All the Beauty and the Bloodshed vince a Venezia, ma non mostra cosa si nasconde dietro a quel mondo

All the Beauty and the Bloodshed vince a Venezia, ma non mostra cosa si nasconde dietro a quel mondo

 

Negli USA, durante gli ultimi anni, l’aspettativa di vita dei bianchi, come gruppo di popolazione, è diminuita. Le popolazioni rurali e la classe operaia sono in difficoltà. Questo rivela la miopia morale della cultura accademica e dei media tradizionali, perché chiunque dovrebbe condannare questo fenomeno ed esserne colpito.
R. Reno

Questo è un libello pubblicato dalla Gingko edizioni, che mostra e illustra il mondo orribile che si cela dietro all’assalto alla dignità umana e alla sua sacralità , la sistematica distruzione della nostra civiltà e la rincorsa ai profitti a ogni costo.

Per ora è disponibile solo su Amazon, ma a Ottobre lo si troverà anche nelle librerie. La vittoria di questo docufilm è assai positiva, ma crediamo che alla base della sua vittoria ci stia un grosso equivoco: i nostri intellettuali di sinistra, che lo hanno premiato, devono averlo scambiato per un attacco al capitalismo tradizionale, valutandolo come un caso a sé stante, mentre in realtà questo è solo un epifenomeno, ovvero un caso che rientra in un movimento molto più vasto, generato dal liberalismo sfrenato e sostenuto proprio da quegli stessi intellettuali che gli hanno assegnato il Leone d’Oro.  Il film è un atto d’accusa contro di loro, ma loro non lo hanno capito!

L’autore di questo breve saggio, mordente, ferocemente spietato, colmo di dati e statistiche, è Luca Radius. Dopo aver vissuto in Estremo Oriente per 30 anni, oggi vive negli Stati Uniti. La sua abitazione è un camper, con il quale si sposta costantemente con la moglie, Charlotte e le due figlie, Lidia ed Edda. Egli ricade nella categoria nuova del nomade digitale anche se lui preferisce definirsi un Ronin alla ricerca delle verità. Perché, come diceva il Premio Nobel Richard Feynman “La realtà deve avere la precedenza sulle relazioni pubbliche, perché la Natura non può essere ingannata”.
Lo abbiamo sentito telefonicamente proprio la sera della assegnazione del Leone D’Oro a Venezia, sabato 10 settembre 2022, mentre noi tornavamo da Genova, dove abbiamo partecipato alla presentazione di un libro dedicato al beato Carlo Spinola, martire per la Fede in Giappone, nel 1622. Luca si trovava nello Utah e ci ha proposto questo suo breve saggio, che è un estratto di un suo  precedente lavoro, lo abbiamo subito accettato e pubblicato, intuendone il suo valore.
Link per Amazon.it  (Kindle and POD cartaceo)