Secondo le parole del filosofo John Stuart Mill, i governi vengono “plasmati dall’azione volontaria degli esseri umani” e hanno bisogno “non della semplice acquiescenza, ma della loro partecipazione attiva” per funzionare bene. Di conseguenza, quando i cittadini non votano è possibile che non solo si allontanino dai desideri dei loro elettori, ma si possono trasformare in dittature.
Una partecipazione elettorale sufficiente è necessaria per il mantenimento di una democrazia vivace e rappresentativa. Il motivo è semplice: quando più persone votano, più il governo e le sue decisioni diventano rappresentativi e più gli elettori hanno fiducia in esso. Questo circuito virtuoso si autoalimenta nel tempo, poiché livelli di fiducia più elevati possono anche portare a un’affluenza alle urne più alta. Quali sono le cause di un calo della partecipazione al voto? Certamente la “disuguaglianza economica” è stata classificata come la minaccia più significativa alla democrazia nel mondo. In genere, una bassa affluenza alle urne significa una bassa partecipazione dei cittadini meno privilegiati, che sono già svantaggiati in termini di altre forme di partecipazione politica e credono che la loro voce non potrà arrivare nella stanza dei bottoni.
Esiste anche un problema su come fare arrivare le informazioni ai cittadini perché in generale, i migliori elettori sono quelli ben informati. Coloro che sono più consapevoli della posizione dei candidati su questioni per loro importanti saranno più propensi a votare come previsto. A mano a mano che un individuo diventa più istruito, e quindi più preparato, pare più propenso ad essere politicamente attivo.
Le informazioni rilevanti per un’elezione includono dove un elettore può votare, il suo stato di registrazione, cosa ci sarà sulle schede elettorali e così via. Quando i costi per i cittadini per ottenere queste informazioni diventano troppo elevati, spesso a causa di lacune nelle politiche o nella tecnologia, l’affluenza alle urne diminuisce.
Nel 2018, il 20% dei giovani americani dichiarò di non ritenersi “sufficientemente informato” per votare. Al contrario, in paesi come l’Italia, con forti differenze regionali nello sviluppo economico e sociale, i cittadini più istruiti possono effettivamente “astenersi dal voto come forma di protesta civica” perché “tipicamente meglio informati e più consapevoli delle pratiche politiche prevalenti”, il che indica che percepiscono il sistema come corrotto e irriformabile. Un altro potenziale fattore che contribuisce alla bassa affluenza alle urne può essere la data delle elezioni stesse, con le elezioni nel fine settimana che registrano un’affluenza maggiore rispetto a quelle nei giorni feriali.
Quale soluzione? Ecco una proposta nuova che potrà risolvere il problema della bassa affluenza, offrendo una leggera detassazione a chi voterà. Una democrazia forte e partecipata è assolutamente auspicabile, dunque offrire un piccolo sconto sulle tasse a chi contribuisce a rafforzarla è certamente un buon investimento. Basterà allegare una copia del proprio libretto elettorale alla dichiarazione dei redditi per ottenere tale sconto, oppure si potrà studiare una detrazione dalle tasse in busta paga o un bonus da spendere al supermercato. Siamo certi che un semplice meccanismo potrà essere facilmente individuato. La cosa tutto sommato non è completamente nuova, in passato venivano riconosciuti rimborsi elettorali a chi rientrava dall’estero per votare.
Questo, con poca spesa, potrà essere un meccanismo virtuoso che avvicinerà i giovani all’amministrazione delle Stato e della propria città, perché chi andrà a votare vorrà prima informarsi su chi sta ricevendo un suo “like”.
ROMA, 05 Novembre 2025 – Siamo dinanzi ad una svolta storica. A distanza di 35 anni dalla
legge 240/90 che istituì gli interporti italiani, finalmente In Italia abbiamo a disposizione uno
strumento normativo moderno ed adeguato alle mutate esigenze del settore degli interporti. L’Unione Interporti Riuniti accoglie con estrema soddisfazione l’approvazione – dopo il
passaggio alla Camera – del testo definitivo della Legge quadro sugli interporti, primo
firmatario l’on. Mauro Rotelli. Si tratta di un grande risultato: infatti, la nuova norma – afferma
il presidente dell’associazione, Matteo Gasparato recepisce in larga parte la visione promossa
dalla UIR (Unione Interporti Riuniti), volta a dare al sistema interportuale italiano un assetto
normativo moderno e coerente con gli obiettivi di sviluppo sostenibile e intermodalità. Inoltre,
il testo rappresenta senza dubbio una buona base, da cui partire in seguito per ulteriori
migliorie.
Per questo la UIR esprime apprezzamento per il lavoro svolto dal legislatore, in particolare il
primo firmatario della Legge on. Mauro Rotelli e, al tempo stesso, va dato il giusto merito al
Governo per la grande sensibilità in materia e per aver voluto fortemente riformare, dopo 35
anni, il settore. Segno di una reale e rara considerazione e, quindi, del riconoscimento tangibile
del valore di asset strategico per il Paese attribuito alla interportualità.
Ora ci attende l’avvio di una fase attuativa che sappia tradurre efficacemente i principi della
legge in misure concrete, capaci di sostenere lo sviluppo, la sostenibilità e l’equilibrio
territoriale del sistema interportuale nazionale.
Tra le novità principali del provvedimento: il riconoscimento come infrastrutture strategiche
del sistema Paese, la definizione di interporto, la semplificazione delle procedure,
l’introduzione di criteri oggettivi per l’individuazione dei nuovi interporti – concepiti come hub
sostenibili, dotati di impianti per energie rinnovabili e sistemi certificati di efficienza
energetica. Per gli interporti, in un contesto internazionale sempre più competitivo, questa
legge rappresenta un’opportunità concreta per rafforzare il ruolo strategico della nostra Italia nella
logistica euro-mediterranea, valorizzando una rete che già oggi vede cinque interporti italiani
tra i primi dieci in Europa.
In definitiva, finalmente si dà atto in maniera inequivocabile che l’intermodalità e il network
degli interporti italiani rappresentano una parte non trascurabile dell’ossatura del nostro
Paese, alla stregua di altre reti ed infrastrutture.
Il progetto europeo GRETA, finanziato al 100%, riunisce 11 partner da tutta l’Europa centrale con
l’obiettivo di sviluppare soluzioni concrete per decarbonizzare le consegne urbane e rendere le
città più vivibili, sostenibili e competitive dal punto di vista logistico.
In questo quadro, ZAILOG – Centro Studi e di Ricerca e costola di Consorzio ZAI, Interporto
Quadrante Europa di Verona e Quadrante Servizi – ha sviluppato una nuova piattaforma digitale
che porterà benefici concreti alla mobilità urbana e agli operatori del trasporto merci.
Grazie a un investimento complessivo di 85.000 euro per lo sviluppo della piattaforma informatica
– che comprende sia l’installazione dei dispositivi sia lo sviluppo del software – sono stati installati
211 sensori nelle principali aree di accesso e consegna del centro storico e dei quartieri limitrofi
(Città Antica, Borgo Trento, Veronetta, Cittadella, San Zeno, Valdonega).
La piattaforma introduce un nuovo modulo all’interno dell’app dedicata agli operatori logistici che
effettuano consegne nelle ZTL: sarà possibile prenotare lo stallo di carico/scarico nella zona
desiderata per uno slot temporale, durante il quale l’area resterà riservata all’operatore,
consentendo consegne più rapide e sicure.
L’adozione di questo sistema innovativo permetterà di ridurre sensibilmente la sosta selvaggia e il
parcheggio in doppia fila, evitando i giri a vuoto dei veicoli commerciali alla ricerca di un posto
libero e contribuendo così alla diminuzione delle emissioni di gas inquinanti nel cuore della città.
Carla Giacomazzi, Amministratore Unico di ZAILOG, ha dichiarato: «ZAILOG è fiera di aver
contribuito allo sviluppo della città di Verona mettendosi concretamente al suo servizio con un
progetto che migliora la vivibilità del centro storico, riduce le emissioni di gas inquinanti e
semplifica il lavoro di chi ogni giorno garantisce le consegne.
Ringraziamo il Comune di Verona e AMT3 per la collaborazione attiva e costruttiva: questa sinergia ha permesso di realizzare una soluzione innovativa, con benefici tangibili per cittadini, attività commerciali e visitatori».
RELAZIONE DATI DI BILANCIO CONSORZIO ZAI ANNO 2024
28 Maggio
2025
RELAZIONE DATI DI BILANCIO CONSORZIO ZAI ANNO 2024
I risultati economici e patrimoniali di bilancio del Consorzio ZAI – Interporto
Quadrante Europa confermano anche per l’anno 2024 un utile che, al lordo
delle tasse (IRES ed IRAP), risulta pari ad € 3,9 milioni (€ 3,884.000), mentre
l’utile netto risulta pari ad € 2,7 milioni (€ 2.764.000).
L’utile è stato realizzato pur avendo tra i costi una tassazione di circa € 900
mila (€ 904.000) a titolo di IMU.
Il volume d’affari complessivo è passato da € 12 milioni (€ 12.091.000) del
2023 ad € 17 milioni (€ 17.029.000 del 2024) con un aumento determinato
dalla vendita di un immobile ad uso Officina.
I ricavi derivanti dalle concessioni degli immobili si sono attestati a € 8,15
milioni (incremento del 3% rispetto all’anno precedente) mentre i ricavi delle
vendite immobiliari sono stati pari a circa € 4,48 milioni (incremento del 55%
rispetto all’anno precedente).
RELAZIONE DATI DI BILANCIO
CONSORZIO ZAI ANNO 2024
28 Maggio
2025
L’indebitamento verso le banche è diminuito del 5,89% rispetto al 2022 e si è
attestato a circa 6,1 milioni di euro.
RELAZIONE DATI DI BILANCIO
CONSORZIO ZAI ANNO 2024
28 Maggio
2025
PRINCIPALI INIZIATIVE ED ATTIVITA’ ANNO 2024
L’attività del Consorzio ZAI si concentra sulla promozione dello sviluppo
industriale del Comune di Verona, attraverso la pianificazione urbanistica, la
sistemazione e gestione delle aree industriali e logistiche, nonché la
realizzazione e il governo di grandi infrastrutture a servizio della produzione
di beni e servizi.
Elemento centrale è l’Interporto di Verona, ideato, realizzato e gestito dal
Consorzio ZAI, che è stato riconosciuto come primo interporto in Europa dal
2010 al 2019.
Anche nel marzo 2020 ha mantenuto una posizione di vertice nella classifica
europea, con un punteggio di 361, subito dopo l’Interporto di Brema.
Il Consorzio ZAI si conferma un organismo capace di ideare, promuovere e
sviluppare iniziative con l’obiettivo di far crescere l’economia veronese non
solo in termini quantitativi, ma anche qualitativi, creando le condizioni per
l’insediamento di imprese industriali e di servizi ad alto valore aggiunto.
In sinergia con le istituzioni locali e le imprese presenti nelle aree industriali e
logistiche, il Consorzio ZAI e l’Interporto Quadrante Europa hanno contribuito
significativamente allo sviluppo economico di Verona, portando la città e la
sua provincia a ricoprire un ruolo di primo piano nel Nord Est e in tutta Italia.
Tale ruolo è stato evidenziato anche nel recente studio “Verona 2040 –
Scenari strategici per lo sviluppo di Verona e del suo territorio”, redatto da
Cresme Ricerche S.p.A. in collaborazione con Ance Verona e Confindustria
Verona.
Nel 2024 il Consorzio ZAI ha avviato, come partner di UIR, il progetto FVS-
ELODIE finanziato dal MIT e cofinanziato al 50% dal PNRR, per
l’ammodernamento tecnologico degli interporti italiani. In particolare, il
Consorzio ZAI, con un investimento di 1 milione di euro , provvederà ad
aumentare la cybersicurezza, ad installare nuove telecamere, a migliorare gli
accessi e ad aggiornare il Terminal Operating System.
Le nuove tecnologie miglioreranno l’efficienza logistica, la tracciabilità delle
merci e la conformità alle normative UE.
RELAZIONE DATI DI BILANCIO
CONSORZIO ZAI ANNO 2024
28 Maggio
2025
Inoltre, nello stesso anno, è stata condotta un’indagine ambientale sulle aree
di proprietà del Consorzio ZAI, destinate ai lavori per la realizzazione del IV
Modulo dell’Interporto Quadrante Europa. Conclusasi nell’ottobre 2024,
l’indagine ha dato esito negativo, escludendo la presenza di criticità
ambientali.
Le principali attività dell’anno includono:
• Stiamo lavorando per il potenziamento dell’offerta terminalistica di
Quadrante Europa, per gestire il livello della domanda ferroviaria sia
nel breve/medio periodo sia nel lungo periodo, con la realizzazione,
insieme a RFI, di un nuovo terminal ferroviario da 750 metri.
• Attrazione e fidelizzazione delle imprese presenti nell’interporto,
mediante una politica attenta ai prezzi e alla qualità dei servizi offerti.
• Potenziamento dell’infrastruttura informatica dell’interporto con la
posa di oltre 60 km di fibra ottica, il rinnovo dell’hardware di sistema e
l’aggiornamento del sistema di controllo accessi.
• Contenimento e razionalizzazione dei costi dei servizi erogati dalla
società controllata Quadrante Servizi, con l’assorbimento di parte dei
costi di gestione del sistema di controllo accessi. Questo ha generato
un beneficio economico per le imprese insediate pari a complessivi
130.000 euro nel 2024.
• Mantenimento del ruolo strategico a livello nazionale nel settore
logistico interportuale, grazie anche alla riconferma (nell’ottobre 2023)
del Presidente del Consorzio ZAI alla guida dell’UIR (Unione Interporti
Riuniti) per il triennio 2023-2026. Il Consiglio Direttivo del Consorzio ha
inoltre continuato a presidiare attivamente organismi nazionali di
rappresentanza come FICEI, ALIS e Federtrasporto.
• Ricerca di finanziamenti nazionali ed europei attraverso la società
ZAILOG scarl, partecipata dal Consorzio ZAI (75%) e da Quadrante
Servizi (25%). La missione di ZAILOG è favorire la ricerca e lo sviluppo
di tecnologie innovative e nuovi modelli di processo e di business nei
settori del trasporto e della logistica, con l’obiettivo di trasferirli
concretamente al tessuto industriale italiano e, in particolare, alle
aziende operative all’interno dell’Interporto di Verona.
RELAZIONE DATI DI BILANCIO
CONSORZIO ZAI ANNO 2024
28 Maggio
2025
DICHIARAZIONE MATTEO GASPARATO
L’ottimo lavoro fatto in questi anni è sancito dai risultati presentati stamattina.
Non solo abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi che ci eravamo posti, ma li
abbiamo superati in modo significativo, dimostrando la forza e la
lungimiranza delle nostre scelte strategiche. Il grande impegno profuso è
stato fondamentale per ottenere questi risultati. Guardando al futuro, siamo
convinti che continuare su questa strada sarà decisivo per rafforzare
ulteriormente la posizione del Consorzio ZAI come principale motore di
innovazione per la città di Verona. Il nostro obiettivo è rimanere un punto di
riferimento nazionale nel settore logistico.
DICHIARAZIONE ANDREA PRANDO
Il Consorzio ZAI si conferma un ente solido e sano dal punto di vista
economico, grazie a una gestione attenta e mirata che ha permesso di
affrontare le sfide degli ultimi anni con equilibrio e lungimiranza. I dati che
presentiamo oggi riflettono non solo una stabilità finanziaria, ma anche la
capacità di investire in progetti strategici che rafforzano il nostro ruolo sul
territorio veronese. Inoltre, il Consorzio ZAI durante gli ultimi anni ha investito
notevoli risorse nella digitalizzazione delle strutture dell’Ente. Logistica,
infatti, non vuol dire solamente movimentazione di merci, ma anche
movimentazione di dati, e queste due cose è necessario che avanzino e si
sviluppino di pari passo.
Meta, l’azienda di Mark Zuckerberg, ha sviluppato il suo assistente virtuale chiamato Meta AI, pensato per offrire risposte intelligenti, suggerimenti utili e interazioni più naturali all’interno delle sue piattaforme, tra cui WhatsApp e Facebook Messenger.
Molti utenti di What’s up si saranno accorti che, con l’ultima revisione, gli è entrata Meta AI, senza il loro permesso e che ora non potranno più fare semplici ricerche di nomi e contatti in What’s up senza che Meta Ai si offra di rispondere alle domande. Pare peggio di un virus.
Questo è un fatto gravissimo e le autorità dovrebbero intervenire per fermare questa invasiva prepotenza.
L’aquavite, come un tempo si chiamavano le bevande contenenti alcool, promuove la vita e il buon umore, inducendo al benessere, fisico e mentale. Qualcuno lo chiama schiacciaffanni proprio per questo motivo. Inoltre, può certamente avere effetti positivi sul funzionamento del cuore.La vita, a volte, somiglia alla guerra in trincea e se a un certo punto dobbiamo saltare fuori per partire all’attacco, cosa vorremmo bere? Una Perrrier o un bicchiere di grappa?
Da un po’ di tempo in televisione, il dottor Garattini (che vende farmaci) e la dottoressa Viola (orfana del covid) vanno dicendo che non vogliono più regalare una bottiglia di vino perché causerebbe il cancro e che il futuro sarà nel vino senza alcool.
Il cancro allo stomaco è la seconda causa di morte per cancro nel mondo. Già si sospettava un legame tra consumo di alcol e rischio della malattia, ma i molti studi epidemiologici condotti su questo aspetto avevano dato risultati contraddittori. Per chiarire questa associazione si è fatto ricorso ad uno studio prospettico, utilizzando i dati dell’European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC), che includevano 444 casi di adenocarcinoma gastrico primario. E’ stato considerato il rischio (hazard ratio, HR) di cancro allo stomaco rispetto al consumo giornaliero di alcool espresso in grammi, tenendo conto dello status di fumatore, della posizione del tumore (cardias o sedi diverse dal cardias) e della caratterizzazione istologica (di tipo diffuso o intestinale). In un sottogruppo di partecipanti i risultati sono stati corretti anche rispetto alla presenza o meno dell’Helicobacter pylori.
Si è visto che i forti bevitori rispetto ai consumatori moderati (≥60 g contro 0.1–4.9 g/die) avevano un maggiore rischio di sviluppare il tumore (HR: 1.65; 95% CI: 1.06, 2.58), mentre i consumatori moderati (<60 g/die) non lo avevano. In generale un drink, come una birra o un bicchiere di vino, corrispondono a circa 14 g di alcol. Inoltre, è emersa una associazione positiva per la birra (≥30 g/die; HR: 1.75; 95% CI: 1.13, 2.73) ma non per il vino o i superalcolici. L’associazione è stata osservata principalmente per i forti bevitori e limitata alla localizzazione non cardiaca e alla tipologia intestinale, mentre non è emerso un trend lineare tra rischio ed effetto dose. Chiaramente tutto dipende dalle dosi: esistono persone affogate in botti di vino ma nessuno è affogato in un bicchiere di vino.
I ricercatori hanno quindi dimostrato che i forti bevitori, soprattutto di birra, risultano associati a un maggiore rischio di cancro allo stomaco.
Fonte:
Alcohol consumption and gastric cancer risk in the European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC) cohort. Duell EJet al. Am J Clin Nutr. 2011 Nov;94(5):1266-75. Epub 2011 Oct 12.
Oswald Mosley nel 1962 a Venezia fonda il Partito Nazionale Europeo.
Oswald Mosley fu una vittima di fake news durante la sua lunga esistenza. Il suo desiderio di pace divenne fortissimo dopo aver visto gli orrori della Grande Guerra e questo lo spinse a cercare una soluzione pacifica alle nubi di guerra che vedeva addensarsi all’orizzonte durante gli anni Trenta del secolo scorso. Cercò di moderare le posizioni estreme di Hitler e per un certo tempo fu anche amico di Mussolini. Per tale motivo ebbe la propria carriera politica stroncata e durante la II Guerra mondiale fu arrestato e rinchiuso in carcere senza un’accusa (la sua Ventotene) assieme alla moglie.
Dopo la guerra, riottenuta la sua libertà, cercò di costruire una unione europea che potesse resistere al passare del tempo, fatta di libertà e di fraternità fra i popoli. L’economia era uno dei punti forti di Mosley, essendo stato amico e confidente di Lord Keynes. La sua visione fu accettata solo dal MSI in Italia, ma fu scartata a livello europeo, e le nazioni si mossero verso una unione basata sulla finanza e su quel socialismo uscito da quel Manifesto di Ventotene che prevedeva una unione che assomiglia molto alla Europa nella quale ci troviamo a vivere.
Nel 1958 Mosley condensò la sua visione per una Europa di destra e dei popoli in un libro intitolato Europa: Fede e Progetto che non è ancora stato pubblicato in Italia. Ne anticipiamo qui la sua Introduzione.
Introduzione
L’obiettivo di questo libro è suggerire che l’unione completa dell’Europa con un governo europeo è ormai una necessità. Sia gli accordi presi dai sei paesi per la graduale introduzione di un mercato comune, sia i metodi ancora più lenti ed esitanti proposti dal governo britannico, si riveleranno del tutto inadeguati di fronte alle crisi economiche dei prossimi anni. Solo un governo europeo può agire con la decisione e la rapidità che sono ora necessarie. Solo l’atto decisivo di creare un governo europeo può superare la moltitudine di piccoli interessi e problemi minori che ostacolano gli sforzi attuali. Dobbiamo tuffarci in acqua e iniziare a nuotare, se vogliamo arrivare da qualche parte. Questo è il tema centrale di questo libro, e le ragioni di questa visione sono argomentate in dettaglio. È un appello all’unione di tutti coloro che credono in questo atto decisivo di creare un governo europeo, ignorando tutte le altre differenze che potrebbero essere discusse in seguito e determinate alle elezioni europee. Allo stesso tempo il libro suggerisce una politica globale per la nuova Europa, praticamente su tutte le principali questioni del giorno. In particolare, viene proposto un metodo economico in base al quale un sistema completamente libero, in un’area vasta e vitale come l’Europa-Africa, potrebbe risolvere le ricorrenti crisi degli attuali paesi europei, attraverso una leadership economica del governo che potrebbe garantire risultati migliori rispetto al sistema comunista, senza la costrizione della tirannia sovietica. Il metodo proposto è descritto come il meccanismo salari-prezzi, e si sostiene che il governo può fare tutto ciò che è necessario attraverso un sistema di azione continua. Questo è il punto chiave e attraverso alcune misure correlate, consentendo e incoraggiando al contempo una libertà molto maggiore rispetto a quella che prevale oggi. Il libro si rivolge principalmente al problema europeo, ma è chiaro che, se una tale politica salariale europea fosse efficace, potrebbe funzionare allo stesso modo di una politica salariale americana nel risolvere il problema economico di quel paese; lo stesso metodo potrebbe essere utilizzato in qualsiasi area abbastanza grande da contenere i propri prodotti alimentari e le materie prime e da consentire l’organizzazione del proprio mercato.
L’obiezione familiare secondo cui questo tipo di pensiero è troppo avanzato e più adatto al secolo prossimo che a quello attuale, è probabile che venga sollevata di nuovo in questa occasione. La risposta breve è sicuramente che abbiamo sofferto abbastanza per il pensiero che segue gli eventi e che ora potrebbe essere un vantaggio cercare di pensarci prima. In ogni caso, gli eventi si stanno muovendo così velocemente in questa nuova era della scienza, che ciò che è molto avanti oggi può facilmente diventare obsoleto domani. Le crisi economiche imminenti imporranno un modo di pensare completamente nuovo, e le ragioni per credere che prima o poi saranno inevitabili sono riassunte in questo libro. Se ritarderemo l’azione fino a quando non saremo colpiti in pieno dalla grave crisi economica, nulla potrà far fronte alla situazione se non il pieno rigore di un’economia di assedio. Tutte le nazioni divise d’Europa si troveranno allora a lottare per la sopravvivenza e solo le misure più forti potranno garantirla. Nessuno può desiderare una situazione del genere e misure del genere; lo scopo di questo libro è dimostrare che un’azione tempestiva può ancora evitare entrambe le cose. È meglio entrare in Europa prima, che dopo, un disastro. Tutte le questioni di politica economica dettagliate qui discusse, le proposte per una soluzione pratica tra Est e Ovest, l’idea di una struttura di governo moderna in una nuova epoca scientifica e vari pensieri su molti altri problemi, vengono suggerimenti e son da prendere in considerazione, da accettare in tutto o in parte, o da respingere. Nessuno di essi influisce intrinsecamente sul tema principale, che è un argomento a favore della creazione immediata di un governo europeo. Concordare su questo non ci obbliga a concordare su nient’altro; e certamente non vi obbliga a essere d’accordo con me. Coloro che condividono la stessa opinione su questa necessità impellente di un governo europeo non dovrebbero unirsi e mettere da parte tutte le cose di minore importanza? Il bisogno è troppo grande per essere ostacolato e frustrato da qualsivoglia differenza su altre questioni, passate o presenti. Ci sarà tutto il tempo per altre discussioni, e anche per riflettere molto di più, quando l’Europa verrà fatta. Se questo libro può persuadere alcuni a favore di questo unico atto decisivo, il mio lavoro non sarà stato inutile.
Richard Coudenhove-Kalergi, a destra, con Otto von Habsburg nel 1959 ad Aachen.
Il nome di Altiero Spinelli (1907-1986) ha ripreso a girare in questi giorni per merito del on. Borghi della Lega, che sottolinea come il Manifesto di Ventotene prevedesse l’esistenza di una forza armata europea, da utilizzare anche come forza repressiva interna, non solo per difendere le frontiere.
L’edizione del 1944 del Manifesto curata da Eugenio Colorni (che ha scritto inoltre una densa e opportuna prefazione) prese il titolo di “Problemi della Federazione Europea” e reca le iniziali, appunto, A.S. e E.R. Il volume fu stampato dalla Società anonima poligrafica italiana e stampato dalle Edizioni del Movimento italiano per la Federazione europea. Al testo furono aggiunti due saggi di Altiero Spinelli: Gli Stati Uniti d’Europa e le varie tendenze politiche, della seconda metà del 1942, e Politica marxista e politica federalista, del 1942-1943.
Si usa far risalire l’idea dell’Europa Unita al Manifesto di Ventotene del 1944, mentre in realtà simili piani vennero ampiamente discussi prima dello scoppio della II Guerra mondiale.
Un particolarmente illuminante di questo punto di vista è un brillante saggio scritto dalla madre dell’ex ministro dell’economia e intellettuale comunista, Luigi Spaventa (1934-2013). Sua madre si chiamava Lydia de Novellis. Fu allieva di Giovanni Gentile, e fu poi una collaboratrice di Corrado Gini. Il suo saggio, oggi dimenticato, fu pubblicato a Milano dall’editore Treves, nel 1931 e s’intitola “L’Unificazione economica dell’Europa.”
Queste sono le sue prime linee: “Nel Convito di Platone è detto che nulla è più bello che contemplare la bellezza”. Se alla vita dei popoli giovasse la contemplazione di un eterno modello, avremmo trovato degno di oggetto un’estasi infeconda un grande ideale umano: l’utopia degli Stati Uniti d’Europa.
Passa poi a citare il conte Coudenhove Kalergi che fu uno dei più appassionati sostenitori di quel progetto, con il suo best seller intitolato Paneuropa. Il conte Richard Coundenhove-Kalergi (1894-1972) del quale tanto si parla fra i complottisti, fu una persona assai raffinata e complessa. Fu il figlio di un diplomatico austro-ungarico (non ebreo, quanto piuttosto antisemita) e di un’aristocratica giapponese. Che avesse contatti ad altissimo livello grazie ai libri che pubblicò vien dimostrato dal fatto che, a Londra, fu lui a informare W. Churchill che Molotov e Ribbentrop avevano firmato un patto di non aggressione, lasciandolo letteralmente a bocca aperta dallo stupore. Dopo essersi ripreso dal brutto colpo, lo statista inglese gli chiese dove l’avesse saputo e Kalergi gli disse: “Mie fonti, in Vaticano…”.
Kalergi fu un massone di rito scozzese di alto livello che s’impegnò in prima persona nella realizzazione dell’Europa unita, ricevendo finanziamenti dalla massoneria, come lui stesso dichiara, e dai Rothschild. Scrive: “All’inizio del 1924, il barone Louis Rothschild mi telefonò per dirmi che un suo amico, Max Warburg, aveva letto il mio libro e voleva incontrarmi. Con mio grande stupore, Warburg mi ha subito offerto una donazione di 60.000 marchi d’oro per finanziare il movimento attraverso i suoi primi tre anni. Max Warburg è stato, per tutta la sua vita, un convinto sostenitore del mio piano per una Pan-Europa, e siamo rimasti amici intimi fino alla sua morte, avvenuta nel 1946. La sua disponibilità a sostenerlo (il movimento) all’inizio contribuì in modo decisivo al suo seguente successo.”
Kalergi vien oggi considerato dall’Unione Europea come uno dei suoi padri fondatori, e in occasione del centesimo anniversario della sua nascita, nel 1994, fu coniata una moneta simbolica da 10 euro in suo onore e in Austria fu emesso un francobollo con il suo ritratto.
Kalergi scrisse anche di aver ricevuto il sostegno di importanti uomini, come il deposto capo del governo provvisorio russo, Alexander Kerensky e da Aristide Briand, ministro degli Esteri francese, che viene spesso citato per essere stato il primo a proporre un’Europa Federata in una Lega di Nazioni.
L’Europa era sfinita a causa delle due guerre mondiali durante una sola generazione. Il concetto europeo, all’indomani della Seconda guerra mondiale, fu spinto anche dal Gruppo Bilderberg, guidato dal principe Bernhardt dei Paesi Bassi. Fu il diplomatico polacco Joseph Retinger, della Lega Europea per la Cooperazione Economica e del Movimento Europeo del Consiglio d’Europa, che formò il Bilderberg. Dopo un’esistenza oscura, Retinger emerse nel 1924, promuovendo il concetto di Unione Europea, con il deputato britannico E D Morel. Dopo la Seconda guerra mondiale Retinger divenne uno dei principali sostenitori dell’Unione Europea. Un suo discorso sull’argomento all’Istituto Reale degli Affari Internazionali, del 8 maggio 1946, diede vita all’idea di un Movimento Europeo, formatosi nel 1949 dopo una tournée l’anno precedente con il primo ministro belga Paul-Henri Spaak e con Winston Churchill. Il Gruppo Bilderberg fu creato in questo contesto, nel settembre 1952, a seguito di una piccola riunione in cui si era convenuto che fosse imperativo coinvolgere gli Stati Uniti, ed era “preferibile mantenere la massima discrezione possibile”. Fu formato un comitato americano che comprendeva luminari collegati a Rockefeller, insieme a David Rockefeller stesso. La prima conferenza si tenne all’Hotel de Bilderberg, in Olanda, dal 29 al 31 maggio 1952.
Eppure, come spiega la De Novellis nel suo libro, i padri nobili dell’Europa unita furono molti. Si dovrebbe partire dal re di Boemia, George de Podiebrady, nel XV secolo, da Enrico IV di Francia, dall’Abate di Saint Pierre, che nel 1716 pubblicò un “Project de Paix perpétuelle”. Lo stesso J.J: Rousseau pose quattro condizioni alla formazione di una Europa unita e pacifica: una confederazione di Stati, un tribunale internazionale, un esercito europeo permanente, un congresso fra Stati membri che si riunisca periodicamente.
Nel 1815 un commerciante orvietano, Giuseppe Franci, pubblicò un trattatello, intitolato “Sogno d’un Italiano” nel quale progettava la creazione di una società delle Nazioni, dalla quale dovevano essere esclusi i turchi e il papa, che avrebbe rinunciato al suo potere temporale, per chiudersi in un monastero.
La lista degli intellettuali che progettarono un’Europa unita è lunghissima, Lamartine, l’inglese Cobden, Carlo Cattaneo, Giuseppe Mazzini, Michelet ecc.
Il primo congresso paneuropeo si tenne a Vienna il 13 ottobre 1926. Kalergi era a favore nel lasciare ai singoli stati la piena sovranità, mentre altri vedevano che questo non sarebbe stato possibile. Addirittura, l’idea prevalente fu quella che, a livello economico, si sarebbero dovuti creare due blocchi. Questo fu esposto con solidi argomenti dall’economista francese Francis Delaisi (1873-1947) nel suo “Les Deux Europes.” Il primo blocco era costituito da un pentagono avente i vertici a Stoccolma, Glasgow, Bilbao, Barcellona, Budapest (per quanto riguarda l’Italia questa linea passava poco sotto a Firenze). Sorse da subito il problema, chiaramente insuperabile, di includere la Gran Bretagna in una unione doganale, dato che il suo impero era diffuso nel mondo.
Il 5 settembre 1929 fece molta impressione un discorso di Aristide Briand (1862-1932) alla Società delle Nazioni, che espose il suo progetto di Unione Europea. Briand poi mandò agli stati europei una sua bozza di unione, che realisticamente egli poneva all’ombra delle spade, ovvero il suo era un progetto più militare che economico. Era un programma buono, ma anche in questo caso fu affondato dalla Gran Bretagna, che aveva interessi ben più vasti.
Fu il tedesco Gustav Straseman che spinse per partire a bassa velocità, anche senza la Gran Bretagna, solo con un’unione doganale (con Briand egli aveva avuto il Nobel per la Pace nel 1926, grazie ai loro sforzi paneuropei) ma un infarto lo fermò, nel 1929. Seguirono un gran numero di conferenze, memorandum, discussioni, poi la china verso la guerra si fece sempre più ripida.
La Grande Depressione originata negli Stati Uniti e il sorgere delle potenze asiatiche avrebbero reso opportuna quella unione, ma le parole della De Novellis Spaventa, scritte nel 1931, si dimostrarono profetiche nel loro scetticismo, prima ancora del sorgere di Hitler: “La formula della Paneuropa non si è insomma trovata: i mezzi usati a cercarla han dimostrato la loro inadeguatezza al fine, e il fine stesso si è rivelato irraggiungibile…Ma, pur nel pericolo comune, più di questi motivi, hanno agito tutti gli altri, storici, psicologici, politici, economici, che, anziché sanare, hanno approfondito le ragioni della scissione”.
Verona, 12 febbraio 2025 – Alberto Milotti, Dirigente Marketing e Sviluppo di Consorzio ZAI – Interporto Quadrante Europa di Verona e Presidente di Europlatforms, è tra i firmatari della lettera aperta inviata ai Ministri degli Affari Generali e delle Finanze dell’Unione Europea, sottoscritta da 45 associazioni europee. Per suo tramite il settore dei trasporti chiede ufficialmente e con forza il mantenimento e il rafforzamento di un solido strumento di finanziamento europeo dedicato alle infrastrutture di trasporto.
La lettera sottolinea il ruolo strategico del settore come pilastro del mercato interno europeo, ribadendo quanto oggi lo sviluppo e il consolidamento del settore trasportistico siano la leva fondamentale per la competitività nazionale. Questo approccio faciliterebbe inoltre la transizione verso un’economia a zero emissioni e la resilienza dell’Europa di fronte alle attuali sfide economiche e geopolitiche.
«Come Presidente di Europlatforms ho firmato, insieme ad altre 44 Associazioni Europee, una lettera aperta per i Ministri europei volta a richiedere più budget per il settore dei trasporti, azione fondamentale per la crescita economica dell’Unione. I fondi saranno essenziali per costruire una rete di trasporti moderna, resiliente e competitiva in grado di affrontare le sfide future. Europlatforms, rappresentando in Europa l’Unione Interporti Riuniti (UIR), esorta i politici dell’UE ad attuare una strategia unificata di investimenti nei trasporti per salvaguardare il futuro dell’Europa», ha dichiarato Alberto Milotti.
I firmatari esprimono forte preoccupazione per le intenzioni della Commissione Europea sul ridirezionamento di gran parte dei fondi destinati ai trasporti verso i Piani Nazionali Unici. Strategia che rischierebbe di compromettere la coesione e l’efficienza di un’infrastruttura integrata a livello europeo. Il documento richiama il valore storico della rete trans-europea dei trasporti (TEN-T), il cui sviluppo è stato sempre accompagnato da strumenti di finanziamento specifici, come sottolineato dai recenti rapporti di Mario Draghi ed Enrico Letta.
“In un contesto sempre più internazionale – conclude Milotti – credo sia fondamentale dare voce alle associazioni dei singoli paesi. Anche Consorzio ZAI – Interporto Quadrante Europa di Verona appoggia pienamente la lettera aperta firmata dalle associazioni europee e ribadisce la necessità di un approccio coordinato e strategico agli investimenti nei trasporti”.
L’interporto di Verona, come hub logistico di riferimento a livello europeo, sottolinea inoltre l’importanza di un’infrastruttura efficiente, integrata e sostenibile, elemento chiave per la competitività dell’intero sistema economico europeo.
Verona, 5 Febbraio 2025 – Grazie ai finanziamenti europei e nazionali nell’ambito dei programmi Meridian ed ELODIE, Consorzio ZAI ha lanciato un ampio piano di trasformazione digitale, volto a modernizzare radicalmente le infrastrutture telematiche e di sicurezza dell’Interporto Quadrante Europa.
Nel programma ELODIE, finanziato al 50% dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’Interporto di Verona investe 1.024.500 euro. Nel programma Meridian, finanziato al 50% con fondi europei, l’Interporto investe 1.237.000 euro. L’investimento complessivo ammonta quindi a oltre 2.200.000 euro, con i lavori già avviati e la conclusione prevista per giugno 2026.
Questo investimento non solo garantirà un significativo salto di qualità nei servizi logistici, ma consoliderà ulteriormente la posizione di Verona come snodo strategico della logistica intermodale a livello europeo.
L’adozione di nuove tecnologie di ultima generazione consentirà di ottimizzare i flussi operativi, rendere più efficiente e sicuro l’accesso ai servizi interportuali e potenziare l’integrazione delle imprese con i principali corridoi logistici internazionali. Inoltre, il progetto avrà un impatto positivo su tutto il tessuto economico locale, grazie alla creazione di competenze altamente specializzate e alla possibilità di condividere queste innovazioni con soggetti pubblici e privati esterni all’area interportuale. Questo approccio innovativo rafforzerà la sinergia tra il settore pubblico e quello privato, favorendo lo sviluppo di un ecosistema digitale avanzato.
Principali interventi previsti:
• Nuova infrastruttura in fibra ottica: posa di 60 km di fibra per garantire connettività FTTH, con circa 400 box di terminazione dedicati a tutti gli operatori economici insediati nella grande area interportuale.
• Potenziamento della sicurezza della rete: installazione di apparati di rete, con una rete dorsale costituita da collegamenti con capacità di 100 Gbps, assicurando un accesso ultra-veloce e protetto ai servizi digitali.
• Modernizzazione del gate di accesso: implementazione di un sistema avanzato per l’ingresso rapido autorizzato e sicuro degli operatori accreditati, con telecamere per lettura targhe e prenotazione ingressi mediante device.
• Connessione alla rete internet tramite operatori Tier 1 internazionali: l’Interporto diventa un hub strategico per le telecomunicazioni, favorendo la comunicazione globale delle aziende insediate. Si riducono quindi le latenze di comunicazione a livello internazionale connettendosi direttamente con le dorsali internet primarie.
• Adeguamento agli standard di sicurezza NIS2: rafforzamento delle misure di cybersecurity per conformarsi alla normativa europea.
• Integrazione con il PLN (Portale della Logistica Nazionale): sviluppo di un connettore eFTI (freight transport information) per garantire la comunicazione sicura con il Ministero dei Trasporti, in conformità con il Regolamento Europeo 2020/1056. Questa innovazione tecnologica viene fatta per la digitalizzazione, interconnessione e interoperabilità degli interporti con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
“Questo piano di digitalizzazione rappresenta un passo fondamentale per il futuro della logistica intermodale in Italia e in Europa. L’Interporto Quadrante Europa di Verona, primo in Italia e secondo in Europa, si conferma un punto di riferimento per l’innovazione, l’efficienza e la sicurezza delle reti logistiche. Investire nelle infrastrutture digitali significa creare maggiore valore per le imprese, migliorare la competitività e garantire un servizio sempre più moderno ed efficace a tutti gli insediati.” – ha dichiarato Matteo Gasparato, Presidente di Consorzio ZAI.
Questo progetto si inserisce nella strategia di Consorzio ZAI volta a rafforzare l’Interporto Quadrante Europa come nodo logistico digitale e sostenibile, consolidandone il ruolo a livello europeo.
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