France, le rasoir de Cacciari : ” Autant voter Le Pen si la gauche ne vit que pour être contre “.

par Gabriele Alberti

Le ” barrage ” anti-Rassemblement national ? Une idée banale, une idée lancée pour survivre. Face au barrage républicain, le philosophe Massimo Cacciari lance une torpille de bon augure : “Le front populaire, c’est du vu et du revu. Depuis des années, la seule politique que le centre-gauche, appelons-le ainsi, a été capable de mener, c’est d’aller contre Le Pen, mais aussi contre Meloni, ou une fois contre Berlusconi”.

Le philosophe Massimo Cacciari, gauchiste de toujours, ne mâche pas ses mots avec son réalisme habituel dans une interview articulée au journal Il Dubbio. L’appel aux armes contre quelqu’un ne peut pas être un programme politique. Ces alliances contre nature entre l’ultra-gauche et les macronistes sont des “manigances de dernière minute”. À court terme, elles sont peut-être gagnantes “mais au final, elles continueront à renforcer les différents Le Pen”.

Cacciari : “Le Front populaire ne sait que s’opposer. A ce stade, il vaut mieux mettre Le Pen à l’épreuve”.
Comme toujours, le philosophe offre des points de vue intellectuellement honnêtes et déplaît aux coryphées des alliances qui manquent de vision. Ce que nous avons appelé le “carambolage Frankestein” dans le Siècle ne possède pas – explique Cacciari – de proposition, de vision, de “stratégie autonome”. Le philosophe, écrivain et chroniqueur inflige un coup de lame de rasoir pas mauvais à la gauche mais aussi à nos propres partisans d’un appel aux armes contre “la droite”, un gimmick vu et revu. Le soi-disant “front populaire” mais aussi le “large champ” en Italie sont des termes qui ne le convainquent pas du tout. “Il n’y a pas d’unité à l’intérieur, si ce n’est une unité en lambeaux pour survivre. En bref, si la stratégie principale consiste à s’opposer, il est préférable de mettre Le Pen elle-même à l’épreuve. Et voir comment cela se passe, en construisant une véritable coalition de centre-gauche de l’autre côté”.

Cacciari : “Il n’y a pas de plus petit dénominateur commun entre Macron et Mélenchon
Un autre terme qu’il fuit est celui de “bipolarisme”, utilisé par les politologues qui entrevoient le retour d’une dialectique entre les blocs de droite et de gauche. “Mais quel bipolarisme… ce sont des fragments qui s’assemblent. En Italie, ils sont capables de s’unir depuis des décennies lorsque le pouvoir et le gouvernement sont en jeu, tandis qu’en France, ils ne le font qu’en vue des élections pour empêcher Le Pen de gagner”.

Selon M. Cacciari, la comparaison que de nombreux experts font entre le Front populaire français et notre soi-disant large camp ne tient pas non plus. “Elle ne tient pas du tout la route. D’abord parce qu’en France, le front n’aurait de sens que s’il existait un plus petit dénominateur commun entre Macron et la gauche. Et ce n’est absolument pas le cas, à tel point que Mélenchon a déclaré qu’il ne formerait aucun gouvernement avec Macron. Ensuite, parce qu’en Italie, nous n’en sommes qu’aux premiers signes d’accords entre Pd, 5 étoiles et autres pour combiner quelque chose de plus sérieux que par le passé”. Double torpille pour tous les chantres des “saintes” alliances.

L’elettorato israelita in Francia voterà per la Le Pen e Bardella.

Marine Le Pen a passeggio per Via Cappello a Verona.

Domenica, Macron ha tenuto una riunione sullo stato della crisi all’Eliseo alla quale hanno partecipato il suo segretario agli Esteri Stéphane Séjourné, il suo ex premier Édouard Philippe (ora leader di un partito centrista chiamato Orizzonti) e il veterano François Bayrou, il cui partito centrista MoDem si era schierato a favore della causa di Macron nel 2017.
Durante l’incontro, Macron avrebbe detto che ‘siamo l’unico voto utile per proteggere i francesi’. Da tempo Macron si definisce il ‘Protettore in capo’ dei francesi: contro le orde dei Gilet Gialli, contro Covid, contro Putin.
Forse è stata una coincidenza che l’emittente BFMTV, amica di Macron, abbia avvertito lunedì che il Covid sta tornando in auge. Qualcosa di simile era accaduto alla vigilia delle elezioni presidenziali del 2022.

Il ceppo gallico del virus ha la straordinaria capacità di tornare quando i francesi si preparano ad andare alle urne.
Ci sono altre analogie tra oggi e il 2022. Due anni fa, l’élite artistica e sportiva della Francia si era messa al fianco di Macron per avvertire gli hoi polloi che qualsiasi cosa diversa da un voto per il Presidente sarebbe stato un voto per il fascismo.
Ecco, lo stanno facendo di nuovo. Dagli attori agli influencer dei social media, fino alle star dello sport come Kylian Mbappé, tutti hanno esortato i loro compatrioti a stare alla larga dal RN.

“Non voglio rappresentare un Paese che non corrisponde ai nostri valori”, ha detto Mbappé, un calciatore amico di Emmanuel Macron, che ha appena firmato per il Real Madrid con uno stipendio annuale di 15 milioni di euro.

“Ha diritto alla sua opinione, ma non mi aspetto che persone che considero fuori dal mondo vengano a dare lezioni ai francesi”, ha detto Sébastien Chenu, portavoce della RN.

E Jordan Bardella, presidente della RN, ha offerto una risposta simile al 28enne ‘Squeezie’ (alias Lucas Hauchard), il secondo influencer più seguito in Francia, che la settimana scorsa ha detto ai suoi 8,8 milioni di follower che ‘il RN non ti aiuterà’. In risposta, Bardella ha deriso i ‘multimilionari che rispondono alla nobilissima professione di influencer’. Invece di rigurgitare le idee dell’estrema sinistra, ha continuato Bardella, Squeezie dovrebbe ‘rispettare’ i milioni di francesi che votano per il RN.

L’antisemitismo che ha caratterizzato i primi anni del Fronte Nazionale di Jean-Marie Le Pen è stato sradicato. Nella Francia del XXI secolo, è l’estrema sinistra di La France Insoumise [LFI] a spaventare la maggior parte degli ebrei.
Nello stesso fine settimana in cui Marion Cotillard ha paragonato il RN ai nazisti, lo storico e cacciatore di nazisti Serge Klarsfeld, 88 anni (il cui padre è stato assassinato ad Auschwitz), è apparso alla televisione francese.

Alla domanda se preferisse il RN o La France Insoumise, Klarsfeld ha detto che non avrà ‘alcuna esitazione’ a votare per la RN, ‘che sostiene gli ebrei e lo Stato di Israele’.
Ha aggiunto che ‘il RN ha subito un cambiamento’, mentre LFI è infettato ‘da toni antisemiti e da un violento antisionismo’.

Dichiarazioni come quella di Klarsfeld hanno un peso molto maggiore, per la maggioranza dell’elettorato, rispetto alle vacue dichiarazioni di virtù di attrici e influencer. Sono considerati ricchi, staccati e fuori dal contatto con la maggior parte del Paese. Non diversamente dal loro Presidente.

 

 

Au Peuple Français

I nostri cari cugini francesi fra due giorni andranno a votare per eleggere il prossimo presidente. Questa non sarà una votazione come tutte le altre, sarà una votazione decisiva per l’Europa intera.

La Gran Bretagna, la Spagna e il Portogallo sono sempre stati paesi proiettati sulle loro colonie, americane e orientali. L’Italia e la Germania sono paesi giovani, un pot-pourri di stati e staterelli, che s’aggregano e si disgregano.

La Francia, invece, è una grande nazione dai tempi della caduta di Roma e una entità omogenea a partire dal tempo di Charles Martel (646-741) che respinse l’invasione del califfato musulmano, diretta a soggiogare il nostro continente. Inoltre, la cultura francese dei secoli XVI, XVII e XVIII sono la linfa viva e rigogliosa che attraversa la nostra moderna Europa.

La scelta è ormai limitata a due candidati: Emmanuel Macron, un candidato fotogenico, indefinibile e indefinito, proteico, che non ha mai chiaramente espresso idee originali e che non ha mai parlato al cuore della gente comune. Vuole la continuità e si erge a difensore delle leggi, contro l’assalto della destra. Stiano ben attenti i francesi perché Voltaire scriveva: “Les tyrans ont toujours quelque ombre de vertu. Ils soutiennent les lois avant de les abattre”.

Non si è mai ben capito perché Macron abbia abbandonato il partito che lo aveva portato a diventare ministro, per fondarne uno nuovo. Calcolo elettorale? Crediamo di sì, giacché egli esprime idee in assoluta continuità con la linea del Presidente Hollande, il quale aveva dichiarato durante la sua elezione: “Il mio reale avversario non ha nome, non ha volto, non ha partito. Non verrà mai eletto, eppure governa – l’avversario è il mondo della finanza”.

Durante il dibattito televisivo del 3 maggio scorso, Macron si è scagliato con incredibile livore contro Marine Le Pen, ma i media asserviti al mondo della finanza del quale parlava Hollande, lo hanno dichiarato vincitore.
Come un bambino offeso Macron ha dato mandato ai propri legali di querelare Marine Le Pen perché lei ha accennato a un suo conto nei paradisi fiscali.
Che mossa puerile! Un vero uomo di Stato si sarebbe rivolto ai propri elettori non ai magistrati, dichiarando che quella è una falsità, se davvero è una falsità, oppure che esiste ma è vuoto, come dicono i Gesuiti, riferendosi all’Inferno…
Tutto sommato, da uno che ha lavorato per 3 anni alla Banca Rothschild che cosa vi aspettate? Se il conto non lo ha aperto, sicuramente lo ha fatto aprire ad altri, altrimenti che faceva tutto il giorno presso quella banca d’affari, giocava a battaglia navale con i propri colleghi, come il ragionier Filini?

Credo che in pochi si rendano conto che invece di un presidente, i francesi stanno eleggendo un imperatore, o un tiranno a tempo limitato…
L’attuale repubblica francese era stata plasmata da Charles De Gaulle, il quale si attribuì poteri quasi assoluti, che nessun altro presidente, democraticamente eletto possiede, neppure il presidente degli Stati Uniti. Il presidente francese può prendere tutte le decisioni che vuole, in barba al parlamento e ai partiti politici. Il presidente dà il mandato al primo ministro, è il comandante supremo delle forze armate e decide senza l’obbligo di consultazione o approvazione un gran numero di cariche pubbliche, senza che il Parlamento abbia la possibilità di rimuoverlo o porre il veto. In casi di emergenza gli vengono conferito poteri dittatoriali, che prevedono l’uso delle armi nucleari. Un presidente francese usa il primo ministro come una sorta di mandante e assistente, seguendo direttamente la politica estera e la difesa. François Mitterrand, definì i suoi poteri come un “colpo di Stato permanente”.

Ora veniamo a Marine Le Pen.
Come candidato alla presidente in questo momento sembra più adatta per gestire la difficile situazione attraversata dall’Europa. Cominciamo con il dire che qui lei si sta giocando tutto, a differenza di Macron. Crediamo, infatti, che in caso di sconfitta si ritirerà dalla carriera politica alla quale ha sacrificato la propria vita personale, con suoi tre figli e I suoi due mariti. Nei suoi confronti è in atto da tempo un vero e proprio linciaggio, dovuto essenzialmente alle gaffes del padre, con il quale ha da anni rotto i rapporti. Questo equivale a ritenere la Regina Elisabetta II non in grado di governare per via delle libere parole espresse nel corso degli anni da suo marito, il principe Filippo.

Una campagna denigratoria particolarmente virulenta è in atto in questi giorni, con i morti viventi della BBC che titolano: “What makes Marine Le Pen far right?” Ovvero cosa la rende di estrema destra? La loro risposta è il fatto che supporta la Brexit e che dall’età di 12 anni seguiva suo padre…
Il New York Times titola invece: “Marine Le Pen’s Verbal ‘Violence’ in French Debate Shocks Observers” ovvero gli osservatori sarebbero rimasti turbati dalla sua violenza verbale: certo una donna dovrebbe costantemente sorridere e mandar baci anche verso chi la prende a schiaffi. No?

Anche Bernard-Henri Lévy, filosofo di sinistra, ha fatto notare a denti stretti che Marine Le Pen è riuscita a trasformare il FN, in un partito moderno dandogli “un volto umano” ed eliminando ogni forma di razzismo. Il giornalista Michèle Cotta ha fatto notare che nei suoi confronti è in atto un tiro al piccione, per via del suo cognome, anche se a differenza del padre non parla mai di Seconda Guerra Mondiale e di colonialismo.

Per quanto riguarda le minacce di Marine Le Pen di portare l’Europa fuori dall’euro, i suoi elettori potranno dormire sonni tranquilli: il processo verrà attivato solo dopo un referendum, come ha spesso dichiarato e dunque se la volontà del popolo francese sarà di mantenere la moneta unica, lei seguirà la volontà del popolo, non le proprie convinzioni.
Invitiamo dunque gli amati cugini francesi a votare per Marine Le Pen. È lei la scelta meno rischiosa e più rivoluzionaria, con lei al comando la Francia ritornerà una dinamo di libertà, di fratellanza e di uguaglianza nel rispetto delle proprie leggi millenarie.

Vive la France, Vive la République!

Angelo Paratico

7 May 2017. The run-off for the presidential election will see a triumph for Marine Le Pen

The French will vote for their next President in April and May 2017. The first round of the vote will take place on April 23. Then, the two top candidates will face each other in a run-off, on May 7.

After the surprise of Britain’s Brexit referendum and the election of Donald Trump as US president, the lights are on Marine Le Pen and her right-wing program for France. There is a great scaremongering campaign against her, calling her program populist but she is not far from the mindset of Charles De Gaulle. and she is basically a Gaullist and a French nationalist, not a populist.

Who will be the top contenders for the Élysée Palace? The top five candidates are, in alphabetical order: Francois Fillon (Les Republicains), Benoit Hamon (Socialists), Marine Le Pen (Front National), Emmanual Macron (Independent) and Jean-Luc Mélenchon (Unbowed France).

For the first round, there is a consensus that the two final contenders will be Marine Le Pen and Emmanuel Macron.

After the first round, there will be a considerable amount of horse-trading backstage and the winner of the most votes, out of the two, will becomes the President of France. Thus, is out of the question that the opposition, scared by the proposed radical reforms put forward by Le Pen, will concentrate on the independent Emmanuel Macron, who has very high chances of becoming the next President. All the polls seem to agree on it. (1)

But pollsters cannot poll simple people because they will deny their preference (after all voting is personal and secret, why then they should reveal their preferences?). All the media and intellectuals in France are falling into the same trap, believing what they themselves say, as they did with Brexit and Trump. They should dress in a casual way and then go around talking to taxi drivers, waiters, workers outside the factories over a glass of Bordeaux wine. The case of Wilders in Holland cannot be compared to the situation in France and the US, also considering that Wilders’ opponent  did a turn to the right just before the election (a joke went around saying that one did not let Turks in, while the other wanted the Turks out. That being their main difference).

But who is Emmanuel Macron after all?

Emmanuel Macron (born 21 December 1977) is a French politician and senior civil servant of strong socialist leaning. A former investment banker, he studied Philosophy at Paris Nanterre University, and later graduated from the prestigious École nationale d’administration (ENA) in 2004.
Macron then become an Inspector of Finances in the Inspectorate General of Finances (IGF) before becoming an investment banker at Rothschild & Cie Banque!

And we all know by now that if you work as an investment banker you have no heart and no soul, you are at best a sort of Judas always ready to pocket the 30 silver denari. I have met several of them during my life but I never found one who could be set as an example. 

Then, will be the French people so stupid as to vote a wolf hiding under a lamb skin? I don’t think so!

Macron was a member of the Socialist Party (PS) from 2006 to 2009, deputy secretary-general under François Hollande’s first government in 2012 before being appointed Minister of Economy, Industry and Digital Affairs in 2014 under the Second Valls Government. He then resigned in August 2016 in order to launch a bid in the 2017 presidential election. In November 2016, Macron declared that he was not a Socialist anymore but a “Macronist” and would stand in the election under the banner of ‘En Marche!’ a movement he had founded in April 2016.

For all these reasons I firmly believe that, contrary to opinion polls, Marine Le Pen will win in a massive way the run off against Macron. Then she will take France out of the Euro and ask for radical changes at the EU.

 

 

 

1. See for instance this study by George Elliott Morris, a student of Government, History, and Computer Science at the University of Texas at Austin, which tally most of the other polls. http://www.thecrosstab.com/2017/02/14/france-2017-methodology/