L’erigenda statua non sappiamo ancora dove posizionarla, ma con il nuovo anno formeremo un comitato.


L’ex Governatore Luca Zaia, oggi prossimo alla beatificazione, non reagì per fermare quel sopruso e lasciò che i poveri azionisti se la prendessero con due agnelli sacrificali: Consoli e Zonin, invece di prendersela con i veri responsabili: la BCE, la Banca d’Italia, Renzi e Padoan.
Gianni Zonin, 87 anni compiuti a gennaio, non andrà in carcere per il crac della Banca Popolare di Vicenza ma la sua condanna è definitiva (3 anni e 5 mesi) ed è stata comminata per placare tutti coloro che per anni hanno inveito contro di lui. Eppure andava assolto perché il fatto non sussiste. Si è però preferito prendere questa strada, in discesa, per accontentare tutti. Dispiaciuto resta il suo legale, l’avvocato Enrico Ambrosetti, che nota come qui fosse coinvolto tutto un sistema bancario che pure avrebbe dovuto essere stato vicino agli artigiani e alle piccole imprese. La BPV aveva un servizio estero di prim’ordine, a livelli di banca svizzera, più che italiana. La Popolare di Vicenza era solida e ben diretta ma è implosa trascinando con sé tutto e tutti. Perché questo scempio? Bob Dylan, premio Nobel per la letteratura, risponderebbe: the answer, my friend, is blowin’ in the wind.

Il portavoce della associazione “Noi che credevamo nella Bpvi” Luigi Ugone ha organizzato un punto di raccolta delle firme nel centro di Vicenza per togliere il cavalierato a Zonin. Dice: «Segno di una comunità ancora profondamente colpita e comunque attiva e sensibile al più grande crac bancario della storia italiana (non è vero che è stato il più grande) e determinata a chiedere verità, giustizia e rispetto». Eppure ora pare concordare sul fatto che sono mancati i controlli e gli interventi correttivi per frenare le follie della BCE. Ma il fatto che ora raccolgono queste firme significa che non hanno imparato nulla. Infatti, le file fuori dai cinema per vedere il film di Albanese “100 domeniche” due anni fa avevano mostrato che non avevano capito nulla.
Per questo motivo, dato che raccolgono firme per togliergli il cavalierato, noi raccoglieremo fondi per erigere una statua a un grande patriota e a un grande veneto che ha sopportato in silenzio ingiurie e accuse infamanti.
