Il nuovo libro di Francesco Giubilei: L’Italia dei Conservatori

Il nuovo libro di Francesco Giubilei: L’Italia dei Conservatori

(Angelo Paratico) L’ultimo libro di Francesco Giubilei intitolato: “L’Italia dei Conservatori. Storia del conservatorismo italiano dall’antica Roma al governo Meloni” pubblicato dall’editore Giubilei Regnani nell’aprile del 2025, è davvero qualcosa di imperdibile. Si tratta di un compendio del conservatorismo storico e politico che include tutte le civiltà sviluppatesi sulla penisola italica. Ben prima della creazione della nazione Italia.
Giubilei è direttore scientifico della Fondazione Alleanza Nazionale e presidente della fondazione Tatarella, nonché del thinktank (pensatoio) Nazione Futura. Giubilei è un volto noto, un giovane studioso che partecipa spesso a dibatti televisivi e che non si sottrae mai a discussioni difficili, comportandosi sempre con coraggio.
Le sue ricerche sono davvero originali e fondate sui fatti e i documenti, che dunque sfatano la vecchia nozione che il conservatorismo abbia avuto origine in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, con la pubblicazione delle Riflessioni sulla Rivoluzione Francese di Edmund Burke del 1790.
Dopo aver ben chiarito le differenze fra liberalismo e conservatorismo, Giubilei inizia ad analizzare le civiltà preromane e la Repubblica Romana. La quantità di dati, citazioni e nozioni che vengono riportate in queste pagine è davvero imponente. Si passa poi ad analizzare il Medioevo Cristiano, spogliandolo dalle tenebre gettate su questo brillante periodo storico dalla storiografia illuminista. Questo è il periodo da me preferito, che da sempre stimo e leggo Sidonio Apollinare e Severino Boezio. Come l’Autore penso che il medioevo sia stata: “l’età sacra delle origini del popolo italiano” per usare la celebre espressione di Chateaubriand.
Si passa poi ad analizzare l’impatto avuto dalla Serenissima (fondata nel 697 e chiusa violentemente il 12 maggio 1797) sulla formazione del pensiero conservatore italiano. Giubilei scrive, prevedendo l’obiezione dei lettori: “Perché soffermarsi sulla Repubblica di Venezia in un libro dedicato al conservatorismo italiano? La risposta è presto detta: a partire dal suo ordinamento e dalla struttura di governo, Venezia è stata uno straordinario esempio di sistema gerarchico in grado di rappresentare un ponte tra il mondo occidentale e quello orientale”.
Segue poi una profonda analisi del grosso spartiacque che rappresenta la tragica e feroce Rivoluzione Francese, dalla quale la gran parte dei mali del mondo moderno discendono, e qui dobbiamo contraddire il vecchio primo ministro cinese, Zhou Enlai, il quale rispose, quando un giornalista gli chiese della Rivoluzione Francese: “E’ troppo presto per parlarne”. Invece bisogna parlarne oggi per chiudere quel tragico capitolo della storia umana, che ci portò direttamente dentro la Rivoluzione Bolscevica.
Passando rapidamente al Novecento si approda infine ai giorni nostri, alla attualità del momento, che assume un colore nuovo agli occhi dei lettori dopo essere stati illuminati da tanto remoto passato e ci torna in mente il vecchio detto medievale che: “Siamo scimmie sulle spalle di giganti”.

 

Si potenziano i collegamenti tra il Texas e l’talia grazie all’ American Airlines : Inaugurato il volo diretto Dallas (DFW)Venezia.

Si potenziano i collegamenti tra il Texas e l’talia grazie all’ American Airlines : Inaugurato il volo diretto Dallas (DFW)Venezia.

 Da sinistra : Jim Moses, Antonio Iocchi, Jay Lombardo, Massimo Mancini, Rich Ashlyn, Bishop Burns, Mauro Lorenzini, Vincenzo Arcobelli, Jennifer Acevedo, Richard Gussoni, Angela Di Maio, Gondoliere.

E’ appena arrivato a Venezia da qualche ora il volo American Airlines 130 partito dall’aeroporto di Dallas/Ft Worth ( DFW) giovedì 5 Giugno.

All’inaugurazione hanno partecipato in numerosi. Jim Moses Senior VP American Airlines DFW airport operation
nel suo discorso ha evidenziato che la compagnia aerea ha potenziato i collegamenti con il maggior numero di nuove rotte rispetto alle altre compagnie aeree, soprattutto con destinazione Europa, e che la partnership con la gestione dell’aeroporto di DFW è fondamentale, infatti nel 2024 sono transitati 88 milioni di passeggeri.
Il Vice presidente esecutivo dell’aeroporto di DFW, Ken Buchanan ha confermato dell’ importanza della partnership con American airlines, dell’espansione dell’aeroporto raggiungendo numeri record di passeggeri, tra i più alti negli Stati Uniti e al mondo .

Il Console generale d’Italia a Houston, Mauro Lorenzini, ha infornato sui dati dei cittadini residenti , e del numero di aziende che operano in Texas, apprezzando gli investimenti e l’interesse crescente da parte dell’ American Airlines e dell’aeroporto di DFW, consentendo una intensificazione non solo di turismo verso l’Italia che nel 2025 rispetto al 2024 è aumentato di quasi 11% grazie a questi collegamenti diretti.

Il Rappresentante del Consiglio Generale degli Italiani all’estero Vincenzo Arcobelli, dopo aver ringraziato la responsabile dell’evento inaugurale Jennifer Acevedo per l’ottimo lavoro svolto, i suoi collaboratori, il comandante con i membri dell’equipaggio del volo 130 per Venezia, il personale di terra, il management per aver avuto a distanza di 8 anni dal primo volo dal Texas a Roma, la visione di aggiungere dal più grande hub dell’American Airlines, per un totale di 3 voli diretti per l’Italia, ha menzionato la presenza della delegazione presente composta dal console onorario d’Italia a Dallas Richard Gussoni, dal rappresentante del Comites Antonio Iocchi, e dal presidente della Sicilian American Association in Texas Jay Lombardo, in aggiunta ai connazionali Angela Dimaio e Massimo Mancini managers della compagnia americana.

“Il nuovo volo diretto e’ molto significativo rappresenta un’opportunità per migliorare l’accessibilità, promuovere il turismo e rafforzare i legami economici tra Italia e Stati Uniti, offrendo ai passeggeri maggiore comodità e un’esperienza di viaggio di qualità, e avvicina sempre di più e sotto tutti i punti di vista l’Italia al Texas e viceversa.
La comunità Italo americana apprezza ed è grata certamente per questo nuovo volo diretto”.

Infine, il Vescovo della diocesi di Dallas, Edward Burns, con un discorso toccante, ha poi dato la benedizione per il volo per Venezia , l’equipaggio e tutti i partecipanti all’ultimo evento .

La cerimonia si è conclusa con il taglio del nastro inaugurale e “il nessun dorma” cantata da un gondoliere.

Da sinistra : Il vescovo Burns, Richard Gussoni, Mauro Lorenzini, Vincenzo Arcobelli, Jay Lombardo, Antonio Iocchi.

 

 

ZONIN1821 E AIS: UN’ALLEANZA STRATEGICA PER PROMUOVERE L’INNOVAZIONE E LA FORMAZIONE NEL MONDO DEL VINO E DELL’OLIO

ZONIN1821 E AIS: UN’ALLEANZA STRATEGICA PER PROMUOVERE L’INNOVAZIONE E LA FORMAZIONE NEL MONDO DEL VINO E DELL’OLIO

In occasione della XV edizione della Giornata Nazionale della Cultura del Vino e dell’Olio, promossa dall’Associazione Italiana Sommelier, sono state premiate a Roma presso il Ministero dell’Istruzione le scuole vincitrici delle borse di studio AIS. Questo evento si è svolto con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione e del Merito, del Ministero della Cultura e del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.

“Questa edizione della GNCVO si è tenuta presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito, il luogo più adatto per discutere di giovani e formazione, due argomenti cari anche ad AIS. Le borse di studio premiate sono un riconoscimento per cinque istituti scolastici che si sono distinti nella promozione della cultura del vino e dell’olio come strumenti di crescita, innovazione e futuro sostenibile.”
Sandro Camilli – Presidente di AIS

Il Presidente AIS Sandro Camilli, Giuseppe Baldassarre del Comitato Tecnico Scientifico di AIS e il Presidente del Gruppo ZONIN1821 Domenico Zonin hanno premiato le 5 scuole vincitrici:

_ Istituto Alberghiero Mediterraneo, Pulsano (TA);

_ IIS Basile-Caramia-Gigante, Locorotondo (BA);

_ IIS San Benedetto di Cassino (FR) (Indirizzo Accoglienza Turistica ed Indirizzo Alberghiero);

_ Istituto Professionale di Stato per i Servizi di Enogastronomia;

_ Ospitalità Alberghiera (IPSEOA) Gagliardi-De Filippis-Prestia, Vibo Valentia (VV).

 

“Siamo lieti, come Famiglia Zonin e come Gruppo ZONIN1821, di collaborare con AIS a questo importante progetto formativo. La formazione delle nuove generazioni rappresenta un pilastro fondamentale della nostra cultura aziendale, radicata nella visione imprenditoriale della nostra Famiglia. È proprio da questa convinzione che nasce la nostra hashtag#ZONIN1821Academy: crediamo fermamente che il Sapere sia fonte di Benessere, Libertà e Futuro.

Con Millennials e Gen Z, il nostro settore è chiamato a rinnovare il proprio linguaggio, aprendosi a tematiche complementari rispetto a quelle tradizionalmente legate alle sole caratteristiche organolettiche del vino. Dobbiamo raccontare e far scoprire la cultura, le tradizioni e le storie che si celano dietro questo straordinario prodotto della terra. Per questo motivo, è fondamentale promuovere una riflessione sul consumo responsabile, comunicare le diverse culture vitivinicole che custodiamo, spiegare il rapporto tra vino e salute, spiegare la sostenibilità e condividere le nostre attività di responsabilità sociale e i valori d’impresa.”

Domenico Zonin – Presidente del Gruppo ZONIN1821

 

L’Associazione Italiana Sommelier ha espresso un particolare ringraziamento al Gruppo ZONIN1821, che per primo ha scelto di sostenere l’edizione 2025 della Giornata Nazionale della Cultura del Vino, mettendo a disposizione i propri spazi e il proprio know-how per lo sviluppo dei progetti delle scuole coinvolte.

 

 

 

A Bruxelles la XIX Conferenza dei ricercatori Italiani nel Mondo

A Bruxelles la XIX Conferenza dei ricercatori Italiani nel Mondo

Da sinistra : Gabriele Andreoli, Antonio Cenini, Amb. Federica Favi, Vincenzo Arcobelli, Andrea Giuffrida, Vice Rettore ULB Anne Anne Weyembergh, Stefano Boccaletti (CNR).

La  XIX Conferenza dei Ricercatori Italiani nel Mondo, svoltasi presso il Parlamento Europeo a Bruxelles, è stata aperta da Gabriele Andreoli, President of Institute Advance Studies and Cooperation, che ha moderato la sessione in cui si sono succeduti gli interventi istituzionali del vicepresidente del Parlamento Europeo Antonella Sberna, del Vice-Rettore dell’Universite’ Libre de Bruxelles Anne Weyembergh, del Presidente della Texas Scientific Italian Community Andrea Giuffrida, dal coordinatore dell’evento al Parlamento Europeo Antonio Cenini, dell’Ambasciatore d’Italia in Belgio Federica Favi, e del Ministro della Salute Orazio Schillaci in video. Per l’occasione sono arrivati i messaggi di saluto dei Presidenti del Senato Ignazio La Russa e della Camera dei Deputati Fontana, dei Ministri degli Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, della Università e Ricerca Anna Maria Bernini, delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, del Sottosegretario con delega per le questioni legate alla ricerca e all’innovazione Maria Tripodi. Sono intervenuti inoltre rappresentanti delle Associazioni di Ricercatori Italiani nel Mondo: Cristina Bettin (Israele), Ilaria Pagani (Australia), Rossana De Angelis (Francia), Carla Molteni (Regno Unito), Fabio Pinna (Belgio) e Simone Lucatello (Messico). Il programma scientifico della Conferenza si è articolato su sezioni tematiche, dedicate rispettivamente all’aerospazio, alla logistica e trasporti, alla medicina, alle scienze umanistiche, alla ricerca di base includendo robotica, alta tecnologia ed intelligenza artificiale. Sono intervenuti scienziati e ricercatori italiani di prestigio internazionale, che svolgono rilevanti ruoli di responsabilità’ in Istituzioni con sedi in Paesi Europei, nel Nord e Sud America, in Cina, in Australia ed in Giappone. Le relazioni hanno chiaramente mostrato che il lavoro dei ricercatori italiani all’estero fornisce un contributo di fondamentale importanza nei principali temi chiave.

Ha concluso i lavori l’intervento del fondatore e Chairman della Conferenza, Vincenzo Arcobelli, “Questa edizione invita a riflettere su valorizzazione del capitale umano italiano all’estero e il rafforzamento della ricerca, priorità strategica per competitività globale. Azioni chiave sono: più risorse per la ricerca, stabilizzazione dei ricercatori, meritocrazia, sinergie tra università e imprese, modernizzazione infrastrutture, semplificazione amministrativa, uso di Horizon Europe. La fuga di 120.000 ricercatori italiani (15.000 solo negli USA) causa perdite economiche solo nell’ultimo decennio di ben 134 miliardi di euro. Servono politiche coordinate per un ecosistema di ricerca attrattiva. Si nota una inversione di tendenza, mentre gli USA riducono i fondi, l’Italia  investe 50 milioni di euro per infrastrutture e rientro talenti. Investire nei giovani e nella scienza è cruciale per un’Italia competitive.”

Infine ha annunciato che la ventesima edizione della conferenza si svolgerà a Verona.

 

L’Italia partecipò indirettamente alla vittoria nipponica di Tsushima

L’Italia partecipò indirettamente alla vittoria nipponica di Tsushima

 

 

Le navi russe sfilano al largo di Singapore dirette a Tsushima

 

di Marco Patricelli

AGI – C’era un pizzico di eccellenza italiana nella folgorante vittoria del Giappone sulla Russia nella battaglia navale di Tsushima (27-28 maggio 1905). È noto che gli incrociatori corazzati «Kasuga» e Nisshim» erano scafi della Classe Garibaldi, progettati in Italia e costruiti nei cantieri navali della Ansaldo di Genova-Sestri pochissimi anni prima, alla fine dell’Ottocento; assai meno noto, invece, che una delle chiavi del clamoroso successo dell’ammiraglio Togo fosse frutto dell’alta tecnologia italiana. Il conte Sigmund Fago Golfarelli, generale decorato di medaglia d’argento al valor militare scomparso nel 2005, nel 1995 rivelò che tra i cimeli pervenuti dalla sua famiglia conservava due preziosissimi vasi inviati a Roma dall’imperatore Mutsuihito il quale ne aveva fatto dono quale ringraziamento per aver contribuito a quella vittoria che rivelò il Sol Levante come potenza mondiale dopo essere uscito da pochi anni da una struttura medioevale. La guerra contro la Russia di Nicola II era divampata dal contrasto di espansione sullo scacchiere orientale. All’epoca il Giappone non era accreditato come militarmente competitivo, e gli strateghi di Pietroburgo troppo tardi si accorsero dell’errore di essere entrati in rotta di collisione col temibile impero del Sol Levante.

Eugenio Zanoni Volpicelli, console d’Italia a Hong Kong dal 1899 al 1919 che pubblicò un libro sulla battaglia di Tsushima

Con la strategica base di Porth Arthur, nel Canale di Corea, attaccata e assediata dai giapponesi, che vi avrebbero distrutto l’intera Flotta del Pacifico zarista, i russi non trovarono di meglio che inviarvi in soccorso nell’autunno del 1904 la Flotta del Baltico agli ordini dell’ammiraglio Zinovij Rožestvenskij. Un’impresa epocale: una parte era entrata nel Mediterraneo da Gibilterra e poi attraverso il canale di Suez aveva fatto rotta sul Madagascar; un’altra aveva doppiato il Capo di Buona Speranza per circumnavigare l’Africa. Agli inizi di gennaio del 1905, centoventi anni fa, Rožestvenskij al largo del Madagascar aveva ricostituito la poderosa formazione, espressione della quinta marina del mondo, con 7 corazzate, 2 incrociatori corazzati e 6 leggeri, 9 cacciatorpediniere e naviglio d’appoggio. La notizia della fine dell’assedio di Port Arthur con la resa russa del 5 gennaio rendeva inutile quella gigantesca missione costellata sin dall’inizio da ogni genere di problema, a partire dall’aver cannoneggiato innocui pescherecci inglesi irritando Londra sino alle soglie del conflitto aperto, difficoltà di approvvigionamento di carbone e cibo fresco, scarso amalgama tra le navi e tra gli equipaggi, preparazione al combattimento approssimativa e scollamento tra ufficiali ed equipaggio. Persino la manutenzione era un‘impresa, per l’eterogeneità dei mezzi. I tempi lunghissimi di navigazione, poi, avevano sfaldato ogni coesione e ogni concetto di efficienza bellica. I russi potevano mantenere in media una velocità di crociera e di manovra che era la metà di quella della flotta giapponese, moderna e ben addestrata, oltre che ottimamente comandata dall’ammiraglio Togo che si era formato in occidente.

L’implacabile precisione delle batterie e il tiro al bersaglio contro la marina russa
Da Singapore, per raggiungere Vladivostok, unica base nel Pacifico a disposizione, Rožestvenskij era costretto a forzare il blocco nipponico sperando di riuscire a passare inosservato nel Canale di Corea, e delle tre rotte possibili scelse Tsushima: era l’opzione più logica, ma anche quella che Togo riteneva la più probabile. Fu una nave ospedale a essere intercettata dalla ricognizione giapponese e a far scatenare la battaglia, che Togo gestì magistralmente con manovre esemplari e un tiro di precisione che fece strame delle navi zariste. E proprio sulla precisione, oltre all’addestramento accurato, arrivava il contributo del conte Fago Golfarelli, il quale aveva elaborato un sistema di puntamento all’avanguardia realizzato dalle Officine ottiche Galilei. Era stato offerto alla Regia Marina affinché ne dotasse le sue artiglierie, ma essa declinò; il Giappone, invece, non si fece sfuggire l’invenzione e ne munì la flotta di Togo (4 corazzate e 26 incrociatori), assieme a un nuovo esplosivo creato dagli americani. La battaglia divenne un gigantesco tiro al bersaglio. Quando il cannone cessò di tuonare la Flotta del Baltico non esisteva più: 21 navi colate a picco dalle batterie nipponiche, 13 tra catturate e disarmate. Circa diecimila le perdite russe, tra marinai uccisi e feriti, dieci volte di più di quelle giapponesi, che peraltro non lamentavano alcun affondamento. Lo stesso Rožestvenskij era stato gravemente ferito nei combattimenti, e verso il quale Togo aveva tenuto un comportamento cavalleresco accogliendolo sull’ammiraglia «Mikasa». Quella di Tsushima sarebbe stata l’ultima grande battaglia navale tra corazzate.

l’Ammiraglio Togo sul ponte della sua ammiraglia

La riconoscenza e il dono dell’imperatore al conte Fago Golfarelli
Il disastro zarista aveva fatto scattare l’allarme nelle cancellerie occidentali, anche perché era la prima volta che una potenza veniva battuta e umiliata da una nazione dell’estremo oriente, per di più di recentissima modernizzazione. Le diplomazie si attivarono per limitare i danni, anche d’immagine, e le ripercussioni. Il trattato di Portsmouth, con la mediazione interessata del presidente statunitense Theodore Roosevelt e della Gran Bretagna, fu sfacciatamente dalla parte di Pietroburgo, ridimensionando il successo giapponese e mitigandone le pretese di espansione territoriale col pretesto di voler salvaguardare i diritti della Cina. Nel Sol Levante la vittoria, che ne aveva rivelato la potenza militare, aveva avuto un alto prezzo in vite umane e aveva aperto una voragine nei conti pubblici; ma nello stesso tempo lo choc aveva fatto entrare ancora più in profondità nella società della Russia zarista il cuneo rivoluzionario, con l’ammutinamento dell’incrociatore «Potëmkin», le rivolte militari e contadine soffocate nel sangue, e la sollevazione di Mosca e di altre città minori stroncate con la forza. L’imperatore giapponese non aveva dimenticato però quanto fosse stato prezioso l’apporto delle ottiche di precisione realizzate in Italia e ordinò di inviare a Roma nel palazzo del conte Fago Golfarelli due antichissimi vasi artistici come segno tangibile della sua riconoscenza.

OMS è inutile e dannosa, per questo motivo va abolita

OMS è inutile e dannosa, per questo motivo va abolita

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una delle sedi della OMS

Post preso da Claudio Borghi, qualche imprecisione qua e là, ma nel complesso la sua analisi è giusta.

 

🔴10 MOTIVI PER CUI L’OMS VA FERMATA🔴

1) L’OMS non serve A NULLA. Aveva un senso nel 1948 quando le informazioni sulle epidemie arrivavano con il telegrafo. Ora siamo in infodemia. Durante il covid l’OMS non ha fornito una singola informazione utile.
Se non serve a quello evidentemente la sua reale funzione ora è un’altra.

2) L’OMS per pagare le sue ENORMI spese è in modo sostanziale pagata da privati. Tra essi i principali contributori sono la Bill Gates foundation, case farmaceutiche e associazioni pro diffusione vaccini, a loro volta pagate dai medesimi, come GAVI alliance.

3) A Maggio l’OMS cercherà di forzare tutti gli stati membri a firmare il cosiddetto “Trattato pandemico”, una specie di MES DELLA MALATTIA, che garantirà ampi poteri all’organizzazione.

4) Se non riuscirà a compiere la forzatura del trattato pandemico, l’OMS tenterà di introdurre le stesse cessioni di sovranità via cambiamenti del “Regolamento Sanitario Internazionale”, introdotto anni fa e già in vigore.

5) Un terzo del bilancio dell’OMS, oltre un miliardo di dollari, va negli stipendi del personale OMS sparso in sedi faraoniche in tutto il mondo. Lo stipendio MEDIO di chi lavora all’OMS, compresi i fattorini, è 120mila euro COMPLETAMENTE ESENTASSE.

6) Un altro terzo abbondante del bilancio OMS va in consulenze, strumento del tutto opaco per pagare a discrezione persone e organizzazioni in tutto il mondo.

7) La spesa in viaggi in giro per il mondo a carico dell’OMS è 160 milioni. I benefit futuri del personale sono un valore non desumibile dal bilancio, però la semplice oscillazione attuariale indica una cifra enorme.

8) La spesa TOTALE OMS per medicine e apparecchiature mediche in Africa è di soli 45 milioni. Tutta questa organizzazione enorme per una cifra minore del bilancio del comune di Urbino? Meno dei semplici costi di viaggio allocati a OMS Africa (53 milioni).

9) Il direttore OMS, l’Etiope di un partito comunista nazionalista, Tedros Ghebreyesus, mentre era ministro della sanità in Etiopia ha intessuto relazioni con la fondazione Bill Gates venendo nominato nel board di GAVI, the vaccine alliance, finanziatori complessivamente dell’OMS per quasi un miliardo.

10) L’Italia contribuisce in modo diretto e indiretto allo stipendificio OMS per circa 100 milioni l’anno.

Sarebbe il caso di smettere di pagare questi signori, magari allocando la cifra al nostro sistema sanitario nazionale. E’ poco ma servirà sicuramente di più rispetto a quanto serve buttarli nella fornace OMS.

Nel frattempo si deve ASSOLUTAMENTE non firmare il trattato pandemico e rifiutare ogni cambiamento al regolamento sanitario internazionale. Ho già provveduto insieme ad altri amici di maggioranza ad allertare il Governo per evitare il rischio di arrivare impreparati alla scadenza.

Fonti:

Bilancio OMS: https://who.int/publications/i/item/A76-17

Bozza testo trattato pandemico
https://apps.who.int/gb/inb/pdf_files/inb4/A_INB4_3-en.pdf

Alcune delle modifiche proposte al Regolamento Sanitario Internazionale
https://apps.who.int/gb/wgihr/pdf_files/wgihr1/WGIHR_Compilation-en.pdf

Un articolo ben scritto sui finanziatori OMS
https://ilbolive.unipd.it/it/news/chi-finanzia-lorganizzazione-mondiale-sanita

Un’intervista su OMS del celebre chirurgo Roy de Vita. Primario dell’Istituto dei tumori “Regina Elena” di Roma.
https://ilgiornale.it/news/politica/giusto-tagliare-i-finanziamenti-alloms-pi-utile-sostenere-i-2275818.html

Un’inchiesta di “Politico” sull’influenza di Bill Gates su OMS e risposta internazionale al covid.
https://politico.com/news/2022/09/14/global-covid-pandemic-response-bill-gates-partners-00053969

Immagini di alcune delle faraoniche sedi OMS nel mondo. Ginevra, Washington, Copenhagen.
L’ultima è del progetto per la nuova sede a Dehli. Il lusso costa. Chi lo paga (Gates) diventa velocemente il tuo padrone.
Smettiamo di essere sudditi paganti.

La società americana Colossus ha ricreato dei cuccioli di lupo mannaro, una specie estinta 10.000 anni fa

La società americana Colossus ha ricreato dei cuccioli di lupo mannaro, una specie estinta 10.000 anni fa


I lupi mannari sono appena stati riportati dall’estinzione e no, questa non è una fantasia di “Game of Thrones”
In uno straordinario sviluppo scientifico, i canidi preistorici resi famosi nella serie di successo della HBO sono stati annunciati come il primo animale de-estinto al mondo.

Immortalato in Game of Thrones e sullo stemma della Casa Stark, il lupo mannaro è tornato sulla terra e ulula persino dopo essersi estinto quasi 10.000 anni fa.

Come annunciato oggi dalla società di ingegneria genetica Colossal Biosciences, il canide estinto da tempo, o almeno una sua versione molto simile, è stato riportato in vita con successo. Il processo è stato realizzato tramite il DNA estratto da due fossili e 20 modifiche del codice genetico di un lupo grigio, il parente vivente più prossimo della specie, secondo una ricerca condotta da una società nota anche come
Colossal afferma di aver dato alla luce tre lupi mannari e, utilizzando la tecnologia CRISPR, ha deciso di selezionare la pelliccia bianca e soffice per i loro mantelli, sulla base della sua nuova analisi secondo cui la specie originale aveva la pelliccia color neve. (Uno studio precedente, pubblicato su Nature nel 2021, ha trovato prove che i lupi mannari non erano strettamente imparentati con i lupi grigi).

La Colossal ha chiamato i suoi due nuovi lupi mannari maschi, una coppia di adolescenti di sei mesi, Romulus e Remus, in onore dei gemelli mitologici fondatori di Roma, che si dice siano stati allevati da un lupo. E in omaggio a Daenerys Targaryen di Game of Thrones, ha battezzato una cucciola femmina Khaleesi.

Il trio vive ora in un’area recintata di oltre 800 ettari in un luogo segreto. Si prevede che raggiungeranno un peso compreso tra 60 e 70 kg, mentre un tipico lupo grigio pesa circa 36-45 kg.

“Il nostro team ha prelevato il DNA da un dente di 13.000 anni e da un teschio di 72.000 anni e ha creato dei cuccioli di lupo cecoslovacco sani“, ha dichiarato Ben Lamm, CEO e co-fondatore di Colossal. ‘Una volta si diceva che ’qualsiasi tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia‘. Oggi il nostro team svela un po’ della magia su cui sta lavorando e il suo impatto più ampio sulla conservazione”.

In un colpo di scena che solo Hollywood avrebbe potuto inventare, il regista Peter Jackson e il creatore di Game of Thrones George R.R. Martin hanno collaborato con Colossal Biosciences per rivelare oggi quella che l’azienda sta pubblicizzando come la prima de-estinzione di un animale in assoluto.

Jackson, che è un investitore nella società di biotecnologia, ha prestato a Colossal il trono di ferro da 150 kg utilizzato nelle promozioni della serie Il Trono di Spade. Prima di oggi, non si sapeva che fosse di proprietà di Jackson, poiché l’anno scorso è stato venduto per 1,49 milioni di dollari a un offerente non ancora rivelato. Per un servizio fotografico glamour, Colossal ha fatto volare Romolo e Remo a Dallas, in Texas, e li ha fotografati mentre si rilassavano sulla finta sede del potere.

Colossal ha contattato Martin dopo aver iniziato a lavorare al suo progetto di de-estinzione dei lupi mannari. Non solo ha firmato come consulente culturale e investitore di Colossal Biosciences, ma Martin è anche volato per incontrare Romolo e Remo nella loro riserva privata (che secondo Colossal è stata certificata dall’American Humane Society).

Martin ha dichiarato: “Molte persone vedono i lupi mannari come creature mitiche che esistono solo in un mondo fantastico, ma in realtà hanno una ricca storia di contributi all’ecosistema americano”.

Anche se molti fan di Game of Thrones probabilmente pensano che i lupi mannari siano creature fantastiche, in realtà sono animali reali che vivevano nelle Americhe e probabilmente si sono estinti a causa della scomparsa dei grandi erbivori di cui si cibavano. Nelle famose La Brea Tar Pits di Los Angeles sono stati scoperti resti fossili di oltre 3.600 lupi mannari e il museo adiacente dedica un’intera parete all’esposizione di circa 400 teschi di lupi mannari.

Oltre a lavorare con l’ingegneria genetica sui suoi tre lupi mannari, Colossal ha clonato due cucciolate di lupi rossi, la specie di lupo più a rischio di estinzione al mondo, come parte del suo obiettivo generale di unire gli sforzi di conservazione con quelli di de-estinzione. L’azienda, fondata nel 2021, ha già annunciato che intende riportare in vita il mammut lanoso, la tigre della Tasmania e il dodo, e afferma che il suo lavoro sul lupo cacciatore è una prova della sua tecnologia. “Questo enorme traguardo è il primo di molti esempi futuri che dimostrano che il nostro pacchetto tecnologico end-to-end per la de-estinzione funziona”, afferma Lamm, che ha co-fondato Colossal con il genetista di Harvard Dr. George Church. Colossal, che sostiene di aver stabilito il record per il maggior numero di modifiche genetiche mai effettuate in una specie vivente, afferma di voler riportare il lupo grigio alla condizione di specie vitale e di voler garantire delle riserve ecologiche per esso su terre indigene in Nord America.

Meta IA l’intelligenza artificiale vi entrerà in what’s up e non la si potrà togliere più. Questa è una prepotenza inaccettabile.

Meta IA l’intelligenza artificiale vi entrerà in what’s up e non la si potrà togliere più. Questa è una prepotenza inaccettabile.

 

Meta, l’azienda di Mark Zuckerberg, ha sviluppato il suo assistente virtuale chiamato Meta AI, pensato per offrire risposte intelligenti, suggerimenti utili e interazioni più naturali all’interno delle sue piattaforme, tra cui WhatsApp e Facebook Messenger.

Molti utenti di What’s up si saranno accorti che, con l’ultima revisione, gli è entrata Meta AI, senza il loro permesso e che ora non potranno più fare semplici ricerche di nomi e contatti in What’s up senza che Meta Ai si offra di rispondere alle domande. Pare peggio di un virus.

Questo è un fatto gravissimo e le autorità dovrebbero intervenire per fermare questa invasiva prepotenza.

 

Non è vero che bere il vino provoca il cancro. Altra bufala modernista

Non è vero che bere il vino provoca il cancro. Altra bufala modernista

L’aquavite, come un tempo si chiamavano le bevande contenenti alcool, promuove la vita e il buon umore, inducendo al benessere, fisico e mentale. Qualcuno lo chiama schiacciaffanni proprio per questo motivo. Inoltre, può certamente avere effetti positivi sul funzionamento del cuore.La vita, a volte, somiglia alla guerra in trincea e se a un certo punto dobbiamo saltare fuori per partire all’attacco, cosa vorremmo bere? Una Perrrier o un bicchiere di grappa?

Da un po’ di tempo in televisione, il dottor Garattini (che vende farmaci) e la dottoressa Viola (orfana del covid) vanno dicendo che non vogliono più regalare una bottiglia di vino perché causerebbe il cancro e che il futuro sarà nel vino senza alcool.

Il cancro allo stomaco è la seconda causa di morte per cancro nel mondo. Già si sospettava un legame tra consumo di alcol e rischio della malattia, ma i molti studi epidemiologici condotti su questo aspetto avevano dato risultati contraddittori. Per chiarire questa associazione si è fatto ricorso ad uno studio prospettico, utilizzando i dati dell’European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC), che includevano 444 casi di adenocarcinoma gastrico primario. E’ stato considerato il rischio (hazard ratio, HR) di cancro allo stomaco  rispetto al consumo giornaliero di alcool espresso in grammi, tenendo conto dello status di fumatore, della posizione del tumore (cardias o sedi diverse dal cardias) e della caratterizzazione istologica (di tipo diffuso o intestinale). In un sottogruppo di partecipanti i risultati sono stati corretti anche rispetto alla presenza o meno dell’Helicobacter pylori.

Si è visto che i forti bevitori rispetto ai consumatori moderati (≥60 g contro 0.1–4.9 g/die) avevano un maggiore rischio di sviluppare il tumore (HR: 1.65; 95% CI: 1.06, 2.58), mentre i consumatori moderati (<60 g/die) non lo avevano. In generale un drink, come una birra o un bicchiere di vino, corrispondono a circa 14 g di alcol. Inoltre, è emersa una associazione positiva per la birra (≥30 g/die; HR: 1.75; 95% CI: 1.13, 2.73) ma non per il vino o i superalcolici. L’associazione è stata osservata principalmente per i forti bevitori e limitata alla localizzazione non cardiaca e alla tipologia intestinale, mentre non è emerso un trend lineare tra rischio ed effetto dose. Chiaramente tutto dipende dalle dosi: esistono persone affogate in botti di vino ma nessuno è affogato in un bicchiere di vino.

I ricercatori hanno quindi dimostrato che i forti bevitori, soprattutto di birra, risultano associati a un maggiore rischio di cancro allo stomaco.

 

Fonte:

Alcohol consumption and gastric cancer risk in the European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC) cohort. Duell EJet al. Am J Clin Nutr. 2011 Nov;94(5):1266-75. Epub 2011 Oct 12.

Il Giappone approvò il piano per portare Benito Mussolini a Tokyo, nel 1945, con un sommergibile.

Il Giappone approvò il piano per portare Benito Mussolini a Tokyo, nel 1945, con un sommergibile.

Questa testimonianza di Shichiro Ono, giornalista giapponese e spia, dimostra che il piano studiato per portare Mussolini in Giappone era stato elaborato e accettato dall’alleato asiatico della RSI.

 

Il Presidente del Senato, on. La Russa “beccato” in giro per Roma con una copia di Mussolini in Giappone di Angelo Paratico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Arrigo Petacco Eva e Claretta, le amanti del diavolo Mondadori, pag. 145.

 

 

 

 

Le memorie del comandante Grossi, sommergibilista e di Bonino, che parla del piano Giappone.
Ironia sul libro Mussolini in Giappone Propaganda LIve di Diego Bianchi

 

Propaganda LIve di Diego Bianchi