Il Laboratorio del Libro a Verona. 2 giugno, Palazzo Carlotti

Il Laboratorio del Libro a Verona. 2 giugno, Palazzo Carlotti

Questa è una splendida iniziativa ideata e attuata del consigliere comunale Andrea Bacciga, e nella quale ha profuso tutte le sue energie.

Dalle ore 10  alle 22.30 del 2 giugno 2022 si terrà il Laboratorio del Libro, nella splendida cornice di Palazzo Carlotti,  in Via Cavout N.2,  a 20 metri da Portoni Borsari. Tale imponente palazzo fu commissionata da Gerolamo Carlotti a Prospero Schiavi verso il 1665.

Varie case editrici indipendenti esporranno i propri libri e vi saranno molti i relatori d’altissimo livello.  Alle 10.30 parlerà Francesco Borgonovo, vice direttore della Verità, che aprirà i lavori, a fianco di Andrea Bacciga. Alle 11 prenderà la parola Franco Nerozzi, che presenterà il suo ultimo libro “Nascosti tra le foglie” pubblicato da Altaforte. Enzo Cipriano ricorderà poi i suoi 40 anni di attività come editore della casa editrice Settimo Sigillo.

Nel pomeriggio Sara Bettin presenterà il suo libro “Aspettando che arrivi la sera”. Lamberto Amadei per Eclettica parlerà del suo “Era notte da un pezzo”. Alle 17 sarà la volta di Francesco Maria Agnoli con Nicolò Dal Grade “Napoleone e la fine di Venezia” il Cerchio. Per le 18 è in programma “Lazarus e la battaglia di Lepanto” di Fabrio Ragno, Altaforte. Daniele Dall’Orco, alle 19 dirà del suo “Le città divise. In viaggio dove i muri sono ancora realtà” Idrovolante editore.

Di sera avremo una chiusura con il botto: Fausto Biloslavo parlerà della guerra, dato che è appena tornato dall’Ucraina, da dove ha riportato i fatti e non le opinioni, come purtroppo fanno in molti, con risultati disastrosi.

Questa è la lista delle case editrici indipendenti che hanno aderito alla chiamata di Andrea Bacciga:

 

ALTAFORTE

IL CERCHIO

ECLETTICA

FERROGALLICO

GINGKO

IDROVOLANTE

SETTIMO SIGILLO

PASSAGGIO AL BOSCO

VITA NOVA

 

 

Un Nuovo straordinario Film con Anthony Hopkins sta per uscire: ZERO CONTACT

Un Nuovo straordinario Film con Anthony Hopkins sta per uscire: ZERO CONTACT

Questa settimana uscirà al cinema un film diverso da tutti gli altri e, francamente, molto interessante sotto a diversi punti di vista. E’ stato magistralmente interpretato da Sir Anthony Hopkins e abbiamo potuto dare uno sguardo al film, con una clip estesa rilasciata oggi e che vede l’attore contemplare una serie di diversi punti di vista sugli esseri umani, sulla condizione umana e sulla nostra esistenza su questo pianeta, passata e futura.

Finley Hart è un eccentrico genio a capo di una grossa società di ricerca dati. Alla sua morte, cinque ricercatori, fra i quali suo figlio, vengono contattati da un’entità sconosciuta, come se fosse la mente di tutti i computer funzionanti, una sorta di Al di 2001 Odissea nella Spazio, capace di viaggiare nel tempo. La sua presa di contato viene seguita da una serie di eventi terrificanti, che però mettono i cinque nella necessità di usare i poteri dell’entità per entrare nel tempo oppure di uscirne.

Il film è girato uno sfondo stranamente surreale che ci è familiare (il lock down durante la pandemia), con uno strato di tensione subliminale che è difficilmente spiegabile. Nella clip di Zero Contact vediamo Anthony Hopkins seduto in quella che sembra essere una galleria d’arte, con l’attore al pianoforte che suona una melodia. Hopkins fornisce anche una voce fuori campo intitolata “Life is Strange” che parla di come siamo fatti, ma anche di come siamo stranamente fuori controllo sia per quanto riguarda il nostro esseri umani, che per quanto riguarda il nostro destino nel mondo.

Zero Contact è un film molto diverso per una serie di ragioni, due delle quali hanno a che fare con la produzione e con la distribuzione. Per cominciare, il film, diretto da Rick Dugdale, è stato girato durante l’apice della pandemia di Covid-19, con Anthony Hopkins e altri attori catturati tramite Zoom. Il concetto di “zero contact” si riferisce, in modo non secondario, alla tempistica dell’opera, evidenziando la natura isolazionista di questo periodo della nostra vita. Ma si tratta anche di elementi di viaggio nel tempo, con gli “agenti” che cercano di risolvere un mistero legato alla morte di Finley Hart, interpretato da Hopkins.

L’altro aspetto del film, che rende Zero Contact diverso, è che è stato originariamente distribuito come NFT. Alla fine, i diritti complessivi sono stati acquisiti dalla Lionsgate.

L’84enne Anthony Hopkins è una delle leggende viventi di Hollywood, essendo stato al top della sua professione per decenni. Ma questo non sarà il suo ultimo film. È previsto che reciti anche in The Son, con Hugh Jackman, in uscita a fine anno. E reciterà anche in L’ultima seduta di Freud, attualmente in fase di pre-produzione. Inoltre, questa non è l’ultima volta che vedremo Zero Contact, visto che sono previsti due nuove uscire che seguiranno questo film.

Come vari scienziati hanno già indicato, il maggior pericolo per l’umanità non è dato dalla proliferazione atomica, o dai virus ma piuttosto dal crescente strapotere dell’intelligenza artificiale, che potrebbe decide di terminare l’uomo, ritenendoci ormai superflui.

 

 

Ridanio Menini, grande artista di Quinzano

Ridanio Menini, grande artista di Quinzano

 

Sabato mattina, mia moglie Donatella e io, abbiamo visitato l’artista Ridanio Menini, incontrandolo dentro alla sua bottega. Questo suo rustico studio si trova dietro al vecchio municipio di Quinzano, in provincia di Verona. Ci siamo arrivati a piedi, nel sole abbacinante, passando davanti alla Via Crucis di Domenico Zangrandi (1928-1999), il suo maestro. A sinistra si vede murata la stele che commemora l’ingegnere Enrico Bernardi (1841-1919), illustre quinzanese e inventore dell’automobile (scusate se è poco). Dietro all’edificio si apre una piazzetta riparata che, pur essendo affollata di auto, con edifici che necessitano di manutenzione, è un’oasi di serenità.

Quinzano è bellissima, ma lo sapranno i quinzanesi? Si trova incastonata alla base delle colline di Quinzano, ed è tutta fiorita. Lo sapranno di vivere in Paradiso?

“Dove sarà lo studio del maestro?” ci chiediamo. Scrutiamo i quattro lati della piazza, ed eccolo là, lo scorgiamo, seduto alla sua tavolo, al primo piano di un’abitazione con le finestre spalancate.

Ci scorge e c’invita a salire. Mi torna in mente un celebre dipinto cinese del XIII secolo, che s’intitola ‘Visitando Dai Kui in una notte nevosa’ illustra l’amicizia fra due intellettuali. Uno dei due, Wu Hui, di notte, decide di risalire il fiume sotto alla neve per parlare al suo amico Dai Kui. Il barcaiolo che lo trasporta risale la corrente per un’ora e, a un certo punto, scorgono le finestre illuminate della casa di Dai Kui. Alzandosi in piedi, Wu Hui ordina al barcaiolo di tornare indietro. Questo significa che il piacere sta nel viaggio e nel pensiero di conversare con l’amico, ancora più che incontrarlo, disturbarlo o altro.

Entriamo nella sua bottega e ammiriamo i suoi quadri. Penso che davvero i quinzanesi non sanno quanto bella sia Quinzano e anche ignorano di avere un artista fra di loro. L’umiltà è un segno della sua grandezza. Quadri luminosi e sereni, paesaggi e ritratti con un fondo di sabbia e con colori a olio. Non usa colori acrilici.

Ognuno di noi ama certe cose in un artista, più che altre. Fra i suoi quadri io amo di più i paesaggi spatolati, perché c’è tutto Ridanio lì, tutta la sua soavità e il suo istinto per il bello.

Spero proprio che i quinzanesi aprano gli occhi: che si rendano conto di vivere in un bellissimo borgo e che c’è una perla nel loto, come direbbe Wu Hui, l’amico di Dai Kui.

Angelo Paratico

Ripensare alla Copertura dell’Arena. Sboarina mostri coraggio.

Ripensare alla Copertura dell’Arena. Sboarina mostri coraggio.

 

Il sindaco Sboarina aveva rinunciato alla copertura dell’Arena, visto il parere negativo della Sovraintendenza.

Ebbene ci auguriamo che con il nuovo mandato ripenserà al progetto, perché una copertura (velarius) i romani l’hanno sempre usata per proteggere gli spettatori dal sole e dalla pioggia.

Una copertura permetterebbe l’uso dell’Arena per dodici mesi all’anno, con un notevole profitto per l’economia cittadina.

Risale al primo febbraio 2017 l’annuncio del progetto vincitore insieme al secondo e terzo classificato del Concorso internazionale di idee lanciato nel 2016 dal Comune di Verona alla comunità internazionale di architetti ed ingegneri. Quello dei tedeschi Gmp Architekten in associazione con SBP (schlaich bergermann partner) aveva colto nel segno riuscendo a – riprendendo le parole scritte nel bando del concorso – a «fare una sintesi tra qualità e coerenza della soluzione architettonica funzionale e ambientale; reversibilità della soluzione proposta e compatibilità con le strutture dell’Arena; compatibilità con gli aspetti di sicurezza e capienza dell’Anfiteatro; tipologia dei materiali proposti; componente tecnologica degli impianti».

Il progetto prevedeva un anello perimetrale poggiato sul bordo superiore dell’Arena per raccogliere i teli di copertura, disposti su un solo ordine di cavi, consentendo un rapido mutamento di assetto da aperto a chiuso. La proposta, riprendendo le parole dei progettisti, si assicurava di «presentare margini di miglioramento per quanto riguarda i collegamenti della copertura con le strutture in sommità dell’Arena, collegamenti che nella configurazione attuale incidono sulle strutture dell’Anfiteatro».

La Sovrintendenza invece, al termine di un percorso di valutazione durato un anno e mezzo, aveva giudicato troppo invasiva la presenza dei sostegni verticali per il velario e ritenuto che il progetto non tiene conto del sistema complesso dell’Anfiteatro, producendo anche un’alterazione visiva del monumento, invadendo le strutture storiche per la creazione dei sostegni delle intelaiature.

Si potrebbero rivedere uno o più degli 84 progetti presentati e selezionare quello ancor meno invasivo e più efficiente. Esortiamo Federico Sboarina, durante il suo secondo mandato, a mostrare coraggio. Con la guerra in Ucraina e il post pandemia bisognerà esplorare vie nuove per il bene della città e della Nazione.

 

LA SINISTRA OKKUPA IL SALONE DEL LIBRO DI TORINO

LA SINISTRA OKKUPA IL SALONE DEL LIBRO DI TORINO

Reduci dalla London Bookfair e prossimi espositori della Frankfurt Messe, abbiamo deciso, come Gingko Edizioni di Verona, di boicottare il Salone del Libro di Torino, che ormai ci pare ridotto a un serraglio della sinistra italiana asservita aglu usurai e al loro pensiero unico, irrimediabilmente votata a eliminare tutte le voci critiche e originali.

Ma se manca l’antitesi alla tesi, come potrà mai sorgere la sintesi?

L’amico Massimo Mariotti ha espresso il suo dissenso per questa vera e proprio esproprio della “cultura” da parte di esponenti del PD e dei loro sodali di sinistra.

“Il Salone del libro di Torino appena conclusosi è ormai un festival ormai politicizzato e decisamente poco originale. Ormai ridotto a un ritrovo culturale della sinistra italiana più o meno moderata con le solite noiose parole d’ordine” ha dichiarato.

“Fa sempre piacere leggere del successo di un evento culturale in un paese il cui governo annuncia di togliere fondi alle scuole invece che di aumentarli – commenta Mariotti – tuttavia purtroppo, anche quest’anno il festival si è visto come un ritrovo culturale della sinistra italiana più o meno moderata con le solite noiose parole d’ordine: inclusività, accoglienza, stop alla guerra, sostenibilità, etc etc… Tutte questioni nobili certo – continua Massimo Mariotti – ma che poi, nei fatti di anni di potere e di gramsciana egemonia culturale della sinistra nel nostro paese non hanno MAI portato a risultati concreti e benefici per i cittadini”.

Difficile dargli torto, ecco un estratto preso da il Giornale, scritto dal sempre ottimo inviato Luigi Mascheroni.

TUTTO A SINISTRA!
Ieri l’intellighenzia più bella e democratica, la Sinistra di festival e di potere, ha fatto percorso netto. Dalle ore 10 in avanti, in ordine sparso fra tre padiglioni e l’Oval, si potevano ascoltare: Massimo Recalcati, Loredana Lipperini, Umberto Galiberti, Mario Calabresi, Altan e Luca Bottura, Andrea Cortellessa, Marino Sinibaldi, Rula Jebreal («Ho detto NO!»), Erri De Luca, Massimo Giannini, Umberto Galiberti (ancora), Michele Serra, Teresa Ciabatti, Chiara Tagliaferri (è la moglie di Nicola Lagioia), Sandro Veronesi, Lidia Ravera, Loredana Lipperini (ancora), Beppe Severgnini, Veronica Raimo (la sorella di Christian Raimo), Zerocalcare, Massimo Giannini, Marino Sinibaldi (ancora), il ministro degli Esteri Luigi Di Maio (in visita privata), Fabrizio Gifuni, Gianrico Carofiglio, Cecilia Strada (figlia di), La rappresentante di lista, Massimo Gramellini (e tre), l’ala ultradestra della Sinistra Travaglio-Gomez-Barbacetto, Loredana Lipperini (e quattro), Walter Veltroni (in sala Rossa) e Laura Boldini (in sala Bianca). Sono le 19,30. Ed è abbastanza.

 

Angelo Paratico

Maddalena Morgante, il volto giovane della Destra Veronese

Maddalena Morgante, il volto giovane della Destra Veronese

Maddalena Morgante si è fatta ben conoscere in Veneto per la sua dinamicità e per il suo impegno a favore della famiglia. Battagliera e preparata, viene da molti vista come il futuro sindaco di Verona nel 2027, dopo la già quasi certa riconferma di Federico Sboarina, sindaco uscente. La sua competenza le è valsa la nomina da parte di Fratelli d’Italia alla carica di responsabile  alle “Pari Opportunità e Famiglia” per tutto il Veneto.

La intervistiamo in Piazza Bra, presso all’Arena, durante una pausa del suo lavoro di avvocato.

Come va la campagna elettorale? La tua elezione in consiglio comunale vien data per sicura da molte persone alle quali abbiamo parlato, a cosa punti?

Verona è ad un bivio: può continuare a crescere, può guardare al futuro, può diventare nuovamente attrattiva per nuove imprese, nuove famiglie oppure può tornare indietro, rimandare indietro le lancette dell’orologio. Per questo motivo ho scelto di candidarmi alle prossime elezioni del 12 giugno per il Consiglio Comunale di Verona. Il Consiglio ovvero la casa della democrazia scaligera, dove si possono decidere le scelte più importanti per la nostra Comunità e dare una mano affinché l’azione di governo risulti la più efficace per tutti noi. Comunque, punto a contribuire, con il mio più grande impegno, al migliore risultato di Fratelli d’Italia.

Qual è il tuo programma per Verona?

Il mio programma lo riassumo in tre punti.

La Famiglia
Non è più un tema da campagne elettorali, ma è una vera e propria emergenza come evidenziano tutte le statistiche: abbandonata a se stessa, la famiglia italiana e veronese non cresce più, non si generano più figli. Dobbiamo agire subito, e a tutti i livelli. A Verona dobbiamo insistere: ancora più servizi per accudire i bambini; ancora più risorse per le mamme e i papà in difficoltà economica; nuovi spazi per far giocare i bambini; precedenza ai nuclei famigliari più numerosi. Molto è stato fatto in questi cinque anni. Completeremo l’opera!

I Giovani
Li abbiamo tenuti bloccati davanti ad uno schermo; li abbiamo lasciati soli a gestire il delicato passaggio dalla fanciullezza all’età adulta; li abbiamo abbandonati nelle strade senza offrire un’alternativa. Abbiamo scaricato sui nostri ragazzi il peso della pandemia. Oggi, dobbiamo rimettere le cose a posto: più spazio allo sport nelle scuole veronesi di ogni ordine e grado; ancora più sostegno alle società ed alle associazioni sportive che educano ai valori dello sport; maggiore coinvolgimento nella vita pubblica attraverso il volontariato; borse di studio per sviluppare le proprie passioni o per completare un percorso di formazione (anche sportivo)…Verona, con la forza delle Istituzioni e del terzo settore, può cambiare le giornate e le prospettive dei nostri giovani.

Il Volontariato

Questa è la grande forza di Verona: migliaia di persone dedicano parte del loro tempo agli altri: nella protezione civile, nell’assistenza, nella formazione, nello sport, nella tutela dei più deboli. Questa forza va aiutata a crescere, a rafforzarsi, a specializzarsi, per rendere l’anima della Città più forte e salda. Il volontariato veronese è una risorsa di tutti, è una delle caratteristiche della nostra Comunità. Aiutiamolo a crescere ancora!

Quali soluzioni suggerisci per risolvere i problemi di viabilità, decoro urbano e per il nostro negletto aeroporto?

La Giunta Sboarina ha scelto di investire sulle grandi realtà economiche di Verona – Fiera, Arena, Aeroporto – per avere tre “motori” pronti per la ripartenza. Verona ha un potenziale enorme: dobbiamo concretizzarlo, mettendo in rete la forza delle partecipazioni del Comune di Verona nell’economia: un tesoretto che può garantire nuova crescita

Col progetto di “central park” a Porta Nuova e la variante 29 per riconvertire le aree abbandonate, la Giunta Sboarina ha messo in campo una mole di investimenti sulla città come mai prima. E, soprattutto, ha indicato la strada: più verde, più parchi urbani per combattere l’effetto serra, maggiore coesione delle strutture private con le esigenze dei cittadini dei nostri quartieri.

La crisi energetica avrà un forte impatto su famiglie e industrie. Cosa possiamo fare? 

La fusione tra Agsm – aim portata a termine dalla giunta Sboarina , e finora mai concretizzata da altri, ha consentito di generare utili tali da essere re-distribuiti alle fasce di popolazione più in diffiicoltà. Una Società (AGSM-AIM) già da tempo è improntata su una linea “Green”. Gli investimenti, realizzati e programmati per i parchi eolici e fotovoltaici, contribuiranno pesantemente alla riduzione del consumo di carburanti fossili, riducendo al massimo l’acquisto di gas dall’estero e la riduzione della CO2.

 

Massimo Mariotti loda Acque Veronesi per il l’intervento a Veronetta

Massimo Mariotti loda Acque Veronesi per il l’intervento a Veronetta

“Un altro progetto importante, esempio di una politica concreta e vicina ai cittadini”: così Massimo Mariotti, candidato al consiglio comunale per Fratelli d’Italia, commenta il recente piano di Comune e Acque Veronesi per contrastare agli allagamenti a Veronetta.

“Questa è un’ottima notizia e una soluzione definitiva contro agli allagamenti nel quartiere di Veronetta: il progetto per il rafforzamento del sistema di raccolta delle acque piovane nei punti critici di via XX Settembre, via Mazza e via Campofiore metterà la parola fine ai disagi e ai problemi del quartiere, particolarmente colpito dagli allagamenti in presenza dei forti acquazzoni degli ultimi anni.”

“Realizzando a monte di via Museo una nuova condotta per captare il carico proveniente da Porta Vescovo e convogliandolo direttamente in Adige, consentirà di alleggerire mediante sfioro anche il collettore 8M con un nuovo scarico nel fiume, rafforzando del sistema di raccolta delle acque piovane. Si tratta di un intervento di fondamentale importanza se si considera che negli ultimi anni questa zona della città è stata particolarmente colpita dagli allagamenti a causa di un sistema di raccolta troppo vecchio, al quale non sono mai stati previsti interventi di miglioramento sostanziale dalle amministrazioni precedenti”. – continua Mariotti.

Conclude Mariotti: “Faccio i miei complimenti al Sindaco, che ancora una volta si conferma vicino ai cittadini e dimostra di occuparsi dei problemi pratici della città, a differenza di certi candidati che perdono tempo a gettare fango sull’operato di questa amministrazione e, nonostante abbiano avuto l’opportunità di governare per molto tempo Verona, non hanno i necessari interventi per il miglioramento e la crescita della città”.

Servono fatti, non chiacchiere, perché con la pandemia e la guerra in Ucraina ci fanno scivolare verso tempi difficili, ed è indispensabile focalizzare gli interventi, per non sprecare energie e risorse.

 

 

 

 

 

Ordine nei libri o ordine nella casa?

Ordine nei libri o ordine nella casa?

Le due cose sono in apparente contrasto, questo è innegabile.

Avete mai udito la volgare accusa: “Se ti siedi su tutti i libri che hai letto, ti troverai con il culo per terra”?

Ebbene, visitate la casa di tale culoterrista e scoprirete che il più delle volte è pulita, ordinatissima e perfettamente razionale.

Mancando le finanze per mantenere un maggiordomo e una serva, ogni intellettuale si trova di fronte a tale dilemma: decidere se tenere in ordine la casa, con gli elefantini d’argento lucidi e le cornici orientate giuste e ben spolverate, oppure impiegare ogni minuto libero per tentare la missione, quasi impossibile, di arrivare a leggere tutti i libri che val la pena di leggere – forse qualche migliaio – e poi rileggere più e più volte la dozzina di libri che val la pena di memorizzare e sui quali meditare? Sant’Agostino, uno degli uomini più colti mai esistiti, non può aver letto più di 200 libri, come del resto Leonardo Da Vinci.

Tale problema è difficilmente risolubile, mancando il necessario supporto monetario, e porta via molte energie ai grandi lettori.

Massimo Mariotti scende in campo con il sindaco uscente, Sboarina.

Massimo Mariotti scende in campo con il sindaco uscente, Sboarina.

Massimo Mariotti ha sciolto le riserve, annunciando la sua partecipazione alle elezioni comunali del 12 giugno nella Lista Sboarina. L’annuncio è stato dato oggi al Liston 12, alla presenza del sindaco Sboarina, del on. Ciro Maschio e di amici, sostenitori e giornalisti. La cerimonia è stata breve e concreta, coerentemente con il suo carattere.

“Ho voluto dare ancora una volta – ha detto Mariotti- il mio contributo alla vittoria del centrodestra schierato con Federico Sboarina che merita di essere rieletto”.

Nei giorni scorsi Mariotti è stato riconfermato alla presidenza della Serit, società partecipata dell’Amia che opera nel campo della raccolta dei rifiuti. Nel 2017 optò per quel incarico dimettendosi dal Consiglio Comunale dov’era stato eletto con il massimo dei voti per Fratelli d’Italia. Nel corso della sua carriera politica è stato sia consigliere che assessore, ma anche presidente dell’AMT, Acque Veronesi e nel cda del Consorzio Zai, di cui è tuttora membro del consiglio direttivo. Pochi giorni fa è stato prosciolto in tribunale da una accusa strampalata che lo vedeva imputato di apologia di fascismo, ma senza alcun riscontro reale.

Ex ufficiale dei Carabinieri paracadutisti, Mariotti non è affatto il classico uomo politico, ma un politico capace di ben governare e ben amministrare, un uomo coraggioso e capace di mantenere sempre la parola data.

 

 

Massimo Mariotti è stato assolto. Non esiste reato, la collettività paga per il protagonismo di certa sinistra.

Massimo Mariotti è stato assolto. Non esiste reato, la collettività paga per il protagonismo di certa sinistra.

 

Sarebbe bastato consultare i sacri testi della legge per bloccare sul nascere la querela nei confronti di Massimo Mariotti, presentata da Aned Verona, Rifondazione Comunista e Info-spazio 161. Se il reato non esiste è inutile far perdere tempo ai magistrati, già oberati di lavoro. Ma per certi soggetti l’accusare gli altri di fascismo pare essere l’unica prova tangibile della propria esistenza.

“L’unica Repubblica è quella sociale” aveva postato, fra il serio e il faceto, il presidente della SERIT sulla sua pagina Facebook durante la campagna elettorale del giugno 2020.  Questo era bastato per far scattare l’indignazione nei querelanti. Fortunatamente qui possiamo parlare di giustizia che funziona, sgombrando il campo prima che i cittadini veronesi vengano chiamati a decidere per le prossime votazioni amministrative. Ricordiamo che Mariotti sarà nuovamente in lizza per le comunali del 12 giugno 2022, con Fratelli d’Italia.

Il PM aveva chiesto addirittura 8 mesi di carcere e 400 euro di multa per “apologia di fascismo”. Invece il giudice Paola Vacca, accogliendo l’istanza della difesa, lo ha mandato assolto, facendo notare che secondo la legge il reato non esiste. Il giudice ha aggiunto che la frase incriminata di Mariotti altro non era che uno slogan elettorale, una battuta, non un tentativo di riorganizzare il defunto Partito Fascista. Ha basato questa sua affermazione citando una sentenza della Corte Costituzionale N.1 del 1957, secondo la quale non è sufficiente “la mera difesa elogiativa del fascismo” per trasformarsi in un reato, lo diventerebbe solo se accompagnata alla fattiva “riorganizzazione” del PNF.