Verona, 12 febbraio 2025 – Alberto Milotti, Dirigente Marketing e Sviluppo di Consorzio ZAI – Interporto Quadrante Europa di Verona e Presidente di Europlatforms, è tra i firmatari della lettera aperta inviata ai Ministri degli Affari Generali e delle Finanze dell’Unione Europea, sottoscritta da 45 associazioni europee. Per suo tramite il settore dei trasporti chiede ufficialmente e con forza il mantenimento e il rafforzamento di un solido strumento di finanziamento europeo dedicato alle infrastrutture di trasporto.
La lettera sottolinea il ruolo strategico del settore come pilastro del mercato interno europeo, ribadendo quanto oggi lo sviluppo e il consolidamento del settore trasportistico siano la leva fondamentale per la competitività nazionale. Questo approccio faciliterebbe inoltre la transizione verso un’economia a zero emissioni e la resilienza dell’Europa di fronte alle attuali sfide economiche e geopolitiche.
«Come Presidente di Europlatforms ho firmato, insieme ad altre 44 Associazioni Europee, una lettera aperta per i Ministri europei volta a richiedere più budget per il settore dei trasporti, azione fondamentale per la crescita economica dell’Unione. I fondi saranno essenziali per costruire una rete di trasporti moderna, resiliente e competitiva in grado di affrontare le sfide future. Europlatforms, rappresentando in Europa l’Unione Interporti Riuniti (UIR), esorta i politici dell’UE ad attuare una strategia unificata di investimenti nei trasporti per salvaguardare il futuro dell’Europa», ha dichiarato Alberto Milotti.
I firmatari esprimono forte preoccupazione per le intenzioni della Commissione Europea sul ridirezionamento di gran parte dei fondi destinati ai trasporti verso i Piani Nazionali Unici. Strategia che rischierebbe di compromettere la coesione e l’efficienza di un’infrastruttura integrata a livello europeo. Il documento richiama il valore storico della rete trans-europea dei trasporti (TEN-T), il cui sviluppo è stato sempre accompagnato da strumenti di finanziamento specifici, come sottolineato dai recenti rapporti di Mario Draghi ed Enrico Letta.
“In un contesto sempre più internazionale – conclude Milotti – credo sia fondamentale dare voce alle associazioni dei singoli paesi. Anche Consorzio ZAI – Interporto Quadrante Europa di Verona appoggia pienamente la lettera aperta firmata dalle associazioni europee e ribadisce la necessità di un approccio coordinato e strategico agli investimenti nei trasporti”.
L’interporto di Verona, come hub logistico di riferimento a livello europeo, sottolinea inoltre l’importanza di un’infrastruttura efficiente, integrata e sostenibile, elemento chiave per la competitività dell’intero sistema economico europeo.
Verona, 5 Febbraio 2025 – Grazie ai finanziamenti europei e nazionali nell’ambito dei programmi Meridian ed ELODIE, Consorzio ZAI ha lanciato un ampio piano di trasformazione digitale, volto a modernizzare radicalmente le infrastrutture telematiche e di sicurezza dell’Interporto Quadrante Europa.
Nel programma ELODIE, finanziato al 50% dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’Interporto di Verona investe 1.024.500 euro. Nel programma Meridian, finanziato al 50% con fondi europei, l’Interporto investe 1.237.000 euro. L’investimento complessivo ammonta quindi a oltre 2.200.000 euro, con i lavori già avviati e la conclusione prevista per giugno 2026.
Questo investimento non solo garantirà un significativo salto di qualità nei servizi logistici, ma consoliderà ulteriormente la posizione di Verona come snodo strategico della logistica intermodale a livello europeo.
L’adozione di nuove tecnologie di ultima generazione consentirà di ottimizzare i flussi operativi, rendere più efficiente e sicuro l’accesso ai servizi interportuali e potenziare l’integrazione delle imprese con i principali corridoi logistici internazionali. Inoltre, il progetto avrà un impatto positivo su tutto il tessuto economico locale, grazie alla creazione di competenze altamente specializzate e alla possibilità di condividere queste innovazioni con soggetti pubblici e privati esterni all’area interportuale. Questo approccio innovativo rafforzerà la sinergia tra il settore pubblico e quello privato, favorendo lo sviluppo di un ecosistema digitale avanzato.
Principali interventi previsti:
• Nuova infrastruttura in fibra ottica: posa di 60 km di fibra per garantire connettività FTTH, con circa 400 box di terminazione dedicati a tutti gli operatori economici insediati nella grande area interportuale.
• Potenziamento della sicurezza della rete: installazione di apparati di rete, con una rete dorsale costituita da collegamenti con capacità di 100 Gbps, assicurando un accesso ultra-veloce e protetto ai servizi digitali.
• Modernizzazione del gate di accesso: implementazione di un sistema avanzato per l’ingresso rapido autorizzato e sicuro degli operatori accreditati, con telecamere per lettura targhe e prenotazione ingressi mediante device.
• Connessione alla rete internet tramite operatori Tier 1 internazionali: l’Interporto diventa un hub strategico per le telecomunicazioni, favorendo la comunicazione globale delle aziende insediate. Si riducono quindi le latenze di comunicazione a livello internazionale connettendosi direttamente con le dorsali internet primarie.
• Adeguamento agli standard di sicurezza NIS2: rafforzamento delle misure di cybersecurity per conformarsi alla normativa europea.
• Integrazione con il PLN (Portale della Logistica Nazionale): sviluppo di un connettore eFTI (freight transport information) per garantire la comunicazione sicura con il Ministero dei Trasporti, in conformità con il Regolamento Europeo 2020/1056. Questa innovazione tecnologica viene fatta per la digitalizzazione, interconnessione e interoperabilità degli interporti con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
“Questo piano di digitalizzazione rappresenta un passo fondamentale per il futuro della logistica intermodale in Italia e in Europa. L’Interporto Quadrante Europa di Verona, primo in Italia e secondo in Europa, si conferma un punto di riferimento per l’innovazione, l’efficienza e la sicurezza delle reti logistiche. Investire nelle infrastrutture digitali significa creare maggiore valore per le imprese, migliorare la competitività e garantire un servizio sempre più moderno ed efficace a tutti gli insediati.” – ha dichiarato Matteo Gasparato, Presidente di Consorzio ZAI.
Questo progetto si inserisce nella strategia di Consorzio ZAI volta a rafforzare l’Interporto Quadrante Europa come nodo logistico digitale e sostenibile, consolidandone il ruolo a livello europeo.
Il Presidente Gasparato mostra una copia di Time Magazine
L’Interporto Quadrante Europa di Verona protagonista su TIME Magazine Verona – Il Consorzio ZAI – Interporto Quadrante Europa di Verona conquista un traguardo storico: per la prima volta nella sua storia, l’interporto è stato scelto come protagonista di una pagina di approfondimento sull’autorevole rivista internazionale TIME Magazine. L’articolo, incluso nell’edizione speciale che celebra la Persona dell’Anno 2024, sottolinea il ruolo strategico dell’Interporto Quadrante Europa nel panorama logistico mondiale, riconoscendone l’eccellenza e la capacità di innovare.
TIME Magazine, una delle pubblicazioni più prestigiose e influenti al mondo, rappresenta un palcoscenico di risonanza globale. Essere presenti tra le sue pagine non è solo un riconoscimento al valore del nostro operato, ma anche un’opportunità unica per far conoscere Verona e il nostro modello di intermodalità sostenibile al pubblico internazionale.
A tal proposito, il Presidente del Consorzio ZAI, Matteo Gasparato, ha dichiarato:
“Questo risultato è motivo di immenso orgoglio per me e per tutto il Consorzio ZAI. Desidero ringraziare il consiglio direttivo, il personale di Consorzio ZAI e tutti i lavoratori del Quadrante Europa che ogni mattina, con dedizione e professionalità, contribuiscono a rendere grande l’Interporto. Questo traguardo dimostra che il lavoro di squadra, l’innovazione e l’impegno costante sono la chiave del nostro successo.”
Alleghiamo il testo integrale, tradotto in italiano, dell’approfondimento pubblicato, con l’invito a scoprire come il Consorzio ZAI – Interporto Quadrante Europa continui a distinguersi come punto di riferimento nel settore logistico e infrastrutturale, promuovendo la crescita economica del territorio e l’integrazione delle reti europee.
Nel cuore dell’Italia settentrionale, Verona incarna il potere trasformativo della logistica e della sostenibilità. A guidare questa evoluzione c’è il Consorzio ZAI, l’istituzione che gestisce uno dei più importanti hub intermodali d’Europa. Fondato nel 1948, il Consorzio ZAI ha avuto un ruolo fondamentale nel trasformare Verona in un punto di riferimento per la logistica, la sostenibilità e l’innovazione. Conosciuto come Quadrante Europa, l’Interporto di Verona è il terminal intermodale più grande d’Italia e uno dei più avanzati in Europa. Con una superficie di 2,5 milioni di metri quadrati, è molto più di una semplice zona industriale: è una vera e propria “città delle merci”, che ospita 140 aziende, impiega oltre 13.000 persone e funge da porta d’accesso per le merci in tutta Europa e oltre. “Abbiamo sviluppato un’infrastruttura all’avanguardia che non solo collega l’Italia al resto d’Europa, ma rappresenta anche un modello di logistica sostenibile ed efficiente,” afferma Matteo Gasparato, Presidente del Consorzio ZAI. Questo successo ha portato al Quadrante Europa riconoscimenti prestigiosi. Nel 2010 e nel 2015, è stato premiato come miglior terminale intermodale d’Europa dal GVZ, l’associazione tedesca degli interporti. Questo riconoscimento è stato ribadito nel 2020, sottolineando il ruolo cruciale di Verona nella logistica europea. Con l’intensificarsi delle preoccupazioni globali sui cambiamenti climatici, il settore dei trasporti affronta una crescente pressione per ridurre la propria impronta di carbonio. Il Consorzio ZAI ha intrapreso passi audaci per allinearsi agli ambiziosi obiettivi di sostenibilità dell’Unione Europea. Nel 2022, ha introdotto il suo Bilancio di Sostenibilità, un documento che si prefigge di tracciare un futuro più verde per la logistica e il trasporto. “La sostenibilità è al centro di tutto ciò che facciamo,” spiega Gasparato. “I nostri investimenti in tecnologie green e infrastrutture ferroviarie non riguardano solo il miglioramento dell’efficienza, ma anche la salvaguardia dell’ambiente per le future generazioni.” I numeri parlano chiaro: nel 2023, l’Interporto di Verona ha lavorato 13.944 treni, movimentando 7,27 milioni di tonnellate di merci e spostando oltre 506.000 camion dalla strada alla ferrovia. Questo spostamento verso la ferrovia ha ridotto le emissioni di CO₂ di ben 506.446 tonnellate, consolidando il ruolo di Verona nella rivoluzione green del trasporto in Europa. Con la Commissione Europea che mira a trasferire un terzo del traffico merci sopra i 350 km su rotaia entro il 2030—e il 50% entro il 2050— l’Interporto di Verona è pronto a soddisfare questi obiettivi. Gasparato osserva: “Siamo pronti a supportare la visione dell’UE di una rete di trasporti sostenibile e incentrata sulla ferrovia. Verona avrà un ruolo fondamentale nel realizzarla.” Per integrare i suoi investimenti ferroviari, il Consorzio ZAI sta promuovendo iniziative lungimiranti come il progetto “Kilometro Verde” lungo l’autostrada A4, vicino alla zona logistica della Marangona. Questo progetto prevede la piantumazione di 6.200 alberi, che assorbiranno oltre 170 tonnellate di CO₂ all’anno, avanzando l’ambizione di Verona per la neutralità climatica entro il 2030. Guardando al futuro, il Consorzio ZAI è concentrato sull’espansione delle capacità e dell’infrastruttura tecnologica di Verona per mantenere il proprio vantaggio competitivo. Tra i progetti chiave, vi è la costruzione di un nuovo terminal di 750 metri in collaborazione con RFI (Rete Ferroviaria Italiana), finanziato dall’UE attraverso il progetto Veneto Intermodal. Progettato per soddisfare gli standard europei per il trasporto ferroviario, questo terminal accoglierà treni più lunghi, veloci ed efficienti, riducendo i tempi di lavorazione e ottimizzando le operazioni. Inoltre, il progetto ambizioso della Marangona—una zona logistica, produttiva e d’innovazione—mira a ridefinire il futuro intermodale della città. Integrando tecnologie all’avanguardia, la Marangona creerà un ecosistema dinamico e green per la logistica e la manifattura. “La Marangona rappresenta più di una semplice espansione fisica dell’area interportuale” sottolinea Gasparato. “Si tratta di costruire un ecosistema d’innovazione che combini logistica, produzione e sostenibilità per plasmare il futuro del commercio globale.” L’interporto di Verona non è solo una storia di successo italiana, ma un punto di riferimento per la logistica a livello mondiale. Essendo uno dei più grandi hub intermodali d’Europa, funge da collegamento cruciale nella catena di approvvigionamento globale, connettendo industrie e persone attraverso un trasporto sostenibile ed efficiente. “Il futuro della logistica è green, digitale e connesso,” afferma Gasparato. “Lavoriamo ogni giorno per garantire che Verona rimanga all’avanguardia di questi cambiamenti, guidando innovazione e sostenibilità in un mercato globale in rapida evoluzione.” Grazie a investimenti continui in tecnologia, sostenibilità e infrastrutture, l’Interporto Quadrante Europa è destinato a rimanere un protagonista chiave nel futuro della logistica europea, plasmando il modo in cui le merci si muovono attraverso i confini e minimizzando l’impatto ambientale.
Verona, 17 Dicembre 2024 – Al via i lavori per il potenziamento del III modulo del terminal di Verona Quadrante Europa attraverso la realizzazione di una quarta gru. L’Interporto Quadrante Europa di Verona si conferma un punto nevralgico per la logistica nazionale ed europea. Con un traffico transfrontaliero che rappresenta il 90% del totale e un costante sviluppo delle sue infrastrutture, il Quadrante Europa, attraverso la realizzazione del terzo modulo, rafforza il suo ruolo di hub strategico lungo i corridoi TEN-T, contribuendo a collegare il Nord e il Sud Europa attraverso il valico del Brennero. Gli interventi previsti, tra cui l’installazione di una quarta gru e la costruzione di due nuovi binari nella zona di stoccaggio, miglioreranno significativamente la capacità operativa del terminal, rispondendo alle crescenti esigenze del mercato. I dati aggiornati al 31 ottobre 2024 evidenziano una ripresa del traffico merci con un incremento del 3,81% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo risultato è il frutto di efficientamenti organizzativi e di una crescente domanda, soprattutto nel mercato nazionale. Negli ultimi 31 anni, il Quadrante Europa ha visto una crescita straordinaria, passando da 6.900 treni movimentati nel 1992 a una media annuale di 15.000 treni, con un incremento complessivo del 117,4%. Il terzo modulo dell’Interporto di Verona – dotato di infrastrutture avanzate come fasci binari da 600 metri e sistemi di movimentazione all’avanguardia – è al centro di un ambizioso piano di potenziamento. Nel breve termine, è prevista l’installazione di una quarta gru per migliorare l’efficienza delle operazioni di carico e scarico, rispondendo alle esigenze di un mercato in crescita. In una seconda fase, verranno realizzati due nuovi binari nella zona di stoccaggio, ampliando ulteriormente la capacità operativa del terminal. Il potenziamento del Quadrante Europa si proietta anche nel futuro con la realizzazione del IV modulo, che includerà sei binari a standard europeo di 750 metri. Questi interventi saranno fondamentali per supportare l’aumento del traffico merci generato dall’attivazione del BBT (Galleria di Base del Brennero) e dai nuovi collegamenti lungo i corridoi ferroviari europei.
Dichiarazione di Matteo Gasparato, Presidente del Consorzio ZAI: “Il Quadrante Europa è la transizione ecologica per eccellenza: nel 2024 il notevole risparmio di traffico su strada ha permesso di evitare l’emissione di 506.446 tonnellate di CO2 e si spostano le merci dai camion ai treni. L’interporto è per sua natura green ed ecologico, grazie proprio alle operazioni di intermodalità tra camion e treni che contribuiscono a ridurre l’inquinamento atmosferico. Il notevole risparmio di traffico su strada, nel corso dello scorso anno, ha permesso di evitare l’emissione di 506.446 tonnellate di CO2 direttamente in atmosfera, la produzione di 443.901 grammi di polveri sottili (PM2,5) e 15.792 kg di NOx. Puntiamo con determinazione a completare lo sviluppo dell’interporto e a renderlo più efficiente e sostenibile.”
Dichiarazione di Christian Colaneri, Amministratore Delegato QETG e Direttore Strategie, Sostenibilità e Pianificazione Sviluppo Infrastrutture di Polo di RFI: “Il potenziamento del III Modulo si inquadra nel più ampio processo di pianificazione degli interventi per lo sviluppo dell’asse del Brennero ed è quindi coerente con gli interventi già in corso di realizzazione sull’asse come il nuovo Tunnel di Base del Brennero e il quadruplicamento della tratta Fortezza- Ponte Gardena. Le previsioni di traffico mostrano che allo scenario di attivazione della nuova galleria del Brennero (2032), il trasporto merci su ferro si svilupperà sull’asse con volumi almeno fino a 150 treni merci giorno e queste infrastrutture rappresentano quanto necessario per consentire di soddisfare tale domanda di trasporto.”
QETG è una società per azioni partecipata al 50% da RFI (Rete Ferroviaria Italiana) e al 50% dal Consorzio ZAI, attraverso un modello che garantisca sinergie tra il Gestore dell’Infrastruttura Ferroviaria Nazionale e il Consorzio ZAI. Questo assetto ha permesso alla società di giocare – sin dalla costituzione avvenuta nel lontano 2005 – un ruolo chiave nello sviluppo del Quadrante Europa, considerato un fiore all’occhiello della logistica italiana, e di ambire – nell’imminente futuro – a delle attività di sviluppo al fine di sostenere l’incremento del traffico merci ferroviario.
Milano Malpensa, 13 dicembre 2024 – Si è tenuto oggi alla Cargo City di Milano Malpensa il Final Event del progetto Pass4Core, [Parking Areas implementing Safety and Security FOR (4) CORE network corridors in Italy], il piano di sviluppo dei parcheggi sicuri in Italia co-finanziato dal programma CEF-Transport della Commissione Europea. L’obiettivo di questo primo progetto è la realizzazione di 1.357 stalli certificati entro il 2025, e di complessivi altri 2.500 con le altre due iniziative in programma.
Un progetto strategico per la logistica, PASS4CORE si inserisce in una strategia più ampia per migliorare la rete di trasporto europea, garantendo aree sicure e ben organizzate lungo i corridoi principali. Questo intervento contribuisce non solo a migliorare la qualità dei servizi offerti agli autotrasportatori, ma anche a sostenere lo sviluppo economico e logistico del territorio circostante.
In questo ambito alla presenza di Attilio Fontana Governatore della Lombardia, di Armando Brunini Amministratore Delegato di SEA Milan Airports, di Alberto Milotti Coordinatore del progetto PASS4CORE di Consorzio ZAI, di Tea Krizan, Project Adviser CINEA è stato inaugurato il nuovo parcheggio sicuro per mezzi pesanti di Malpensa, per migliorare la sicurezza e i servizi nella Cargo City.
Con la realizzazione del primo parcheggio sicuro di un aeroporto SEA Aeroporti di Milano si è impegnata concretamente con i numerosi partner per la sostenibilità e la sicurezza. Il progetto, coordinato dal Consorzio ZAI, prevede un investimento complessivo di 27,5 milioni di euro, con un contributo europeo di 5,5 milioni.
Situato in una posizione strategica, considerato che Malpensa è una delle principali piattaforme logistiche italiane. Occupa un’area di circa 63.000 mq di cui 32.000 mq sono adibiti alla zona parcheggi con 154 stalli dedicati ai veicoli pesanti. Gli accessi saranno controllati grazie a varchi di ingresso e uscita dotati di avanzati sistemi di controllo e monitorati per garantire sicurezza sia agli autisti sia ai mezzi, grazie anche della presenza di un potente sistema di illuminazione a LED. All’interno dell’area parcheggio sono a disposizione 9 stalli con colonnine di ricarica elettrica per mezzi frigoriferi e un edificio di un piano di 800 mq con terrazza panoramica sulle Alpi destinato ai servizi alla persona, con bagni e docce, una guardiania e un’area ristoro con posti a sedere e una zona relax.
I primi step si sono mossi nel giugno del 2023, l’avvio dei lavori preliminari e avvio delle procedure per la gara d’appalto, nell’aprile del 2024 sono iniziati i lavori che si sono appena conclusi.
“Aree di sosta sicure e protette per i veicoli pesanti stanno diventando disponibili lungo la rete stradale italiana grazie all’iniziativa PASS4CORE, mentre due progetti sono sostenuti dalla Commissione europea con 11,5 milioni di euro di finanziamenti del Programma Connecting Europe Facility. Grazie a ciò, sono già disponibili alcune aree di sosta sicure e protette e si prevede che entro la metà del 2025 saranno disponibili per gli autotrasportatori 24 aree di sosta sicure e custodite, creando una rete di soste sicure. La piattaforma digitale sviluppata nell’ambito dell’iniziativa PASS4CORE contribuisce alla facilità d’uso e di accesso a tutte le aree di sosta sicure e custodite in Italia. – Dichiara Tea Krizan, Project Adviser CINEA – La sicurezza è al centro delle politiche di trasporto stradale dell’UE e le aree di sosta certificate sicure e protette ne sono le componenti principali. In questo contesto, l’iniziativa PASS4CORE contribuisce a raggiungere importanti obiettivi dell’UE: migliorare il benessere dei conducenti, ridurre i rischi di incidenti stradali causati dalla stanchezza e ridurre i reati legati al trasporto merci e i relativi danni.”
“Come Consorzio ZAI e come Unione Interporti Riuniti, Associazione nazionale degli interporti italiani, siamo felici di aver contribuito alla nascita di un’iniziativa pluriennale volta ad incrementare il livello di sicurezza per autisti e merci nel nostro Paese, ma soprattutto siamo orgogliosi di aver dato un risvolto sociale al mondo dell’autotrasporto, spesso ingiustamente indicato come il principale ostacolo al trasporto sostenibile delle merci”, afferma Alberto Milotti, dirigente Marketing e Sviluppo di Consorzio ZAI e coordinatore del progetto PASS4CORE
Nel corso dell’evento, è stata sottolineata la forte sinergia con PASS4CORE del progetto Malpensa H2, la nuova stazione di rifornimento a idrogeno verde che verrà realizzata da Edison Next di fronte al parcheggio sicuro per mezzi pesanti di Malpensa e che ospiterà tecnologie e attrezzature all’avanguardia per la produzione in loco e la fornitura di idrogeno verde.
L’impianto, che per la sua realizzazione potrà beneficiare dei fondi PNRR, sarà un punto di riferimento strategico per la diffusione dell’idrogeno verde lungo i principali corridoi di trasporto europei e permetterà a Malpensa di diventare un aeroporto all’avanguardia per la mobilità sostenibile.
L’editore Andrea Crisanti (Ago) ha inviato un appello ai suoi colleghi: per iniziare un ragionamento vero su quanto accaduto a Più Libri Più Liberi dicendo che serve andare oltre Chiara Valerio e iniziare a parlare di cambiamento. Da dove partire? Proprio da questi eventi, completamente sbagliati: crollo delle vendite (si parla di una contrazione tra il 25 e il 40%), librai in rivolta per la scelta delle date (proprio sotto Natale) e il caso Caffo, il filosofo che è stato poi condannato a quattro anni per maltrattamenti e che avrebbe dovuto partecipare alla fiera romana, avendo visto la malaparata aveva deciso di farsi indietro.
Proviamo a ragionare: in una qualsiasi società di qualunque settore, se c’è un responsabile che sbaglia in modo netto, ammettendo le sue colpe e provocando un danno di immagine, chi ha commesso l’errore fa un passo indietro, chiede nuovamente scusa e cerca di lavorare più duramente di prima. La richiesta di dimissioni di Chiara Valerio non è figlia di un desiderio rivoluzionario, di ghigliottine da fine ancien régime. È una richiesta opportuna da parte di chi pensa che non possa essere al suo posto chi invita un imputato per maltrattamenti nell’edizione – come quella dell’anno precedente – dedicata a Giulia Cecchettin. Il dato sostanziale che non sembra però essere messo a fuoco da chi prova a fare benaltrismo su questo fatto è che Valerio è persona intelligente, estremamente intelligente, «sa Diego Bianchi noi i libri li leggiamo, ci costa tanta fatica ma ancora li leggiamo», e quindi non possiamo parlare di errore che può accadere, come minimizza chi non è in grado di prendere una posizione netta. Un errore è sbagliare il programma di un festival perché non si è riusciti a farlo con i tempi, gli autori e le autrici giuste, un errore può essere di tipo organizzativo, ma la natura dell’errore deriva dalla buona fede e da una impossibilità di prevederne le conseguenze. Perché a chi sbaglia si deve sempre poter dire “non potevi sapere, ci hai provato ed è andata male”, un po’ come abbiamo pensato quando, da direttrice di Tempo di Libri, Valerio ha organizzato una fiera i cui unici visitatori erano gli incubi degli editori che vedevano l’investimento fallire miseramente. Una fiera, per chi non lo sapesse, organizzata dai principali gruppi milanesi in antitesi al Salone del libro, i “cattivi” insomma. E quindi, data l’esperienza navigata, come è possibile che Valerio non si aspettasse una reazione quando per anni ha fatto morali, proclami, venduto libri, attaccato politici e figli dei politici, per poi, al momento di fare la cosa giusta, di dire “no, Caffo (o chi per lui) non lo invito perché crediamo alle sorelle e non al primo maschio bianco etero amico mio”, ha totalmente tralasciato questo sentimento che a tutti i suoi lettori e credo soprattutto alle sue lettrici sembrava del tutto scontato? Non ha sbagliato, ha voluto invitare Caffo, ha voluto andare contro questa situazione che certamente si aspettava, perché Valerio è persona intelligente, ma non si aspettava la proporzione, non si aspettava le rinunce, le sottrazioni, non pensava forse che le persone ragionassero con una loro testa e che fossero capaci di discernere, ancora, tra errore e arroganza.
Si parla molto delle mancanze della nostra sanità ma pochi, neppure la Lega, sottolineano un fatto estremamente importante e che risulta collegato al problema degli sbarchi fuori controllo nel Sud e delle frontiere colabrodo a settentrione.
Il problema è che tutta la massa di questa immigrazione verrà presa in carico gratuitamente dal nostro servizio sanitario. Basta andare in un pronto soccorso di un ospedale per osservare il grande numero di extracomunitari che vi vengono curati, spesso senza che neppure abbiano un cartellino sanitario. Parliamo di centinaia di milioni di euro ogni anno. Molti di questi extracomunitari arrivano da Paesi dove è comune il matrimonio fra cugini e questo crea un forte incremento di malattie di origine genetica, che dovranno in qualche modo essere prese in carico dalla nostra sanità.
La reazione delle forze politiche nazionali è quello dello struzzo, ma i soldi alla fine andranno tirati fuori e il Governo li dovrà andare a prendere dalle tasche dei lavoratori. Per questo è da “mondo al contrario” che i nostri sindacati siano così a favore della immigrazione selvaggia, che va tutta a discapito delle classi più povere del nostro Paese.
Donald Trump ha vinto le elezioni negli USA soprattutto per questo motivo: perché la massa degli immigrati del Sud America e i cittadini più poveri americani vengono assistiti gratuitamente a spese della classe media americana, che con il partito democratico al potere si è sentita cornuta e mazziata.
Questo è un avvertimento molto chiaro dal quale dovrebbero trarre insegnamento anche il PD e la CGIL.
Ca’ Rezzonico Sala del trono ritratto di Gianrinaldo di Bartolomeo Nazzari
Gian Rinaldo Carli (Capodistria, 11 aprile 1720 – Milano, 22 febbraio 1795) è stato uno scrittore, economista, storico, filosofo e numismatico italiano, di origine istriana, fu molto celebre nei sui tempi.
Figlio del conte Rinaldo e della nobildonna Cecilia Imberti, entrambi capodistriani, Gian Rinaldo frequenta nella sua città natale l’Istituto Giustinopolitano, oggi liceo-ginnasio che porta il suo nome, rivelando una netta predisposizione sia per le Lettere sia per le Scienze. Quindicenne, verrà inviato a Flambro (oggi frazione di Talmassons), in Friuli, per seguire i corsi di Scienze esatte dell’abate Giuseppe Bini con il quale manterrà una relazione epistolare anche quando, un anno e mezzo più tardi, si trasferirà prima a Modena, dove avrà come maestro Ludovico Antonio Muratori, poi a Verona, dove entra in contatto con Scipione Maffei.
Nel 1738 intraprende gli studi di Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Padova, facendosi subito notare per l’intelligenza e la vastità di cultura tanto da essere ammesso, appena ventenne, nell’Accademia dei Ricovrati. I suoi interessi sono però orientati verso le scienze, la storia e le lettere classiche: di questo periodo sono i saggi l’Aurora Boreale (1738) le Antichità di Capodistria (1741) e l’Indole del teatro tragico antico e moderno 1743). È di quel periodo Osservazioni sulla musica antica e moderna, breve trattato scritto nel (1743, ma pubblicato solo quarant’anni più tardi), che indirizzò all’amico e corregionale, il violinista Giuseppe Tartini.
Nel 1744 viene rappresentato a Venezia un suo dramma mitologico: l’Ifigenia in Tauride. Un anno più tardi le autorità universitarie istituiscono una cattedra di Scienza nautica che affidano al giovane erudito capodistriano.
Trasferitosi a Padova, il Carli resterà fino al 1751, alternando la sua attività di insegnante e di letterato. In quegli anni vengono infatti dati alle stampe alcune importanti opere fra cui: Andropologia, ovvero della società e della felicità, composizione didascalica in parte influenzata dagli ideali illuministi che in quegli anni si stavano diffondendo in Italia e nell’Europa tutta.
I suoi lavori giovanili nascono da interessi sviluppati negli ambienti dotti che aveva avvicinato, e in questi è notevole il proposito di rinnovare la storiografia tradizionale istriarna: nel Della spedizione degli Argonauti in Colco, (Venezia 1745, ma scritto tra il 1739 e il 1743)affronta dibattuti problemi di cronologia, dei quali si era occupato pure Newton, e insieme critica la tradizione secondo cui le cittadine dell’Istria sarebbero state fondate in conseguenza di quella mitica spedizione; nel Delle antichità di Capodistria (in Raccolta di opuscoli scient. e filologici…, XXVIII, Venezia 1743)confuta la tradizione del primato capodistriano sulla penisola, e asserisce che la città doveva il nome al solo fatto di essere situata al capo dell’Istria. La stesura di questa operetta gli dette occasione di farsi conoscere dal Muratori.
Nel 1751, il trentunenne professore pubblica due saggi che costituiranno la base delle sue concezioni economiche in età matura: Dell’origine e commercio delle monete e il Osservazioni preventive al piano delle monete.
Il Carli decide poi di abbandonare l’insegnamento e rientrare nella sua Capodistria natale. La morte della moglie, una nobildonna veneta spentasi di tubercolosi a soli venticinque anni di età (1749) (che egli commemorerà in un toccante manoscritto biografico), la responsabilità di un figlio, restato orfano di madre alla tenerissima età di un anno e mezzo e forse anche la nostalgia per la propria terra, lo spingono a prendere tale decisione. Ma nella città istriana Carli resterà solo due anni, alternando la quieta vita nella dimora paterna a frequenti soggiorni trascorsi a Pola e a Trieste. Nel 1753, le sollecitazioni di amici e conoscenti, unitamente al grande successo e diffusione che stanno ottenendo le sue opere, e principalmente i due saggi di economia recentemente pubblicati, lo inducono ad abbandonare nuovamente l’Istria e a stabilire la propria residenza prima a Milano, poi in Toscana, dove viene dato alle stampe il Saggio politico ed economico sopra la Toscana del 1757. In quest’opera di ampio respiro l’autore, prendendo spunto da situazioni di ambito locale, finisce con l’impostare un discorso di carattere generale sulla produzione della ricchezza in uno Stato moderno e su tutti gli ostacoli (dazi, balzelli, leggi anacronistiche o chiaramente inique, particolarismi locali ecc.) che ne impediscono lo sviluppo. L’incontro fra il pensatore capodistriano e le idee e i fermenti di matrice illuminista che percorrono l’Italia del tempo si realizza in questo saggio pienamente.
In quegli anni (1754-1760) vede la luce anche la sua opera più celebre: Delle monete e delle Istituzioni delle zecche d’Italia, opera monumentale e sintesi di storia, diritto e scienza delle finanze. L’opera, tradotta successivamente nelle grandi lingue di cultura dell’Europa del tempo diverrà essa stessa stimolo per un ulteriore sviluppo degli studi economici e finanziari in molte università italiane e straniere ed esercita ancora influenze sugli studi economici internazionali.
Lasciata anche la Toscana (1758) Carli si trasferisce prima a Venezia per occuparsi dei cospicui beni della defunta moglie, poi, dal 1763, nuovamente in Istria, e, nella primavera del 1765 a Parma. Nell’autunno di quello stesso anno il ministro austriaco Kaunitz-Rietberg gli propone di assumere la presidenza del Supremo Consiglio dell’Economia del Ducato di Milano, entità statuale dominata all’epoca dagli Asburgo.[2]. Lo studioso capodistriano accetta, e, presa una casa in affitto a Milano, svolgerà quest’incarico per ben quindici anni, al termine dei quali si ritirerà a vita privata.
È questo un periodo fondamentale per la sua attività di economista e di saggista. Nel 1765 sul n.2 de Il Caffè esce Della patria degli Italiani un celeberrimo articolo sui difetti e le idiosincrasie degli italiani del tempo. L’articolo, pubblicato sotto forma anonima e per lungo tempo attribuito all’amico Pietro Verri, riveste un’importanza storica decisiva perché verrà ripreso nell’Ottocento e sarà fonte di ispirazione per tanti patrioti italiani di convinzioni liberali. Vi si immagina di una persona anonima che, entrata in un caffè di Milano, venga apostrofata come “forestiera” da Alcibiade un altro avventore, non essendo Milanese, a cui il forestiero ribatterà: “Un italiano in Italia non è mai forestiero”.
Nella seconda metà degli anni sessanta e per tutti gli anni settanta del settecento la sua produzione avrà un’attinenza sempre più stretta all’alto incarico da lui ricoperto vertendo soprattutto su temi di carattere economico-finanziario. Fra le numerose pubblicazioni di questo periodo una menzione particolare va fatta a: Osservazioni preventive intorno alle monete di Milano, le Nuove osservazioni sullo studio delle monete, Del libero commercio dei grani e, in polemica con Pietro Verri, Nuove osservazioni sulla riforma delle monete.
Nel 1780, dopo quindici anni di ininterrotto servizio come uno fra i massimi responsabili della politica economica e finanziaria imperiale nello Stato milanese, Carli rinuncia ad ogni incarico pubblico, potendosi in tal modo consacrare interamente ai suoi studi scientifici, economici e storici. Fra questi ultimi è doveroso citare le Lettere americane (1780) sullo sviluppo delle civiltà precolombiane e le similitudini fra queste e il mondo occidentale. Grande interesse in Italia e all’estero suscitano anche i cinque volumi Delle antichità italiche (1788), opera d’ampio respiro, in cui l’autore tratteggia un’erudita sintesi della storia delle passate grandezze dell’Italia, dagli Etruschi fino al XIV secolo. La rassegna comprende naturalmente anche Istria e Dalmazia, percepite come parte integrante d’Italia e in qualche modo riecheggia i grandi temi cari al Muratori, suo maestro in gioventù. Nel 1794 l’erudito dà alle stampe un polemico libello contro Jean Jacques Rousseau e il suo pensiero: Della disuguaglianza fisica, morale e civile fra gli uomini. Questa sarà la sua ultima fatica letteraria. Pochi mesi più tardi, nel febbraio del 1795, Gian Rinaldo Carli si spegne a Milano (secondo altre fonti, a Cusano, oggi Cusano Milanino) all’età di settantacinque anni, non ancora compiuti.
In politica Carli fu tuttavia un moderato, legato idealmente al pre-illuminismo del Muratori e del Maffei e profondamente influenzato dall’appartenenza a un’aristocrazia, quella istriana, di origine veneto-coloniale, fondamentalmente mercantile e cosmopolita.
Alieno da ideali rivoluzionari, polemizzò ripetutamente con Jean Jacques Rousseau e con lo stesso Verri. La sua indubbia italianità non gli impedì di vedere nella monarchia asburgica e nel riformismo moderato teresiano e giuseppino un fattore di progresso per Milano e gli altri paesi posti sotto il dominio austriaco. Egli stesso si fece portatore di una politica economica e finanziaria non audace, ma efficace, cercando sempre di raggiungere, nella sua veste di Presidente del Supremo Consiglio d’Economia dello Stato milanese compromessi accettabili sia con il governo vicereale che con quello centrale, a Vienna.
Nell’ultima parte della sua vita tuttavia, dopo aver rinunciato al prestigioso incarico che ricopriva, Gian Rinaldo Carli si allontanò gradualmente dal riformismo illuminato che aveva contraddistinto la sua attività di scrittore, economista e uomo politico, per arroccarsi su posizioni sempre più conservatrici. Lo scoppio della Rivoluzione francese e il cieco furore mostrato dai patrioti giacobini nei confronti delle classi aristocratiche determinarono una vera e propria rottura con gli ideali dei Philosophes, testimoniato dal suo ultimo pamphlet contro Jean Jacques Rousseau e lo spirito dei lumi.
Dobbiamo ringraziare uomini come Gian Rinaldo Carli per il progresso filosofico e scientifico che contraddistingue la nostra epoca moderna.
G. Allegri, il Presidente Matteo Gasparato, N.Boaretti, P.L. Toffalori
L’Interporto di Verona (Consorzio ZAI), Gruber Logistics e l’Aeroporto Valerio Catullo aderiscono ad Open Factory ed aprono le proprie porte a curiosi e interessati.
Open Factory è il più importante opening di turismo industriale e cultura manifatturiera in Italia: un’iniziativa che si tiene in presenza e in versione digitale, aprendo le porte delle aziende a chiunque voglia partecipare. Open Factory serve a raccontare le aziende, a rafforzare il legame con le comunità e con i propri collaboratori, a far percepire che anche in un momento di difficoltà le fabbriche e i servizi, elementi fondamentali per il futuro del Paese, sono un valore per tutti.
“La logistica è il collegamento tra domanda e offerta. È il modo attraverso il quale, qualunque bene raggiunge la persona che lo desidera.
Seppur presente in qualunque nostra attività, la logistica resta nascosta e non si comprende il valore che questa esprime. Open factory diventa così un’occasione unica per aprire le porte della logistica a chiunque voglia saperne di più” spiega Marcello Corazzola, Managing Director di Gruber Logistics, che proprio in occasione delle giornate di Open Factory inaugurerà ufficialmente la sua nuova sede di Verona.
Matteo Gasparato, Presidente dell’Interporto Quadrante Europa, spiega inoltre il ruolo strategico giocato dall’Interporto nell’economia Europea “posto all’incrocio delle autostrade del Brennero (direttrice nord-sud) e Serenissima (direttrice ovest-est), nonché all’incrocio delle corrispondenti linee ferroviarie, e in prossimità dell’Aeroporto di Verona-Villafranca, l’Interporto Quadrante Europa permette ogni anno il transito di oltre 8 milioni di tonnellate di merci su ferrovia e 20 milioni di tonnellate su gomma. All’interno dell’Interporto sono oggi insediate oltre 120 aziende con 13.000 addetti (diretti e indiretti) facendone uno dei principali interporti multimodali a livello Europeo”.
Open Factory si terrà nel fine settimana del 23/24 novembre e ha da pochi giorni aperto le iscrizioni.
Le linee di assemblaggio a Warton in Inghilterra sono senza nuovi ordini e il futuro del caccia eurofighter è in dubbio, il che vorraà dire la perdita di lavoro per 100.000 dipendenti in Europa e circa 20.000 in Italia. L’Italia possiede 120 caccia di questo tipo.
Il Typhoon, entrato in servizio nel 2003, è stato sviluppato da un consorzio europeo composto da Regno Unito, Germania, Italia e Spagna. Gli accordi di produzione sono di tipo misto, con il contributo di ogni nazione partner. Airbus Germania fornisce la sezione centrale della fusoliera, Airbus Spagna l’ala destra, BAE Systems la fusoliera anteriore, la pinna e, insieme all’italiana Leonardo, la fusoliera posteriore. Leonardo produce anche l’ala sinistra. I motori gemelli sono costruiti da un consorzio di aziende europee che comprende Rolls-Royce.
Le linee di assemblaggio finale sono quattro. BAE e Leonardo producono l’aereo a Warton, nel Lancashire. Si tratta di una produzione enorme e complessa, che garantisce 100.000 posti di lavoro in Europa, di cui 25.000 nel Regno Unito. Sono coinvolte 400 aziende. Con una vita utile prevista fino al 2060, i nuovi ordini sono fondamentali per mantenere le linee di produzione in movimento.
Finora il Typhoon è stato un successo. Oltre agli acquisti dei membri del consorzio (680 aerei), sono arrivati ordini anche da Austria (15), Qatar (24), Arabia Saudita (72), Kuwait (28) e Oman (12). Il numero elevato di ordini è dovuto in parte al fatto che tutti i progressi dell’avionica e di altre tecnologie sono stati incorporati come aggiornamenti del modello base, garantendo sempre la capacità del Typhoon contro potenziali forze aeree avversarie.
La RAF ha ordinato tre tranche di Typhoon, per un totale di 160 esemplari, i primi solo in versione da difesa aerea, ma successivamente anche in versione da attacco al suolo. L’ultimo ordine della RAF risale però al 2009. È disponibile una quarta tranche che la Germania ha già ordinato. Attualmente il Regno Unito è l’unico membro del consorzio a non avere un nuovo ordine di jet Typhoon.
Il consorzio Typhoon si trova ad affrontare una forte concorrenza, principalmente con l’F-35 statunitense e il Rafale francese. L’Arabia Saudita, ad esempio, che ha speso miliardi di dollari per il caccia Tornado e poi per i Typhoon, oltre che per gli aerei statunitensi, sta ora considerando l’acquisto di 54 Rafale.
Tuttavia, questa non è necessariamente una cattiva notizia per il Typhoon. Come ha sottolineato Paul Beaver, analista veterano della difesa e storico dell’aviazione: “L’Arabia Saudita copre sempre le sue scommesse. Compreranno altri Typhoon”.
Un ordine nazionale non solo soddisferà un requisito militare per la RAF in questi tempi instabili, ma garantirà anche che le competenze vitali necessarie per costruire la prossima generazione di aerei [Tempest] siano mantenute a Warton”, ha scritto. Senza un ordine nazionale per il Typhoon, non ci sarà alcun GCAP a causa della perdita delle competenze necessarie per costruire e far volare gli aerei”.
La Cina ha recentemente presentato il suo caccia Shenyang J-35A. Presenta notevoli somiglianze con il caccia d’attacco congiunto statunitense F-35, anche se non si potrebbe mai definire una copia diretta. È stato presentato questa settimana all’airshow di Zhuhai, nella provincia meridionale del Guangdong.
Ciò significa che la Cina dispone ora di due caccia stealth di quinta generazione – il J-35A e il J-20 – diventando così solo il secondo Paese al mondo a possedere due velivoli così tecnologicamente avanzati. Gli Stati Uniti hanno l’F-35 e l’F-22. La Russia ha solo un caccia stealth, il Sukhoi Su-57, ma ne sta sviluppando un secondo chiamato Su-75 Checkmate.
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