
Oggi tutti parlano di una pace giusta per l’Ucraina, ma si tratta un ossimoro o un flatus vocis senza senso. Ne ha parlato il segretario generale dell’Onu al summit dei Brics, auspicando una soluzione negoziata della guerra in Ucraina. La reclama da mesi Zelensky, in chiave diversa, per opporsi a ogni e qualsiasi trattativa che ponga fine alla guerra fissando le loro perdite territoriali, inclusa la Crimea. Anche Immanuel Kant sapeva che non esiste una pace giusta fra uomini ingiusti e parlava piuttosto di una pace-attraverso-il-diritto, quando possibile. Oggi dovremmo tornare a Nixon e puntare a una pace con onore per entrambi i contendenti.
L’insistenza di Zelensky sulle garanzie di non aggressione equivarrebbe all’entrata dell’Ucraina nella Nato, cosa che non ha alcun senso. La pace si deve basare su equilibri sottili non sulla garanzia di intervento in guerra della Nato e degli USA in un conflitto contro alla Russia. Gli errori storici spesso si ripetono. Fu, infatti, la concessione di un assegno in bianco alla Polonia e ad altri paesi da parte di Gran Bretagna e Francia, che portarono l’occidente a una guerra contro la Germania Nazista il 1 settembre 1939. Quello fu un grave errore fatto da Chamberlain, primo ministro del Regno Unito, in accordo con la Francia, perché giocando a una partita di Poker non si dice mai “vedo” se non si hanno buone carte in mano.