Il Segretario Generale della UGL a Verona per incontrare il consiglio provinciale e i tesserati

Il Segretario Generale della UGL a Verona per incontrare il consiglio provinciale e i tesserati

Paolo Capone, terzo da destra. Massimo Mariotti, quinto da destra.

Ieri, 30 agosto, il Segretario Generale UGL, Paolo Capone, è stato a Verona. Si è messo a disposizione per l’intera giornata a iscritti e simpatizzanti di quello che è ormai il quarto sindacato italiano. Massimo Mariotti ha organizzato questo incontro, molto importante per rafforzare la base e promuovere il tesseramento di nuovi soci.

Paolo Capone è nato a Roma nel 1961, ed è sposato con tre figli. E’ stato un militare nel Battaglione San Marco, in qualità di sottoufficiale paracadutista (pur soffrendo di vertigini) e, nel settembre 1982, fece parte con il contingente italiano per la missione “Libano 2” a Beirut.

Attualmente impiegato presso alla BNL iniziò l’attività sindacale nel 1987, diventando segretario provinciale nella Cisnal Credito e poi nel Ugl Credito. In questa categoria si è specializzato nel suo percorso sindacale e. nel 1997, è diventato responsabile dell’Ufficio Formazione Quadri. Qui ha diretto le attività di formazione mirate ai più svariati aspetti dell’attività sindacale, anche attraverso la realizzazione di una collana di pubblicazioni sulla “Formazione Continua”: dalle norme sulla salute e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro alle regole basilari della comunicazione, dagli approfondimenti sul diritto del lavoro. Grazie alla sua attività di formatore, Paolo Capone ha conosciuto direttamente la realtà di tutte le sedi territoriali e regionali dell’Ugl, entrando in contatto con i quadri sindacali, potendo quindi vantare una dettagliata conoscenza delle ramificazioni (e criticità) delle strutture sindacali.

Nel 2009 è stato eletto segretario generale della Federazione Ugl Sanità. Oltre a guidare la categoria in molte spinose vertenze che hanno travolto quel settore, Paolo Capone ha siglato il Contratto Nazionale di Lavoro con Aiop Rsa (Associazione Italiana Ospedalità Privata aderente a Confindustria), entrato in vigore il 1° gennaio 2011. In seguito alle dimissioni del ex Segretario Giovanni Centrella nel 2015, e dopo un breve reggenza di Geremia Mancini, Paolo Capone è stato eletto dal Consiglio Nazionale Segretario Generale della Confederazione Sindacale Ugl. Viene riconfermato nell’incarico dal Consiglio Nazionale del 29 agosto 2015 e dà inizio ad una stagione di rinnovamento dei quadri sindacali, dei rapporti istituzionali, delle relazioni con la politica e con il mondo sindacale internazionale.

Grazie a Capone sono stati risanati i conti del sindacato, che versava in uno stato prefallimentare. Ha terminato l’affitto nella vecchia sede, acquistando uno splendido edificio che rimarrà come bene immobile del sindacato. I conti con lui sono tornati in nero, e non in rosso come erano sempre stati prima della sua oculata gestione.

Era giunto in treno a Verona da Roma nella mattinata, assieme al fido Gianluigi Ferretti, che si occupa dei rapporti internazionali del sindacato e resta un volto notissimo a tutti gli italiani residenti all’estero, che ricordano ancora la sua lotta per il voto all’estero, condotta a fianco del suo mentore, l’On. Mirko Tremaglia.

Al Liston12, in Piazza Bra, si è prima tenuto un incontro con il direttivo provinciale veronese dell’UGL, durato circa un’ora e, durante il quale, a ciascuno è stato dato modo di esprimere suggerimenti e critiche.  Dopodiché siamo stati a cena con lui, presenti anche il collega Carlo Cardona del giornale il Serenissimo e il console onorario a Siviglia, José Carlos Ruiz Berdejo Sigurtà.

Abbiamo posto tre domande al Segretario Generale:

Il suo sindacato cosa sta facendo per attenuare la grave situazione energetica, dove si trova la soluzione di questo gravissimo problema?

La Commissione Europea pare accettare l’ipotesi di stabilire un ‘price cap’, ossia un tetto comune al prezzo del gas. Questo secondo noi va nella direzione giusta e rappresenta un segnale significativo per il nostro Paese. Tutti questi rincari sono insostenibili e vanno a togliere il pane dalla tavola dei lavoratori. Nell’ambito della Unione Europea vi sono paesi che perdono e altri che guadagnano da questa situazione. L’Olanda realizzerà un surplus stimato in più di 100 miliardi con gli extra profitti del gas. A tal proposito, come sindacato UGL, rivolgiamo alle forze politiche un appello alla responsabilità.

Come diceva prima ai delegati regionali, questo non è il momento di accuse e sterili polemiche, serve più unità nazionale.

Sì, è così. Non è il momento delle polemiche sterili e dei pregiudizi ideologici, occorre intervenire prontamente per affrontare l’emergenza, a tutela degli interessi nazionali e della coesione sociale. Al contempo, servono risorse a sostegno di un piano energetico che preveda l’incremento dell’estrazione di gas dai mari nel territorio italiano, e la ricerca e l’utilizzo di fonti alternative. Il nuovo governo dovrà affrontare una crisi senza precedenti che richiedono una visione strategica a lungo termine. L’adozione di un piano industriale per il Paese, la programmazione di politiche attive adeguate, la lotta alla disoccupazione giovanile aumentata al 23,1% nel mese di giugno, secondo i dati Istat; questi sono temi centrali che non possono essere derubricati a meri affari correnti, né ridotti a spot propagandistici a fini elettorali.

Come vien vista la UGL dalle altre sigle sindacali?

Veniamo convocati anche noi ai principali tavoli sindacali, perché, quando si parla del benessere dei lavoratori, le ideologie dovrebbero essere lasciate fuori dalla porta.

 

Angelo Paratico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una rivoluzionaria proposta è stata presentata dal Consigliere Comunale Massimo Mariotti. Verrà accolta dalla nuova giunta guidata dal Sindaco Tommasi?

Una rivoluzionaria proposta è stata presentata dal Consigliere Comunale Massimo Mariotti. Verrà accolta dalla nuova giunta guidata dal Sindaco Tommasi?

 

Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Massimo Mariotti ha presentato un ordine del giorno presso il consiglio comunale di Verona in cui chiede di dare mandato all’Agec di non mirare al profitto, per costruire nuove case e, anziché affittarle, venderle ratealmente alle famiglie non proprietarie a prezzo di costo secondo i principi del Mutuo Sociale.

“Questa è una singolare, innovativa e rivoluzionaria proposta grazie alla quale si intende risolvere l’emergenza abitativa che si registra in Italia, e a Verona in particolare”, sottolinea Mariotti nel suo ordine del giorno. Conseguenza, aggiunge, “ di mutui bancari difficili da ottenere, affitti elevatissimi, con famiglie soggiogate da tassi di interesse, a livello di usura e con la spada di Damocle del mutuo o dell’affitto pendente sulla testa e sull’economia familiare”.

L’idea di Mariotti consiste “ nell’utilizzare un ente pubblico quale l’AGEC affinché costruisca case e quartieri a misura d’uomo con soldi pubblici e che venda a prezzo di costo queste case a famiglie non proprietarie con la formula del Mutuo Sociale: ovvero una rata di mutuo senza interesse, che non superi 1/5 delle entrate della famiglia, una rata che viene bloccata in caso di disoccupazione e che non passa attraverso le banche. Mutuo Sociale significa, dunque, vendita a rate, le famiglie non ricevono denaro ma una casa di nuova costruzione. Visto il carattere permanente della formula possono accedere solo famiglie con cittadinanza italiana, residenti da almeno 10 anni nel Comune, oppure concittadini nati a Verona, emigrati e successivamente rientrati; per le altre rimangono immutate le normali formule di assistenza abitativa”.

Mariotti, nel suo ordine del giorno, indica dove il Comune può trovare i fondi per costruire le case da assegnare a Mutuo Sociale utilizzando i fondi regionali a disposizione per l’emergenza abitativa, per le politiche di edilizia residenziale pubblica e i fondi europei specifici, dalla vendita del patrimonio immobiliare, dalla cessione delle quote azionarie non strategiche ( cioè mantenendo la quota minima necessaria per avere un rappresentante nel Consiglio di Amministrazione) delle Aziende e degli Enti partecipati. Mariotti precisa che: “ Il Comune dovrà utilizzare per la costruzione dei nuovi quartieri i terreni di proprietà pubblica. Per la progettazione dei quartieri non si dovranno pagare famosi e costosi architetti, ma bandire concorsi fra giovani architetti e istituti universitari di architettura e urbanistica, in questo modo non si pagano terreni, concessioni, tasse e progetti. Si possono abbattono invece i costi di costruzione in maniera radicale”.

 

 

MARCINELLE. Non bisogna dimenticare!

MARCINELLE. Non bisogna dimenticare!

Il Consigliere Comunale di FdI, Massimo Mariotti interviene sulla tragedia della miniera di Marcinelle in Belgio, della quale l’8 agosto prossimo  ricorre il 66mo anniversario.

«Un autorevole settimanale italiano, pubblicato in Belgio nei primi anni del dopoguerra, riportava l’annuncio della tragedia di Marcinelle con un titolo su otto colonne laconico nella sua drammaticità: “Al Bois du Cazier tutti morti a 1035!”. Una notizia agghiacciante che provocò un brivido di terrore nell’opinione pubblica mondiale e in particolare in quella di casa nostra, visto che il numero di morti italiani era il più alto. Dei 262 minatori europei deceduti, ben 136 provenivano dall’Italia, fra questi 8 dal Veneto, uno di questi, Giuseppe CORSO, da Verona» afferma Mariotti, che negli anni scorsi gli fece intitolare una strada nel Comune di Verona, dove ogni anno viene ricordato con una Cerimonia alla presenza di Autorità Istituzionali e rappresentanti delle Associazioni dell’Emigrazione Veneta.

«Il 23 giugno 1946 l’Italia firmava un accordo bilaterale scandaloso con il Belgio che prevedeva l’invio settimanale di duemila operai in cambio di duecento chili di carbone per ogni giornata lavorativa di ciascun minatore italiano. Con l’accordo veniva sancita una tacita “deportazione economica” in cambio di un lavoro. Un baratto ignobile siglato da governi del tempo, messo sotto accusa dieci anni dopo dalle vittime di Marcinelle che gridavano vendetta perché, sempre in Belgio, non si contavano ormai i morti italiani Caduti nelle miniere.» prosegue Mariotti.

«Complessivamente sono stati 867 gli italiani periti nelle miniere del Belgio. Una cifra significativa, emblematica,  uno stillicidio di sofferenza per i nostri emigranti continuato per decenni e vissuta sulla pelle delle loro famiglie in Italia, senza che nessuno nei palazzi romani si scomponesse».

A Marcinelle, l’Onorevole Mirko TREMAGLIA ebbe a dichiarare in uno dei tanti pellegrinaggi effettuati in silenzio: «Così è finito il sogno di chi, piangendo, lasciava la terra per cercare, nel durissimo lavoro, la soluzione di chi in Patria non trovava occupazione. La memoria storica di quanto è accaduto deve far rivivere, davanti a noi, non solo le immagini di quel giorno spaventoso, ma deve costituire la stella polare di chi, su quel grande sacrificio, vuole costruire una nuova società».

«Vi è il sacro dovere di rispettare a tutti i costi il lavoro, che deve essere il protagonista di una nuova politica di sicurezza, di partecipazione e di giustizia sociale, dove nessuno possa imporre con il danaro il proprio tornaconto e dove i lavoratori, in collaborazione con i datori di lavoro, tornino ad essere i protagonisti del loro avvenire».

Queste parole, pronunciate in anni non sospetti sono l’essenza chiara e lucida di questa Giornata del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo, come più volte dichiarato anche all’On. Piero Fassino affermando che «gli italiani all’estero sono un fattore di sviluppo per i Paesi di accoglimento e una ricchezza per l’Italia».

«La miniera maledetta del Bois du Cazier di Marcinelle rimane come monito per un domani migliore, un futuro più giusto di quello che milioni di italiani hanno dovuto conoscere e subire negli anni passati. – continua Mariotti – L’8 agosto deve essere un momento di riflessione per tutti, per porre fine ad ogni forma di vergognoso sfruttamento e di sottomissione, nel rispetto assoluto delle leggi, della giustizia sociale e della politica dei diritti negati per ogni lavoratore, da sempre rivendicata dentro e fuori dal Parlamento dal CTIM, Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo, in ogni contrada del mondo, assieme alle storiche associazioni nazionali della nostra emigrazione».

«Il calvario degli italiani nel mondo rimanga da monito per tutti, anche nei momenti più difficili della nostra Patria che, come Nazione antica di civiltà vuole ricordare per mai più dimenticare» conclude Mariotti.

Perché tutti noi voteremo per Massimo Mariotti

Perché tutti noi voteremo per Massimo Mariotti

Massimo Mariotti alla commemorazione di Umberto Boccioni, al Chievo. Unico politico veronese a ricordarsi del grande pittore futurista nel giorno della sua morte.

La caotica campagna elettorale per entrare a Palazzo Barbieri sta ormai volgendo al termine e non  abbiamo dubbi sul risultato finale. Sboarina verrà riconfermato sindaco di Verona al primo turno, senza bisogno di ballottaggi, come abbiamo già scritto ( Il Sindaco Sboarina passerà al primo turno. Un nostro sondaggio lo dà al 63% – Giornale Cangrande).

Federico Sboarina verrà riconfermato grazie alla sua onestà, al suo bon ton e al suo savoir faire pur avendo dovuto governare in anni difficili a causa della pandemia e anche per l’emergenza bellica. Già possiamo prevedere le voci critiche che si leveranno sul candidato della sinistra, Damiano Tommasi. I cari compagni lamenteranno: ma chi lo ha scelto? Errore, non è neppure di Verona, non sa parlare, è un democristiano, è come avere una figurina Panini dei calciatori e via polemizzando. Ma lasciamo le polemiche di sinistra alla sinistra, contrariamente a quanto loro amano fare, non appena scorgono un accenno di divisione a destra.

L’ex sindaco Tosi continuerà a fare l’ex, e il sostegno di Forza Italia non gli servirà a nulla, anzi, la presenza di Licia Ronzulli a Verona il 9 giugno, ci è parso un vero e proprio “bacio della morte”.

Passeranno anche l’ex Senatore Paolo Danieli, ben conosciuto e rispettato a Verona, poi entreranno anche la  Morgante e la Sandrin, perché la vittoria delle liste dedicate a Sboarina sarà netta, ma qui vorremmo rivelare per chi noi voteremo: per Massimo Mariotti.

Conosciamo Massimo Mariotti da un quarto di secolo. Un ex ufficiale carabiniere paracadutista che si è sempre mostrato attento ai bisogni dei veronesi, anche di quelli emigrati. Mariotti, una volta eletto, non smetterà di rispondere al telefono, come invece fanno tanti, che si tramutano da solleciti ascoltatori a tanti “io so io, e tu non sei un cazzo”.

Mariotti è sempre stato aperto ai confronti, aiuta chi può nel massimo rispetto delle leggi, ed è vicino a chi coltiva la Storia, attraverso i libri e, in generale, ama molto la cultura popolare. La sua freddezza, in caso di situazioni di rischio e pericolo, è leggendaria. “Massimo, la casa brucia!” e lui ti risponde: “Tranquillo, stanno arrivando i pompieri, li ho già chiamati. E mentre li aspettiamo, vuoi bere qualcosa?”.

In tutti questi anni non lo abbiamo mai visto tradire, non l’abbiamo mai visto mancare alla parola data o abbondonare un amico. Quando si trova ad amministrare un ente agisce con equità, pensando al futuro, non al passato e non al presente. Dunque, merita il nostro voto.

Angelo Paratico

 

 

Massimo Mariotti promuove l’incontro fra una delegazione di Arad (Romania) con il sindaco Sboarina.

Massimo Mariotti promuove l’incontro fra una delegazione di Arad (Romania) con il sindaco Sboarina.

Massimo Mariotti, Ando Andrei, Federico-Sboarina, Paolo-Lorenzi.

Una delegazione della città rumena di Arad è stata ricevuta nella sala Arazzi di Palazzo Barbieri dal sindaco di Verona, Federico Sboarina. Arad si trova in Transilvania ed è la terza città della Romania occidentale, con una popolazione di 162.000 abitanti.

Tale incontro è stato promosso dal presidente di Serit, Massimo Mariotti, su richiesta della delegazione composta da Ando Andrei, Direttore Esecutivo della Provincia di Arad, Brait Mircea, Sindaco del Comune di Buteni, Paolo Lorenzi, Consigliere del Presidente della CCIAA di Arad per i rapporti con l’Italia. La delegazione, che ha consegnato al Sindaco Sboarina, una targa commemorativa dell’unità nazionale romena, ha ricordato che Verona è stata la prima città che si è attivata, già nei primi giorni dopo la caduta di Ceausescu, portando medicinali e alimentari raccolti a seguito di un appello televisivo sulle reti locali e sul giornale l’Arena da parte di Paolo Lorenzi.

Il rapporto instaurato ha dato così vita a numerose iniziative di carattere economico, basti pensare alla presenza in Fiera a Verona, nel corso delle varie esposizioni, dei produttori romeni nei settori vitivinicoli, marmifero ed agricolo, così come numerosi sono stai in questi ultimi anni gli incontri organizzato tra le Camere di Commercio delle due città, gemellate dal maggio 1992, come pure con il Consorzio ZAI. Proprio per suggellare questo rapporto, il Presidente della Provincia di Arad ha annunciato la pubblicazione  entro la fine dell’anno di un volume in cui vengono descritte le iniziative comuni varate nel corso degli ultimi anni.

 

 

Prostituzione a Verona

Prostituzione a Verona

 

La prostituzione è nota come il più antico mestiere del mondo, si tratta di una forma di sfruttamento, sempre indotto con la violenza, sul corpo femminile. A Verona, la zona della stazione di Porta Nuova è uno dei centri più diffusi e le ragazze che si offrono per strada provengono dall’Europa dell’est e dai paese africani. Molte ragazze africane vengono indotte a pagare cifre importanti per un passaggio su un barcone che le porterà in Italia, dietro alla promessa di un lavoro e di una casa. Il loro sogno si tramuta presto in incubo, quando vengono sbattute sulle nostre strade.

Uno dei pochi candidati alle prossime elezioni comunali ad avere stigmatizzato questo fenomeno, e che da anni si è impegnato per porvi fine, è lo storico esponente della destra sociale veronese, Massimo Mariotti.

Così si è espresso qualche giorno fa, per descrivere il fenomeno: “Giusto dove possibile aumentare i controlli ma il problema è l’immigrazione selvaggia. Se da una parte il fenomeno della prostituzione, specialmente quella su strada, è veicolante di un forte degrado e di retroscena criminosi , d’altro canto non si può negare che esso va di pari passo con un’immigrazione incontrollata che può essere arginata da serie politiche nazionali, cosa che questo governo non ha attuato”. E prosegue: “Se queste ragazze vendono il proprio corpo è a causa dei ricatti e delle minacce dei mediatori e degli schiavisti che intendono farsi ripagare il “trasporto” in Europa. I controlli ci sono, basti pensare al “residence a luci rosse” sequestrato a fine gennaio dalle forze dell’ordine, e devono continuare ad essere svolti con la massima serietà come sempre richiesto da questa amministrazione, ma non dobbiamo illuderci: senza una politica forte e concreta sull’immigrazione il fenomeno non potrà mai essere sradicato”.

Una ulteriore parte del fenomeno, più organizzato e meglio strutturato, è quello attuato da cittadine cinesi nei centri massaggi, sui quali si chiude spesso un occhio.

 

 

 

Massimo Mariotti candidato al Consiglio Comunale di Verona

Massimo Mariotti candidato al Consiglio Comunale di Verona

Riceviamo dall’amico Massimo Mariotti e pubblichiamo:

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Care Italiane e Italiani di VERONA,

Ho accettato l’invito dell’On. Giorgia MELONI di candidarmi nella lista di FRATELLI d’ITALIA, per le elezioni che porteranno al rinnovo del Consiglio Comunale, e che si terranno DOMENICA 12 Giugno dalle ore 07 alle 23.

La mia candidatura va oltre il valore di questa tornata elettorale, dato che nel marzo del 2023, andremo finalmente a votare per rinnovare l’attuale Parlamento, condizionato dalla incompetenza grillina e, inoltre, voglio ricordare che quella dovrà essere l’occasione per rifondare il centrodestra, indirizzandolo verso la salvaguardia della Cosa Pubblica assieme a quegli elettori sfiduciati, che si sono allontanati dalla politica attiva.

Metto a disposizione la mia esperienza amministrativa, quale Consigliere Comunale, prima del MSI poi di AN, nel Comune di Verona, perché sono convinto che alla nostra amata Patria serva una Destra moderna, che abbia un forte il senso dello Stato e della Nazione. Una Destra che crei selezione e non appiattimento, che permetta agli anziani di vivere in modo dignitoso e con il massimo rispetto ed alle giovani generazione di costruire il proprio futuro per merito, e non per raccomandazioni.

Una Destra aperta alle necessità sociali e alla solidarietà concreta ma che, al di fuori delle emergenze, difenda e tuteli prima di tutto gli Italiani e i veronesi, in Italia e all’estero, che anteponga quindi le necessità dei nostri connazionali, non quelle di chi è arrivato attraverso le maglie troppe larghe di una immigrazione selvaggia, figlia di norme confuse e spesso demagogiche. Perché la nostra Terra è di chi ha lavorato duro per renderla fertile, di chi ha sacrificato la vita per difenderla, di chi la ama e l’ha resa il giardino d’Europa!

In Italia come a VERONA, c’è spazio per i rappresentanti di una DESTRA SOCIALE capace di guidare la macchina amministrativa con competenza e senza remore culturali.

Chiedo agli elettori di FRATELLI d’ITALIA di dare più forza alla propria scelta scrivendo accanto al simbolo :

 

MARIOTTI

 

Per ulteriori info visita il sito : www.mariottiperverona.it

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LA SINISTRA OKKUPA IL SALONE DEL LIBRO DI TORINO

LA SINISTRA OKKUPA IL SALONE DEL LIBRO DI TORINO

Reduci dalla London Bookfair e prossimi espositori della Frankfurt Messe, abbiamo deciso, come Gingko Edizioni di Verona, di boicottare il Salone del Libro di Torino, che ormai ci pare ridotto a un serraglio della sinistra italiana asservita aglu usurai e al loro pensiero unico, irrimediabilmente votata a eliminare tutte le voci critiche e originali.

Ma se manca l’antitesi alla tesi, come potrà mai sorgere la sintesi?

L’amico Massimo Mariotti ha espresso il suo dissenso per questa vera e proprio esproprio della “cultura” da parte di esponenti del PD e dei loro sodali di sinistra.

“Il Salone del libro di Torino appena conclusosi è ormai un festival ormai politicizzato e decisamente poco originale. Ormai ridotto a un ritrovo culturale della sinistra italiana più o meno moderata con le solite noiose parole d’ordine” ha dichiarato.

“Fa sempre piacere leggere del successo di un evento culturale in un paese il cui governo annuncia di togliere fondi alle scuole invece che di aumentarli – commenta Mariotti – tuttavia purtroppo, anche quest’anno il festival si è visto come un ritrovo culturale della sinistra italiana più o meno moderata con le solite noiose parole d’ordine: inclusività, accoglienza, stop alla guerra, sostenibilità, etc etc… Tutte questioni nobili certo – continua Massimo Mariotti – ma che poi, nei fatti di anni di potere e di gramsciana egemonia culturale della sinistra nel nostro paese non hanno MAI portato a risultati concreti e benefici per i cittadini”.

Difficile dargli torto, ecco un estratto preso da il Giornale, scritto dal sempre ottimo inviato Luigi Mascheroni.

TUTTO A SINISTRA!
Ieri l’intellighenzia più bella e democratica, la Sinistra di festival e di potere, ha fatto percorso netto. Dalle ore 10 in avanti, in ordine sparso fra tre padiglioni e l’Oval, si potevano ascoltare: Massimo Recalcati, Loredana Lipperini, Umberto Galiberti, Mario Calabresi, Altan e Luca Bottura, Andrea Cortellessa, Marino Sinibaldi, Rula Jebreal («Ho detto NO!»), Erri De Luca, Massimo Giannini, Umberto Galiberti (ancora), Michele Serra, Teresa Ciabatti, Chiara Tagliaferri (è la moglie di Nicola Lagioia), Sandro Veronesi, Lidia Ravera, Loredana Lipperini (ancora), Beppe Severgnini, Veronica Raimo (la sorella di Christian Raimo), Zerocalcare, Massimo Giannini, Marino Sinibaldi (ancora), il ministro degli Esteri Luigi Di Maio (in visita privata), Fabrizio Gifuni, Gianrico Carofiglio, Cecilia Strada (figlia di), La rappresentante di lista, Massimo Gramellini (e tre), l’ala ultradestra della Sinistra Travaglio-Gomez-Barbacetto, Loredana Lipperini (e quattro), Walter Veltroni (in sala Rossa) e Laura Boldini (in sala Bianca). Sono le 19,30. Ed è abbastanza.

 

Angelo Paratico

Massimo Mariotti loda Acque Veronesi per il l’intervento a Veronetta

Massimo Mariotti loda Acque Veronesi per il l’intervento a Veronetta

“Un altro progetto importante, esempio di una politica concreta e vicina ai cittadini”: così Massimo Mariotti, candidato al consiglio comunale per Fratelli d’Italia, commenta il recente piano di Comune e Acque Veronesi per contrastare agli allagamenti a Veronetta.

“Questa è un’ottima notizia e una soluzione definitiva contro agli allagamenti nel quartiere di Veronetta: il progetto per il rafforzamento del sistema di raccolta delle acque piovane nei punti critici di via XX Settembre, via Mazza e via Campofiore metterà la parola fine ai disagi e ai problemi del quartiere, particolarmente colpito dagli allagamenti in presenza dei forti acquazzoni degli ultimi anni.”

“Realizzando a monte di via Museo una nuova condotta per captare il carico proveniente da Porta Vescovo e convogliandolo direttamente in Adige, consentirà di alleggerire mediante sfioro anche il collettore 8M con un nuovo scarico nel fiume, rafforzando del sistema di raccolta delle acque piovane. Si tratta di un intervento di fondamentale importanza se si considera che negli ultimi anni questa zona della città è stata particolarmente colpita dagli allagamenti a causa di un sistema di raccolta troppo vecchio, al quale non sono mai stati previsti interventi di miglioramento sostanziale dalle amministrazioni precedenti”. – continua Mariotti.

Conclude Mariotti: “Faccio i miei complimenti al Sindaco, che ancora una volta si conferma vicino ai cittadini e dimostra di occuparsi dei problemi pratici della città, a differenza di certi candidati che perdono tempo a gettare fango sull’operato di questa amministrazione e, nonostante abbiano avuto l’opportunità di governare per molto tempo Verona, non hanno i necessari interventi per il miglioramento e la crescita della città”.

Servono fatti, non chiacchiere, perché con la pandemia e la guerra in Ucraina ci fanno scivolare verso tempi difficili, ed è indispensabile focalizzare gli interventi, per non sprecare energie e risorse.

 

 

 

 

 

Massimo Mariotti è stato assolto. Non esiste reato, la collettività paga per il protagonismo di certa sinistra.

Massimo Mariotti è stato assolto. Non esiste reato, la collettività paga per il protagonismo di certa sinistra.

 

Sarebbe bastato consultare i sacri testi della legge per bloccare sul nascere la querela nei confronti di Massimo Mariotti, presentata da Aned Verona, Rifondazione Comunista e Info-spazio 161. Se il reato non esiste è inutile far perdere tempo ai magistrati, già oberati di lavoro. Ma per certi soggetti l’accusare gli altri di fascismo pare essere l’unica prova tangibile della propria esistenza.

“L’unica Repubblica è quella sociale” aveva postato, fra il serio e il faceto, il presidente della SERIT sulla sua pagina Facebook durante la campagna elettorale del giugno 2020.  Questo era bastato per far scattare l’indignazione nei querelanti. Fortunatamente qui possiamo parlare di giustizia che funziona, sgombrando il campo prima che i cittadini veronesi vengano chiamati a decidere per le prossime votazioni amministrative. Ricordiamo che Mariotti sarà nuovamente in lizza per le comunali del 12 giugno 2022, con Fratelli d’Italia.

Il PM aveva chiesto addirittura 8 mesi di carcere e 400 euro di multa per “apologia di fascismo”. Invece il giudice Paola Vacca, accogliendo l’istanza della difesa, lo ha mandato assolto, facendo notare che secondo la legge il reato non esiste. Il giudice ha aggiunto che la frase incriminata di Mariotti altro non era che uno slogan elettorale, una battuta, non un tentativo di riorganizzare il defunto Partito Fascista. Ha basato questa sua affermazione citando una sentenza della Corte Costituzionale N.1 del 1957, secondo la quale non è sufficiente “la mera difesa elogiativa del fascismo” per trasformarsi in un reato, lo diventerebbe solo se accompagnata alla fattiva “riorganizzazione” del PNF.