Il giallo del tenente uxoricida

Uno dei processi più celebri nella storia italiana fu quello intentato al tenente Vito Modugno, e se fosse esistito Porta a Porta condotto da Bruno Vespa, non dubitiamo che ci avrebbe costruito sopra molte interessanti trasmissioni, con dibattiti, filmati e ricostruzioni.

Vito Modugno nacque a Bitonto nel 1870 in una famiglia della piccola borghesia e fu mandato a studiare all’accademia militare di Torino, da dove uscì con i gradi di sottotenente del Genio.
Era un uomo di piccola statura, con baffoni a manubrio e per quanto ne sappiamo assai ambizioso. A Torino sedusse una maestrina milanese, tale Elettra Barbieri, che rimase incinta e diede alla luce un bambino. Non volendola sposare, s’offrì volontario per andare a combattere in Africa, ma lei lo seguì con la loro creatura, che però non resse a un’infezione e morì. Partecipò alla battaglia di Adua e poi i due rientrarono in Italia, dove la piantò, cercando un miglior partito per sistemarsi.

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“The Dew of Heaven” Pubblicato in Arizona. Bollettino AISE

HONG KONG\ aise\ – Angelo Paratico, residente a Hong Kong da 35 anni, dopo la sua atipica biografia dedicata a Caterina, la misteriosa madre di Leonardo Da Vinci, (appena pubblicata in italiano dalla Gingko Editore di Bologna) ha pubblicato un libro in lingua inglese presso la casa editrice Cactus Moon, di Tempe, in Arizona.

S’intitola “The Dew Of Heaven” e si tratta di un romanzo con una forte base storica, incentrato sulla presenza italiana in Cina a partire dal 1892.

L’Italia umbertina giocò un notevole ruolo in Cina, soprattutto a partire dall’invio di nostre truppe a Pechino, nel luglio 1900, per liberare le legazioni diplomatiche assediate dai Boxer. Il nostro ambasciatore, il marchese Giuseppe Salvago Raggi, fu uno dei protagonisti della resistenza a quei folli che volevano massacrare tutti gli stranieri ma, a differenza dei suoi colleghi, il nostro non se ne vantò e, infatti, il suo diario fu pubblicato solo nel 1968.

Giuseppe Salvago Raggi restò assediato per 55 giorni, assieme alla moglie, Camilla e al figlioletto Paris, convinti di dover presto morire sgozzati. La Cina ci dichiarò guerra dopo che inviammo, con altre sette nazioni, una flottiglia di sei navi, guidate dall’Ammiraglio Camillo Candiani d’Olivola e tremilaseicento soldati, perlopiù bersaglieri. Si distinsero tutti, nonostante il loro equipaggiamento non fosse adeguato all’impresa.

Il protagonista del libro è un ufficiale di Enna, in Sicilia, che prima partecipò alla battaglia di Adua e poi s’offrì volontario per la spedizione in Cina, seguendo il colonello Tommaso Salsa. Questo tenente, all’interno della Cina, incontrò la donna della sua vita, una principessa mongola e anche per questo motivo decise – una volta congedatosi dall’esercito, nel 1902 – di stabilirsi nell’ex colonia portoghese di Macao e nella vicina Hong Kong, impiantandovi un’attività industriale. Prima di morire, nei primi anni sessanta, decise di scrivere un diario della propria avventura, contenente certi dettagli che avevano e hanno tuttora delle implicazioni geopolitiche importanti, relative a un oggetto perduto, che secondo alcuni avrebbe proprietà quasi-magiche.

Dalla fine della seconda guerra mondiale è calato l’oblio sulla presenza italiana in Cina e questo ha costretto l’autore a lunghe ricerche storiche per ricostruire i fatti.

Per esempio, per gettar luce sul processo del tenente Vito Modugno, un collega del protagonista del libro, che dopo aver partecipato all’impresa cinese, tornato a casa, venne accusato di aver ammazzato la moglie, inscenando un suicidio, poco se ne parla oggi, eppure quello fu il primo grande processo mediatico della storia italiana.

Sulla copertina appare un fantasma fra i grattacieli di Hong Kong. Si tratta del napoletano Eugenio Zanoni Volpicelli, che fu console a Hong Kong e Macao dal 1899 al 1919. Parlava una dozzina di lingue, fra le quali il russo, vari dialetti cinesi, il coreano e il giapponese. Pubblicò libri di storia e di politica che sono ancora attuali, a Londra, Parigi e Shanghai. In Italia è sconosciuto e la sua tomba si trova a Nagasaki, in Giappone. (aise)

Bollettino AISE del 09/06/2017

http://www.aise.it/anno/the-dew-of-heaven-esce-in-arizona-il-libro-di-angelo-paratico/89765/1

Vito Modugno in The Dew of Heaven. A criminal cold case.

 

One of the main characters in my book The Dew of Heaven is Lieutenant Vito Modugno, an Italian officer born in Bitonto (Ba) in 1870, who then graduated from the Turin Military Academy and was then sent to Africa, surviving the  battle of Adowa in 1896.
Vito then volunteered to depart for China with the Italian contingent sent to free the Diplomatic Legations fighting the Boxers. Some Italian sailors already present in China had fought alongside the soldiers of other nations but the Italian warships, delayed at Singapore, anchored at Taku, close to Tianjin, on the day of the liberation of the Legations by a multinational contingent lead by the British General Gesalee.

 

Modugno was demobilized and sent back to Italy at the end of 1901. He did his way back with several crates of Chinese antiques and silk fabrics which he then sold with a large profit. Shortly before his departure, in March 1900, he had married Cenzina di Cagno, who in the meantime had delivered a daughter, Maria. While he was away she was diagnosed with syphilis, a disease which at that time was incurable.
After Vito’s return, one morning, his wife shot herself using his revolver and leaving a farewell letter under the cushion of her bed. In the letter she was writing  of her remorse about something she had done in the past.

Vito was arrested a few days later on suspicion of having organized her murder. The trial was staged two years later in Perugia and was a nationwide case, splitting Italian public opinion in half. Socialists saw in Vito Modugno a warmonger, a violent imperialist and a wife-killer. The conservative side saw in him a war hero, a decorated empire builder, a true gentleman. Even Luigi Barzini of Corriere della Sera was called  to court as a witness, having met Vito in Beijing. His case was debated in Parliament.

Vito Modugno was finally acquitted by the accusation of having staged the suicide of his wife and, after his release, he disappeared from history. But was he guilty or innocent? And  what happened to him afterward? Some people said that he had returned to China but the mystery had never been solved, until the publication of my book.