Ritrovato in Germania un manoscritto originale di Nostradamus. E’ stato già riportato a Roma

Medico e astrologo francese di origine ebrea, Michel de Nostredame latinizzato in Nostradamus nacque a Saint-Rémy, in Provenza, nel 1503 e morì a Salon il 2 luglio 1566. Studiò filosofia ad Avignone e medicina a Montpellier. La regina di Francia, Caterina de Medici lo consultò più volte e nutrì una fiducia cieca nelle sue profezie, dopo che una quartina delle sue Centurie astrologiche previde la tragica morte del marito, re Enrico II.

Un suo preziosissimo manoscritto era stato rubato a Roma, dalla biblioteca del Centro Studio Storici Barnabiti, si pensa nel 2007. Lo si credeva perduto per sempre. Era stato venduto su una bancarella a Parigi ed  è recentemente riapparso in Germania, presso una casa d’aste. L’apparizione on line del manoscritto del suo “Profetie di Michele Nostradamo”, aveva subito allertato la Procura della Repubblica di Roma, guidata dal pool Tutela Patrimonio Artistico dei Carabinieri (TPC).

La base d’asta era di soli 12mila euro, un valore molto sottostimato per una tale opera. Su una delle pagine del testo pubblicate sul sito della casa d’aste è stata rilevata la presenza di un timbro della “Biblioteca SS. Blasi Cairoli del Urbe”, confluita, nel 1991, in quella Generalizia dei Padri Barnabiti. Questo aveva allertato i carabinieri che hanno subito intuito che era proprio il libro rubato a Roma.

Attraverso una richiesta di assistenza inoltrata dall’Autorità Giudiziaria italiana a quella tedesca, l’asta è stata bloccata e il volume è stato sequestrato e custodito presso gli uffici di Polizia di Stoccarda, in attesa del suo rimpatrio, agevolato attraverso uno strumento di cooperazione europeo. Il volume è già stato restituito al responsabile della Biblioteca, Padre Rodrigo Alfonso Nilo Palominos.

Certe quartine di Nostradamus restano impressionanti, anche per chi non crede che il futuro sia prevedibile. Sono molti gli esempi ma ne citeremo solo un paio. In una scrive di “una croce con gli uncini che insanguinerà l’Europa” e in un’altra degli eccidi di Nantes fatti in nome della libertà (a Nantes, durante la Rivoluzione, i giacobini barbaramente trucidarono quattrocento civili).

 

L’autore di questo articolo possiede un’opera a stampa del 1668 che raccoglie le sue quartine.
Angelo Paratico

Nostradamus e Banca Popolare di Vicenza

 

Una profezia di Nostradamus pare preconizzare la rovina della Banca Popolare di Vicenza, dopo 150 anni di gloriosa storia. Distrutta dalle nuove regole imposte dalla BCE e supinamente accettate dal governo di Renzi.

 

 

 

 

 

Nella quartina VIII, 11, delle centurie di Nostradamus, pubblicate nel 1555 a Lione, possiamo leggere:

Peuple infini paraîtra à Vicence
Sans force, feu brûlée la Basilique:
Près de Lunage défai grand de Valence
Lorsque Venise par morte prendra picque.

Una possibile traduzione potrebbe essere questa:

Un gran popolo si riunirà a Vicenza
Facilmente brucerà la Basilica (1)
Dopo l’uscita del lunatico(2) ricorderà Valenza (3)
E Venezia (il Veneto) verrà trafitta dalla lancia.(4)

Michele de San Remy (1503- 1566) noto come Nostradamus fu un discendente di ebrei-spagnoli rifugiatisi in Francia e poi convertiti al cristianesimo. Umberto Eco scrisse che il testo di Nostradamus si presta a una “interpretazione infinita” e diciamo noi, quanto più uno ci crede, tanto più le sue profezie s’avverano e continueranno ad avverarsi. Ebbene, noi ci crediamo e ci proviamo…

1. Per Basilica, ci si riferisce alla Basilica Palladiana, che al tempo di Nostradamus esisteva già (1546) e aveva forse osservato durante il suo viaggio in Italia. Va letto come ‘Palazzo’ nel senso che in passato fu la sede del governo della città. Oppure ci si riferisce alla sede della Banca Popolare di Vicenza in Via Framarin che Banca Intesa, dopo la sua grande rapina, vorrebbe cedere?
2. Il lunatico potrebbe essere un precedente DG già uscito dalla Banca di Vicenza, forse Francesco Iorio?
3. Valenza è la terza città di Spagna come ricchezza e dimensioni, il suo celebre vescovo fu Sant’Apollinare, nato cittadino romano e morto barbaro, dopo la caduta dell’impero romano.
4. ‘Prendra picque’ può essere tradotto come trafitto dalla lancia.

Nostradamus & Boffalora

 

 

Nella quartina VIII. 12 delle Centurie profetiche di Nostradamus appare il nome Boffalora,

Apparoistra aupres de Buffalorre
L’hault & procere entré dedans Milan
L’abbé de Foix avec ceux de sainct Morre
Feront la forbe habillez en vilain.

In italiano:

Comparirà dinnanzi a Boffalora
L’alto & presuntuoso entrando a Milano
L’abate di Foix con quello di san Moro
Faranno l’imbroglio vestendosi da villici.

Boffalora sopra Ticino conta oggi 4.200 abitanti ed è bagnata dal Naviglio Grande e dal Ticino. Sorge in direzione di Novara, per chi viene da Milano e al tempo di Nostradamus non poteva contare più di mille anime. Questo toponimo appare una sola volta fra le sue Profezie: questo è un fatto raro, per un villaggio di così ridotte dimensioni. Forse, durante uno dei suoi due viaggi in Italia il veggente francese ci passò, proveniente da Torino e diretto a Milano? O forse vi fece sosta?
Fossi io il sindaco di Boffalora farei scolpire e murare una lapide con questa quartina, poiché sono in atto delle manovre di “nostradamologi” statunitensi che propongono “Buffalo” nello stato di New York, tentando di scippare l’onore al bel comune lombardo.

La quartina riportata sopra è da sempre stata presa come un riferimento alla sofferta conquista del ponte di Boffalora da parte di Napoleone III, del 3 giugno 1859, preludio alla sanguinosa vittoria di Magenta sugli austriaci.

Oppure dovremmo credere che il riferimento vien fatto a qualcosa che non è ancora accaduto e che diverrà manifesto solo dopo che sarà accaduto? Possiamo attendere, abbiamo ancora tempo. Infatti, nella prefazione al suo libro egli scrisse che le sue profezie arrivano “da oggi sino al 3797” poiché scriveva nel 1555, la fine del mondo cadrebbe, appunto, nel 2242.

I due ultimi versi suonano assai bizzarri, e vi sono varie interpretazioni, tutte molto strambe per giustificarle. Ma recentemente ne è stata avanzata una che, da un punto di vista puramente combinatorio, ha dei meriti: l’abate di Foix (della fede) sarebbe papa Francesco e quello da San Moro, sarebbe Benedetto XVI (una testa di moro coronata appare nel suo stemma araldico, come tradizionale simbolo della Diocesi di Frisinga (Freising) adottato intorno al 1316. Secondo la tradizione rappresenterebbe San Maurizio) ed entrambi si ritirerebbero dal soglio papale, gettando la veste papale.
Nostradamus, ovvero Michele de San Remy (1503- 1566) fu un discendente di ebrei-spagnoli rifugiatisi in Francia e poi convertiti al cristianesimo. Fu un medico, anche se poi emerse un documento nel quale egli veniva espulso dall’università di Montpellier, prima della laurea. Ma ciò non gli impedì di pubblicare due libri di medicina e di farsi chiamare dottore.
La sua ascesa nella comunità dei colti iniziò nel 1531, quando Giulio Cesare Scaligero (1484-1558), lo invitò a stare con lui ad Agen, presso il locale Vescovo. Lo Scaligero era un italiano che esercitava la medicina e si spacciava per un nobile, un discendente dei Della Scala di Verona. In realtà il suo vero nome era Giulio Bordon ed era nato a Riva del Garda. Doveva possedere molto genio, non solo cialtroneria e arroganza. Ebbe intuizioni geniali e si fece un nome polemizzando con grande violenza verbale con uomini del calibro di Erasmo da Rotterdam e Gerolamo Cardano. Celebre il suo volgare attacco al “De Subtilitate” del Cardano. Quando poi gli raccontarono che il Cardano, realizzando tutti gli errori che aveva inserito nel proprio testo, ebbe un attacco apoplettico e morì, lo Scaligero, fiero di sé, pubblicò un pamphlet nel quale diceva che quel poveraccio non era poi così male e non era stata sua intenzione fargli del male. Ebbene, possiamo immaginare la faccia che fece quando gli dissero che la notizia della morte del Cardano era assai prematura…
Il fortunatissimo libro di Nostradamus intitolato “Prophecies” fu pubblicato a Lione nel 1555, ma già a partire dal 1550 egli pubblicava degli almanacchi, un genere molto popolare all’epoca, simili a quello di Frate Indovino che alcuni di noi ancora tengono appeso in casa. Era certamente conscio della precarietà della sua posizione, come ebreo e sospettato di magia e negromanzia, con le guerre di religione che stavano per scoppiare in Francia. Dunque, non lo possiamo biasimare per aver voluto dare alle sue profezie una veste oscura.
Subito dopo l’uscita del suo libro, Caterina de’ Medici volle incontrarlo, forse avvisata da suo astrologo di fiducia, Luca Gaurico, perché le dissero che avrebbe potuto rivelarle le minacce future che incombevano su suo marito, il re di Francia Enrico II (1519-1559) e sui loro dieci figli. Gli chiese l’oroscopo per ciascuno di loro e lui lo fece, un fatto molto comune a quei tempi. Quando nel 1552 Gerolamo Cardano incontrò a Londra re Edoardo VI (1537-1553) si sentì fare la stessa pericolosissima richiesta e l’esaudì, credendo di stare facendo qualcosa di scientifico, non occulto. Nostradamus profetizzò a Caterina de’ Medici la morte in un torneo del suo adorato marito – la sua quartina concernente questo incidente è una delle più impressionanti, e dato che fu pubblicata quattro anni prima della morte del sovrano, non possiamo dubitarne -. Le disse inoltre della morte del figlio primogenito prima dei diciotto anni e, nonostante il dolore che le diede, da quel momento lei non mancò mai di dimostrargli la propria stima, arrivando al punto d’andare a visitarlo nel suo paesino di Salon-de-Crau, il 18 ottobre 1564. La peste aveva colpito quel villaggio e il corteo reale lo trovò deserto, ma la regina e il figlio, re Carlo IX (1550-1574) ordinarono a tutti di rientrare nelle case per dar loro il benvenuto. Poi Nostradamus arrivò per un incontro privato con loro, zoppicava a causa della gotta e teneva un bastone nella destra e la cappa nella sinistra. Le diede brutte nuove, come suo solito, ma cercò di attutire il colpo: disse al re che non sarebbe morto prima del conestabile Anne de Montmorency (magra consolazione, avranno pensato: era nato nel 1493!). Caterina de’ Medici gli diede duecento scudi d’oro e lo nominò consigliere reale e medico del re.

 

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Nostradamus e il mistero di Boffalora

 

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di Dino Messina
Nostradamus e il mistero di Boffalora
7 MARZO 2017 | di Dino Messina