La più antica rivista del mondo, The Spectator, in stampa ogni settimana dal 1828 e faro guida dei conservatori britannici, dedica un positivo articolo a Giorgia Meloni e all’Italia. La firma è del suo prestigioso editorialista Owen Matthews.
Scrive che: “Napoli ha inaugurato una nuova linea metropolitana pluripremiata e il collegamento ferroviario ad alta velocità transappenninico tra Napoli e Bari è in fase di completamento. I noti problemi di raccolta dei rifiuti a Roma e Napoli sono stati miracolosamente risolti. E forse la cosa più notevole di tutte è che il vivace primo ministro italiano Giorgia Meloni gode di un indice di gradimento superiore al 40% a due anni dall’inizio del suo mandato. Sulla carta, l’Italia soffre della stessa crisi economica del resto d’Europa, con una crescita stagnante dello 0,7%… ma le statistiche macroeconomiche non mostrano quanto sia accessibile la vita quotidiana in Italia. Anche nel caffè più elegante del centro di Roma un espresso costa 1,20 euro (a patto di berlo al banco, in piedi). La settimana scorsa, in un caffè del centro di Sulmona, in Abruzzo, che sembrava fermo agli anni ’50, ho pagato solo 0,60 euro per un caffè servito personalmente dall’anziano proprietario. Una pizza margherita non costa più di 10 euro ovunque. Al di fuori delle zone più eleganti del centro di Roma e Milano, gli affitti sono ridicolmente convenienti rispetto al Regno Unito. Se si tiene conto del potere d’acquisto, gli italiani sono più ricchi dei britannici”.
The Spectator ama certamente il Meloni-pensiero.
“La settimana scorsa mio figlio si è fratturato una caviglia durante una scampagnata notturna in un parco di Roma e ha chiamato un’ambulanza. È arrivata in 25 minuti e lui è stato visitato da due medici, sottoposto a radiografia e dimesso entro due ore dal San Carlo di Nancy, l’ospedale del Vaticano, il tutto gratuitamente”.
Bellissimo ma questo pare assai eccessivo per un cittadino britannico, chi salderà il conto alla fine? Noi?
“Gli italiani amano lamentarsi, ma ciò che distingue il Paese è che la sua classe dirigente è molto più in sintonia con le opinioni socialmente conservatrici e anti-woke della maggioranza dei suoi elettori. Sir Keir Starmer, come è noto, non è stato in grado di dire cosa sia una donna. Al contrario, il discorso appassionato che ha portato Meloni alla ribalta nel 2019 è stata una dichiarazione senza vergogna dei valori conservatori. «Difenderemo la nostra identità», ha gridato. «Io sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono italiana e sono cristiana! Non me lo porterete mai via! Quando Meloni è stata eletta nel 2022, molti l’hanno vista come una Viktor Orban italiana, o addirittura come una Donald Trump europea. I media britannici l’hanno descritta come “di estrema destra” e persino Joe Biden ha definito la sua ascesa un motivo di preoccupazione per le democrazie. Ma invece di seguire i recenti partiti di protesta italiani, come il Movimento Cinque Stelle nichilista di Beppe Grillo, Meloni ha dimostrato di essere un’operatrice politica seria. “Meloni sembra sempre più il volto del futuro dell’Europa”, è stato il verdetto di Fareed Zakaria della CNN.
E conclude la sua analisi dicendo: “Da quando è salita al potere, Meloni ha virato a sinistra in materia di politica economica, pur mantenendo una posizione filo-ucraina in contrasto con gli elementi più filo-putiniani dei suoi partner di coalizione, la Lega di Salvini. È facile idealizzare l’Italia. Ma tutto ciò che ho osservato in cinquant’anni di visite in questo Paese e in quattro anni di residenza conferma che si tratta di una società straordinariamente sana, sicura di sé e soddisfatta. Negli ultimi anni l’Italia ha ripulito la corruzione un tempo endemica e ha reso i servizi sanitari e di sicurezza pubblici efficienti come quelli di qualsiasi altro paese europeo. Ora Meloni potrebbe essere sul punto di risolvere il problema politico più profondo dell’Italia, ovvero un sistema costituzionale intrinsecamente instabile che dal 1945 ha dato all’Italia 69 governi. In breve, Meloni sta mostrando all’Europa come dovrebbe essere governato un paese: per il popolo e secondo i suoi valori”.
