Ripensare alla Copertura dell’Arena. Sboarina mostri coraggio.

Ripensare alla Copertura dell’Arena. Sboarina mostri coraggio.

 

Il sindaco Sboarina aveva rinunciato alla copertura dell’Arena, visto il parere negativo della Sovraintendenza.

Ebbene ci auguriamo che con il nuovo mandato ripenserà al progetto, perché una copertura (velarius) i romani l’hanno sempre usata per proteggere gli spettatori dal sole e dalla pioggia.

Una copertura permetterebbe l’uso dell’Arena per dodici mesi all’anno, con un notevole profitto per l’economia cittadina.

Risale al primo febbraio 2017 l’annuncio del progetto vincitore insieme al secondo e terzo classificato del Concorso internazionale di idee lanciato nel 2016 dal Comune di Verona alla comunità internazionale di architetti ed ingegneri. Quello dei tedeschi Gmp Architekten in associazione con SBP (schlaich bergermann partner) aveva colto nel segno riuscendo a – riprendendo le parole scritte nel bando del concorso – a «fare una sintesi tra qualità e coerenza della soluzione architettonica funzionale e ambientale; reversibilità della soluzione proposta e compatibilità con le strutture dell’Arena; compatibilità con gli aspetti di sicurezza e capienza dell’Anfiteatro; tipologia dei materiali proposti; componente tecnologica degli impianti».

Il progetto prevedeva un anello perimetrale poggiato sul bordo superiore dell’Arena per raccogliere i teli di copertura, disposti su un solo ordine di cavi, consentendo un rapido mutamento di assetto da aperto a chiuso. La proposta, riprendendo le parole dei progettisti, si assicurava di «presentare margini di miglioramento per quanto riguarda i collegamenti della copertura con le strutture in sommità dell’Arena, collegamenti che nella configurazione attuale incidono sulle strutture dell’Anfiteatro».

La Sovrintendenza invece, al termine di un percorso di valutazione durato un anno e mezzo, aveva giudicato troppo invasiva la presenza dei sostegni verticali per il velario e ritenuto che il progetto non tiene conto del sistema complesso dell’Anfiteatro, producendo anche un’alterazione visiva del monumento, invadendo le strutture storiche per la creazione dei sostegni delle intelaiature.

Si potrebbero rivedere uno o più degli 84 progetti presentati e selezionare quello ancor meno invasivo e più efficiente. Esortiamo Federico Sboarina, durante il suo secondo mandato, a mostrare coraggio. Con la guerra in Ucraina e il post pandemia bisognerà esplorare vie nuove per il bene della città e della Nazione.