Giuramento di Ippocrate ma in realtà questo non ha nulla a che vedere con Ippocrate, inteso come una sola persona, e questo è già stato ampiamente dimostrato.

La realtà è che non solo il Giuramento di Ippocrate, ma anche i circa 60 trattati di medicina dell’antica Grecia che chiamiamo il corpus ippocratico, sono tutti anonimi. Mostrano di essere stati scritti nel corso di molti secoli e in diversi dialetti greci. Vi appaiono varie incongruenze e per questo motivo gli studiosi di medicina classica e i filologi sono convinti che non possano essere stati scritti da un solo uomo.

Il filosofo Platone ha fornito l’unico resoconto, quasi contemporaneo, del vero Ippocrate. Grazie a Platone sappiamo che Ippocrate proveniva dall’isola di Cos, vicino alla costa dell’attuale Turchia, e insegnava medicina a pagamento. Era un “asclepiade”, il che potrebbe significare un membro di una famiglia che rivendicava la propria discendenza dal dio della medicina, Asklepios, o semplicemente un “guaritore”.  Dunque, tutto ciò che si leggiamo sull’Ippocrate “storico” è inventato.

Ippocrate è un esempio estremo del nostro desiderio di raccontare una storia e di stabilire dei fondatori. Lo immaginiamo come una persona attenta e premurosa, di forte moralità, ovvero una persona contraria a tutte le superstizioni, ed esistendo un enorme scarto temporale tendiamo a distorcere le frasi che si trovano nel suo corpus, per adattarle alla nostra agenda.

Per esempio, solo perché nel suo trattato “Sulla malattia sacra” cioè l’epilessia, egli la descrive non come di origine divina, ma causata da uno squilibrio del flegma nel corpo, da ciò deduciamo che egli rifiutava tutto ciò che è superstizione religiosa e ignoranza. Ma la scienza come la intendiamo noi nasce solo con Galileo Galileo, ben oltre Ippocrate.

Il metodo utilizzato da Milena Gabanelli per attirare la nostra attenzione e poi propagandare le proprie idee è, esso stesso, una superstizione che non ha nulla di scientifico.

 

I denti dei Draghi fanno sorgere giganti…preparatevi

I denti dei Draghi fanno sorgere giganti…preparatevi

Gli orfani di Draghi in Parlamento sono ancora storditi per la botta ricevuta, ma si stanno riorganizzando per sopperire alla scomparsa del loro dragone. La loro autostima è a pezzi, si credevano i più furbi del reame, ma si sono fatti infinocchiare da Conte, Salvini, Meloni e Berlusconi. Li davano per addormentati e invece questi si sono mossi rapidamente e con passo felpato per far saltare il banco. Vi saranno conseguenze sul piano economico? Certamente sì, ma lo spettacolo sarà grandioso e impagabile. Parafrasando Kipling, possiamo dire che è meglio un anno di politica italiana che un intero ciclo dinastico del Kathay.

Ora gli orfani del drago si stanno rialzando e organizzando, e se davvero le elezioni si terranno il 25 settembre non hanno un minuto da perdere. Quel che resterà del 5Stelle primigenio finirà nelle mani di Di Battista e della Raggi e quindi perderanno quella sponda. E la destra ricompattata, dopo aver scaricato la Gelmini, Brunetta e qualche altro pezzo, si sta muovendo bene. La campagna del PD s’incentrerà su due pilastri: abbasso i fascisti (a 100 anni dalla marcia su Roma, e te pareva…) e abbasso la ducetta. Dunque argomenti assai sofisticati, giusto perché altri argomenti più intelligenti prima delle elezioni non ne troveranno.

Dunque, si dispongano i divani e si preparino i popcorn!