Il 6 agosto 1910 il vice ministro del Giappone in visita a Turbigo

Il 6 agosto 1910 il vice ministro del Giappone in visita a Turbigo

La centrale Castelli di Turbigo, come appare oggi

di Massimo Mariotti

Turbigo nel 1910 possedeva due efficienti centrali idroelettriche, una posta a pochi passi dal centro del paese, oggi nota come Centrale Idroelettrica “Castelli” o Turbigo Superiore. Venne costruita nel 1946 in sostituzione del vecchio impianto del 1904 e sviluppa ancora oggi una potenza di 10 MW. Sfrutta un dislivello di 9 m ed utilizza un gruppo verticale mosso da una turbina Kaplan, con una portata massima di 135 m³/s. Le acque di scarico della centrale confluiscono in parte nel Naviglio Grande, in parte nel Ticino attraverso un canale che alimenta la centrale di Turbigo Inferiore e in parte vengono scaricate nel Canale Turbighetto, posto sulla destra e che finisce nel Ticino in località “Tre Salti”.

 

Centrale Inferiore di Turbigo

Non lontano da Turbigo si trova la centrale di Vizzola, inaugurata il 1901 dal nuovo re d’Italia, Vittorio Emanuele III. Una copertina della Domenica del Corriere datata 20 ottobre 1901, e disegnata da Achille Beltrame, ha immortalato quel giorno.

 

Che ci faceva una delegazione di così alto livello a Turbigo nel 1910? I giapponesi erano alla ricerca di sistemi per incrementare la loro industrializzazione e la loro industria bellica. Gli europei gli schiudevano le porte, immaginando di potergli poi vendere i nostri macchinari e la nostra tecnologia, ma queste speranze vennero perlopiù disattese, perché il Giappone era in grado di produrre da sé ciò di cui abbisognava una volta capita la via da seguire.

Solo 22 giorni dopo il loro passaggio a Turbigo, il Giappone annetteva la Korea, che aveva in precedenza strappato alla Cina. Il loro dio e imperatore, Meji, che morrà nel 1912  era mosso da una grande ambizione di conquista, che verrà poi raccolta e ampliata dai suoi successori.

Il Corriere della Sera del 6 agosto 1910 pubblicò questo trafiletto:

La visita della missione giapponese

 Da Genova è arrivata ieri l’altro a Milano ed è scesa all’Hotel Continental, una missione giapponese composta dal vice-ministro R. Nakokoji, da tre commissari signori U. Tuzumura, Shri Uchida e Masami Luyama tutti di Tokyo, e accompagnati dal comm. Alfredo Mazza, direttore generale delle opere idrauliche del Ministero dei Lavori Pubblici a Roma. La commissione è venuta per visitare e studiare gli impianti idroelettrici dell’Alta Italia e ieri mattina è ripartita a tale scopo per la Valtellina, accompagnata oltreché dal comm. Mazza, dal comm. Pelleri, Ispettore del VI compartimento Civile di Parma, e dall’ingegnere capo del Genio Civile di Milano, cav. Sassi.

Stamane la missione giapponese è partita per visitare la l’impianto della Edison a Paderno accompagnata anche dal cav. Bellavitis, ingegnere della sezione del Genio civile di Milano da cui dipende l’impianto stesso.

Domani poi la missione stessa si porterà agli impianti di di Vizzola e Turbigo ed in questa visita agli accompagnatori già nominati si aggiungerà l’ing. cav. Di Bella della sezione del Genio Civile da cui appunto dipendono i due impianti di Vizzola e Turbigo. Alla sera la missione giapponese si recherà a Stresa dove si fermerà. Sappiamo che la missione si recherà fra qualche giorno a visitare le draghe che scavano in Po per avere il tirante d’acqua necessario per la navigazione interna. Oggi, ritornando da Paderno la missione si fermerà a Monza per visitare la cappella espiatoria.

 

1928. Il turboalternatore della Centrale di Turbigo